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Autostima

L'autostima è la consapevolezza che un bambino ha (o non ha) del proprio valore agli occhi del mondo che lo circonda (genitori, parenti, insegnanti…).
La si costruisce, passo dopo passo, sin dai primi giorni di vita del piccolo e ha a che fare, in gran parte, con il rapporto che i genitori riescono a instaurare con lui, con la loro capacità di infondergli, ancora neonato, sicurezza e fiducia in se stesso e negli altri. Non si tratta, quindi, di una componente genetica che i bimbi ricevono per via ereditaria. Dipende, invece, dal vissuto di mamma e papà, dal loro trascorso, che potrebbe renderli, senza che ne abbiano consapevolezza, ansiosi, irritabili, iperprotettivi… e che potrebbe influenzare, sempre inconsciamente, il modo in cui si prendono cura del piccino, dove per prendersi cura intendiamo proprio i gesti (cambiargli il pannolino, allattarlo, lavarlo, coccolarlo…) che fanno parte della vita quotidiana di un bebè.
L'autostima, infatti, ha nel confronto con gli altri il suo campo di battaglia e l'esterno è per il bimbo lo specchio in cui riflettersi. La componente sociale gioca, in questo caso, un ruolo determinante mentre i rapporti con la famiglia ne sono il motore trainante. Pensare che un bambino sia, per natura, sicuro o no di sé, fiducioso o meno nelle sue possibilità, significa non considerare che i genitori abbiano un ruolo determinante nell'instaurare un rapporto con il proprio figlio, in grado di valorizzarlo e aiutarlo a crescere sano e forte.

Autostima: si coltiva da piccoli…
Affinché un figlio acquisisca fiducia nelle sue possibilità è indispensabile che mamma e papà per primi prendano coscienza del fatto che il bambino non è un loro prolungamento e si interroghino su quale sia stato il loro passato (che infanzia hanno avuto, come sono stati i loro genitori, da quali insicurezza sono mossi…). Quest'indagine nei meandri del proprio vissuto è il primo passo da compiere per non affossare il bimbo con il peso di aspettative troppo rigide e dettate da motivazioni che, in realtà, non lo riguardano.

 

  2007-08-03
Alessia Altavilla

 






Commenti su questo articolo (24)


Commento inserito da veronica il 17 aprile 2010 alle ore 18:55

ciao a tutti.....sono la sorella più grande di una bambina che frequenta la quinta elementare. giorni fa la maestra ha fatto fare un gioco a mio avviso mortificante per i bambini. il gioco consisteva nel scrivere su post-it da 1 lato il nome di ognuno dei compagni e dall'altro la caratteristica che secondo ognuno degli altri più gli si addice. oltre a caratteristiche positive sono state attribuite espressioni poco carine, a molte delle ragazzine della classe. questo gioco è stato presentato come un'attività volta alla conoscenza dei compagni. ma in realtà i rapporti che prima erano solidi si sono indeboliti, facendo nascere disagi e discordie all'interno del gruppo classe. leggendo il tema di mia sorella in un secondo momento assegnato alla classe, mi sono accorta dell'insicurezza, dei dubbi e della,in parte, perdità d autostima che questo gioco ha lasciato in lei. non so se la mia domanda è inerente a questo articolo, sul quale sto lasciando questo commento, ma volevo sapere da persone più competenti se questo gioco non possa essere considerato un "gioco" privo di alcun riscontro didattico e produttivo, e se possa essere considerato pedagogicamente scorretto. vi sarei grata di una risposta grazie
Commento inserito da STEFY X SIMONA il 24 febbraio 2010 alle ore 14:03

Salve, mi permetto di scriverLa per rassicurarLa in merito, ho un figlio poco più grande che ha attraversato la stessa fase. Io sono ricorsa al dialogo, gli ho fatto capire che non sempre questo atteggiamento veniva accettato e condiviso, e sinceramente lo ha capito ... adesso ha imparato che bisogna comportarsi di conseguenza al luogo e/o alle persone che gli stanno vicino. In bocca al lupo!!
Commento inserito da SIMONA il 21 febbraio 2010 alle ore 15:55

Salve ho un bambino di 5 anni, che è da sempre molto vivace specialmente in contesti dove c'è tanta gente.
Tende a mettersi in evidenza negativamente facendo di tutto a volte capita anche a scuola, menomale che la sua maestra è molto rigida e al tempo stesso dolce.
E' un bambino molto sensibile e coccolone molto attaccato a me.Potete darmi qualche consiglio su come poter gestire al meglio questi episodi di vivacità esagerata?
Commento inserito da Stefania il 9 febbraio 2010 alle ore 13:35

Salve, ho un bimbo di 6 anni e da un mese è cambiato molto: sembra annoiato, presta poca attenzione, è insicuro e restio a provare cose nuove dove sa di nn essere il migliore. Lo avevamo notato io e mio marito e iri me lo ha confermato anche la maestra. Quando gli chiedo cosa è successo mi dice nulla... cosa posso fare?? grazie x risposta. Saluti
Commento inserito da paola il 2 febbraio 2010 alle ore 17:40

ciao sono paola ho due bambini di 4 e 2 anni che nn vogliono dormire nella propia cameretta che consiglio mi date .grazie mille a pr
Commento inserito da mamma katia il 30 ottobre 2009 alle ore 12:50

sono mamma di due bimbi marta 9 anni e lorenzo 7 faccio parte delle mamme severissime soprattutto riguardo la scuola, ma anche in casa ,io lavoro part time sono molto esigente pretendo che loro mettano in ordine la loro stanza le tazze da colazione sparecchino la cena ecc... sono molto autonomi,sono severa anche con gli orari alle 20.30/21.00 a letto.certo nn sono solo regole e punizioni, andiamo in bici pattiniamo guardiamo film della famiglia,cuciniamo insieme ma a volte mi chiedo se nn sono troppo severa troppo tedeschen, la bimba e' molto controllata anche con le sue emozioni +forti e' una nn violenta e piuttosto passa dalla ragione al torto perche invece di difendersi fa la vipera (come la chiamo io), il bimbo mi crea qualche problema in quanto capita che nn riesca a gestirlo soprattuto in presenza o a casa di altre persone.a me sembrano socievoli ma quando sono nel branco nn legano
Commento inserito da vy il 23 ottobre 2009 alle ore 17:55

con gentile imposizione fai quello ke lei fà con te...
Commento inserito da giò il 22 ottobre 2009 alle ore 10:11

Ciao, ho una bimba di 5 anni che ultimamente ha costruito con una sua coetanea un rapporto morboso, come arriva in classe cerca questa bimba e la cosa più triste e che mia figlia aspetta da lei delle conferme, se sono positive è felice, se sono negative piange disperata. Secondo me, questa bimba ha capito la debolezza di mia figlia e per quanto sia piccola ne approfitta. Cosa posso fare per aiutarla a stare meglio? Ho provato a spiegarle che esistono altri bimbi, che lei è bella e intelligente come tutti gli altri. Può essere un problema di autostima? Grazie
Commento inserito da giulia 80 il 18 settembre 2009 alle ore 15:38

ciao ragazze, ho un bambino di 2 anni, vivacissimo,solare, allegro, ma sempre appiccicato a me. Il problema sta nel fatto che ai giardini non gioca se ci sono altri bambini, si pianta sullo scvolo e non scende, lo fa solo quando tutti sono ndati via!e'vergognoso con i bimbi della sua età che spesso lo spingono o gli strappano le cose di mano...e lui sta li come un pollo!Con i bimbi grandi sembra invece che sappia il fatto suo!pensate che sia un problema caratteriale o gli manca solo di farsi un po' di "guscio" all'asilo?Help!P.s un consiglio a Veronica, non giocare con tua figlia non ti aiuterà a far sparire i 1000 pensieri. Stai con lei e coinvolgila nella tua vita più possibile, vedrai quanto vi renderete felici a vicenda...ed i pensieri spariranno per un pò.Penso che noi mamme,mogli, donne e figlie abbiamo così tanti problemi che nel mentre ci pensiamo i ns figli crescono, poi sarà troppo tardi per voler stare con loro.
Commento inserito da veronica il 15 settembre 2009 alle ore 13:40

ho una bimba di 6 anni,e vorrei tanto un consiglio..mi chiede spesso di giocare con lei,ma io il più delle volte non ho voglia,perchè in verità sono assorta da 1000 pensieri,unlavoro che non ho, anche se lavora mio marito i soldi purtroppo non bastano mai...quini sono svogliata,ansiosaecc..cosa posso fare per mia figlia,per renderla felice anche se non gioco con lei?grazie..
Commento inserito da gianna il 5 settembre 2009 alle ore 22:24

ciao io sono mamma di una bimba di 3 anni, la mia piccola quando si trova al parco ceca sempre la compagnia di bambine più grandi a volte anche di 7/8 anni, ovviamente queste bimbe dopo un pò si stufano e vanno su giochi da grandi e lei che fa? le insegue e anche se io le dico di giocare con bimbe della sua età lei cerca sempre quelle più grandi. Non capisco il perchè.
Commento inserito da Massimo il 9 agosto 2009 alle ore 23:54

sono padre di un maschietto di 3 anni e mezzo, in genere sono sempre fuori casa per lavoro, ma nelle ultime due settimane sono tutti i giorni da solo con mio figlio e sto scoprendo che ció che mi racconta mia moglie non sono delle sue convinzioni ma la realtá, ovvero che mio figlio gioca diversamente dai suoi coetanei, quando lo porto in un giardinetto pubblico passano sempre alcuni minuti in cui lui osserva cosa fanno gli altri prima di decidersi a muovere un muscolo nella loro direzione, quando si arrampica sugli scivoli, o gli altri giochi del giardinetto in cui si necessitano equilibrio e coordinazione, lui si muove con moltissima prudenza e si gli propongo di provare un attrezzo un po´piú complicato lui mi risponde che non si fida perché gli sembra pericoloso, s´impunta che non lo vuole provare perché potrebbe farsi male. Mi chiedo se sia normale per un bambino della sua etá che non si é mai fatto male in vita sua.
Commento inserito da Silvia il 31 luglio 2009 alle ore 18:43

ciao sono mamma di una bambina di 3 anni e di una piccolina di 15 mesi. Non tanto la piccolina, quanto la grande mi sta dando un pò di pensieri: non riesce a giocare in modo equilibrato con le sue coetanee cioè si impone su di loro come fa con la sorellina o io con lei. Noto che lei mi imita i gesti e parole che utilizzo quando la sgrido. Temo di sbagliare perchè mi sono accorta che sta venendo su in modo "violento". Se è così, come posso correggerla e farle capire allo stesso tempo che determinate cose non si devono fare? Insomma!!!quando devo sgridarla (che ne fa proprio delle belle!!!!) come devo farlo? Grazie
Commento inserito da Lola il 18 luglio 2009 alle ore 17:15

Sono mamma di un bimbo di 3 anni figlio unico. Ho 36 anni aiuto il mio compagno nel suo lavoro ma in realta ne volevo uno mio, che non ho mai avuto perche non ce l' ho fatta, troppo insicura di me stessa, ho sempre saputo di averne le capacità ma ci sono dei momenti che mi prende un po di lieve depressione e quindi lavorare x gli altri è una responsabilità. Ho paura di trasmettere queste mie insicurezze a mio figlio e di farlo crescere insicuro di se. Cosa devo fare, come mi devo comportare. Mio figlio va a scuola e la maestra mi dice che vuole essere sempre coccolato, anche se noi a casa lo facciamo.
Commento inserito da GIUSY il 18 luglio 2009 alle ore 16:56

CIAO LEGGENDO IL TUO MESSAGGIO MI HA VERAMENTE IMPRESSIONATO!SEMBRA UN BRUTTISSIMO GIOCO DI DOPPIA PERSONALITA'!IO UN PO' ME LA PRENDO CON LEI MAMMA, PERCHE' SECONDO ME NON DOVEVA ASSECONDARE LA BAMBINA CON QUESTO GIOCO. I BAMBINI GIOCANO CON LE BAMBOLE, MA DI SOLITO LE INSEGNANO QUELLO CHE SANNO, FINGENDO CHE SONO LE LORO BAMBINE, E NON LE LORO AMICHE!ASSOLUTAMENTE DA NON ASSECONDARE, ANSI DI COMINCIARE A DISTRARLA ANCHE CON DELLE VERE AMICHETTE! ANCHE IO DA BAMBINA AVEVO LA BAMBOLA GIUSEPPINA, MA NELLA MIA TESTA ERA MIA FIGLIA E LA PORTAVO SEMPRE CON ME, MA NULLA DI STRANO.
Commento inserito da elisabetta il 17 luglio 2009 alle ore 13:09

Ho una bimba di 4 anni viviace e serena. Gioca sempre con la sua bambola martina costringendomi molto spesso ad impersonarla (anche quando la bambola non c'è). La bambola Martina ha 2 anni e non riesce a fare nulla di ciò che fa mia figlia perchè è più imbranata, vuole le cose di mia figlia ma non le può avere perchè è piccola, quando va a comperare il gelato lo hanno finito. E' giusto assecondare questo gioco? Devo pensare che mia figlia attribuisca alla bambola Martina alcune incapacità o insicurezze che mia figlia sente? Dovrei quindi cercaredi rassicurarla che lei è grande e molto più brava di martina?
Commento inserito da katia il 7 luglio 2009 alle ore 18:41

penso che i consigli siano sempre graditi ma bisogna poi comportarsi in base al bambino che si ha
Commento inserito da Alessio Padovan il 22 giugno 2009 alle ore 23:41

Devo complimentarmi con la profondità del messaggio e sulla realisticità dello stesso inquanto posso dire che per esperienza personale non è facile seguire una linea unica.
Le molte sfaccettature di un bambino in crescita ti impegnano quotidianamente ad una nuova messa in discussione di te stesso quardandoti in maniera profonda e costruttiva.
Vi ringrazio profondamente per l'impegno e per il servizio che occulatamente fate.
Commento inserito da Ana il 26 marzo 2009 alle ore 10:54

io ho una bambina di 2 anni e mezzo. Ho avuto la fotuna e poi sfortuna di entrare nell asilo pubblico. Abbiamo cambiato asilo e la piccola che era felicissima nell altro asilo ha comiciato a chiudersi e instaurare una amicizia morbosa con una compagna,incentivata anche da me perche amica della madre. la maestra mi dice che mia figlia non se non ha la amica non sa giocare con gli altri bimbi e che e molto timida e introvertita.. Io credo solo di avere fatto un grandissimo sbaglio nel avere cambiato asilo a corso iniziato..
Commento inserito da ROBERTA il 5 novembre 2008 alle ore 23:35

RISPONDO A mamma disperata!
e ' SOLITAMENTE MOLTO IMPORTANTE COME CI SI RIVOLGA A LORO FAI UN ESAME DI COSCIENZA E STUDIA COME SI RIVOLGONO A TUA FIGLIA LE PERSONE CON LA QUALE è IN CONTATTO!
SE VI RIVOLGERETE LEI CON DOLCEZZA RISPETTO E GENTILEZZA LEI USERA' LE STESSE PAROLE "PER PIACERE...SCUSA...ABBBI PAZIENZA AMORE... ANGELO MIO VORRESTI MICA RACCOGLIERE...ECC" PROVARE PER CREDERE DOPO TRE QUATTRO MESI COSI LA BIMBA FARA LO STESSO PERCHE LORO IMPARANO NON CON CASTIGHI BOTTE URLA IMPOSIZIONI MA PER IMITAZIONE!
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  Tappe di crescita
Le conquiste, graduali ma importantissime, del bambino dalla nascita fino agli anni della scuola.
 
  I primi pudori
Intorno ai 5 anni i bimbi diventano consapevoli del proprio corpo e, di conseguenza, pudici. Come comportarsi.
 
  Litigi di bambino
Normali e frequenti tra i bambini, i litigi servono per imparare a riconoscere e rispettare gli altri.
 
  Tra infanzia e adolescenza
A metà tra fanciullezza e adolescenza. Hanno tra gli 8 e i 10 anni e hanno fretta di essere trattati "da grandi".
 
  Ti presento il mio amico (immaginario)
Secondo uno studio effettuato dall’Università di Boston due terzi dei bambini in età prescolare hanno un amico immaginario. Gli psicologi tranquillizzano i genitori: è tutto normale.
 
  Il linguaggio segreto dei bambini
Non sempre le parole sono lo strumento utilizzato dai bambini per esprimere ciò che vogliono o pensano. Spesso si servono di un linguaggio "altro". Che i genitori devono imparare a comprendere.
 
  L'angoscia dell'estraneo
È una fase che attraversano i bebè intorno all'ottavo mese caratterizzata da un attaccamento totale alla madre con conseguente rifiuto di qualsiasi altra persona.
 
  Le parolacce
Le impara a scuola e le usa senza conoscerne il significato. Come comportarsi quando il bimbo dice le parolacce.
 
  L'educazione dei bambini
Regole, divieti, cose da fare e da non fare. Come educare un bambino in modo sereno ed equilibrato.
 
  Parliamo di sesso
Come rispondere, senza imbarazzo, alle domande e alle curiosità dei bambini sul sesso?
 
  Diventare indipendenti
Sono i genitori a dover responsabilizzare i figli insegnando loro a essere persone indipendenti.
 
  Goal! Obiettivo raggiunto
Sette passi per aiutare i bambini a raggiungere i loro obiettivi (scolastici e non) e a realizzare i loro sogni. Senza ansie e stress di fallimento…
 
  Bambini che mordono
Se fino ai 12 mesi il morso rappresenta per i bambini uno strumento per conoscere il mondo, dopo l’anno è un modo per attirare l’attenzione dei genitori e richiedere affetto.
 
  Personal trainer per neogenitori
Si chiama Mamme in fasce, arriva dalla Finlandia ed è un servizio di coaching educativo che viene fornito ai genitori alle prime armi.
 
  Frasi da evitare
Ci sono frasi che sarebbe meglio evitare perché possono creare nei bambini frustrazione e angoscia.
 
  Furti di bambino
Controllandogli lo zainetto o la tasca della giacca, avete trovato un oggetto non suo. Gli avete chiesto spiegazioni, ma non è stato in grado di darvi una risposta soddisfacente.
 
  Educazione a tavola
Dai 3 anni in poi i bambini possono cominciare a mangiare a tavola con mamma e papà rispettando alcune semplici regole di educazione comportamentale.
 
  Bambini ecologici
Rispettare la natura e l'ambiente, avere cura delle proprie cose ma, soprattutto, delle cose degli altri. Tutti valori che vanno insegnati ai bambini e trasmessi attraverso il buon esempio.
 

 

 

   
 
 
 
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