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Home >>2-5 anni >> Autostima
Autostima
Spesso, infatti, capita che genitori insicuri e insoddisfatti di sé scarichino sul piccino le loro frustrazioni proiettando su di lui quelle che, in realtà, sono debolezze loro. In questo modo lo schiacciano, senza rendersene conto, e non gli danno la possibilità di sbagliare. Nello stesso modo, genitori che da piccoli hanno ricevuto poco valore sono più portati a trasmettere al bambino scarsa stima di sé e delle sue capacità, divenendo, inconsapevolmente, la causa principale della sua insicurezza e della sua perdita di fiducia. Queste caratteristiche comportamentali che si affermano nella prima infanzia (è entro i 6 anni, infatti, che la personalità si costruisce e si forma), potrebbero sfociare verso i 12, anni con il risveglio che segue al cosiddetto periodo di latenza, nei problemi e nei disturbi dell'adolescenza. Un bambino privo di autostima, che non crede nelle sue potenzialità, potrebbe diventare un adulto depresso, incapace di adeguarsi alle regole della società e di realizzarsi come persona, desideroso solo di farsi del male e di fare del male a coloro che lo circondano.
Psicologia in pillole: quattro consigli pratici
Genitori separati: la separazione di mamma e papà, che il bambino vive colpevolizzandosi per l'accaduto, costituisce indubbiamente un problema per la costruzione della sua autostima. Questo avviene sempre, anche quando il piccolo non viene "tirato in mezzo" e utilizzato come terreno di scontro tra le parti. L'insicurezza nasce, in questo caso, dal sentirsi responsabile e impotente di fronte a qualcosa che appare come inevitabile e che, nello stesso tempo, il bimbo non riesce a spiegarsi. Aldilà del non servirsi del piccino per il proprio tornaconto, il consiglio, in situazioni di questo tipo, è di tranquillizzare il bambino ascoltando la sua rabbia; decolpevolizzarlo spiegandogli chiaramente che sono cose che succedono; fargli capire che, qualunque cosa accada, l'affetto che mamma e papà provano per lui non verrà mai meno e non deve essere messo in discussione. In ogni caso, di fronte a una separazione, l'aiuto di un esperto è, il più delle volte, auspicabile.
Mamma e papà che lavorano: genitori assenti, oberati di impegni e impossibilitati a trascorrere in casa, con i bambini, le loro giornate. Un problema? In realtà no. Un rapporto equilibrato, infatti, non dipende dalla quantità di ore investite e, quindi, dal tempo passato insieme, ma dalla qualità dell'investimento. Madri (e padri) "fantasmi" che, però, riescono a trasmettere sicurezza ai propri figli, che vivono serenamente la loro assenza senza sensi di colpa e senza incertezze, sono talvolta da preferire a genitori onnipresenti ma dubbiosi, scontenti di sé e non realizzati. I bimbi, infatti, anche quelli più piccoli, percepiscono lo stato d'animo di chi si prende cura di loro e capiscono quando un genitore non si stima e non è soddisfatto di sé indipendentemente dal numero di ore che gli vengono dedicate. Nessun timore, quindi, per i papà e le mamme in carriera, purché effettivamente questo non diventi un motivo di incertezza e di dubbio.
Genitori troppo severi: genitori troppo severi sono schiaccianti per il bambino e non lo aiutano ad acquisire fiducia in se stesso. Se le urlate, come strumenti diretti di comunicazione col bimbo, possono, a volte, essere utili, i castighi e le punizioni sono sempre dannosi e creano un senso di incertezza e deprezzamento in chi li subisce. È importante nel rapporto genitori-figli creare un equilibrio all'interno del quale buono e cattivo, dolcezza e rabbia, siano dosati e si integrino. Spesso capita, invece, che mamma e papà non siano soddisfatti del comportamento del loro bimbo perché questo non corrisponde esattamente alle aspettative che si sono fatti su di lui. I bambini devono essere lasciati liberi di sbagliare e vanno capiti nelle loro manifestazioni. Se qualcosa non va, anziché limitarsi a colpevolizzare il piccino ("sei uno stupido" oppure "sei un bambino cattivo!" o ancora "non sei capace"), bisognerebbe cercare di comprendere ("Perché hai fatto questo?", "Cosa ti passava per la testa?").
Coccole: non si esagera mai: non sono mai troppe. Coccolare, accarezzare, abbracciare… sono gesti d'amore che fanno sentire amato il piccolo e lo fanno sentire importante agli occhi dei genitori. Non bisogna, quindi, aver timore di esagerare per paura di viziare il bimbo. L'affetto, al contrario, va sempre manifestato, soprattutto con i piccolissimi, per i quali è il più forte tramite di comunicazione con il mondo degli adulti. Nel caso specifico di un neonato, poi, sono proprio i gesti più semplici, quelli attraverso i quali la mamma gli manifesta il suo amore, ad assumere importanza e a infondergli sicurezza. Già nei primi anni di vita, infatti, il bambino sa quanto i suoi genitori si stimino e in base a questa consapevolezza inconscia costruisce la sua identità, la fortifica e l'afferma. Una mamma ansiosa, per esempio, non può che trasmettere ansia al suo bambino, così come una mamma nervosa, tesa, assente non può che creare un distacco con il figlio togliendogli quello spazio di cui ha bisogno per crescere forte ed equilibrato.
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2007-08-03 Alessia Altavilla |
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Commenti su questo articolo (30)
Commento inserito da f il 14 aprile 2011 alle ore 14:55
è UNA VERGOGNA!ma caspita queste maestre laureate,pedagogiste,psicologhe ecc...che ci stanno a fare?io sono un educatrice e posso dire che anche se spesso sono i genitori stessi a non sapere che ci si può rivolgere a noi per trovare una guida competente,altre volte ci sono maestre incompetenti o menefreghiste!le risposte che avete ricevuto o i commenti di quelle insegnanti mi deludono!anzicchè sottolineare il problema o meglio la difficoltà dovrebbero andare alla radice e potervi aiutare concretamente ad affrontarli!senza parole!
Commento inserito da Elena il 29 marzo 2011 alle ore 09:24
Ciao ho una bimba di 4
anni molto timida. A casa
parla molto con tutti e
senza problemi ma all'
asilo ha paura di esprimere
se stessa: se vuole una
cosa e l' amica gliene fa
fare un' altra non riesce a
opporsi , se un bimbo le da
i dispetti piange: sta molto
sullo sfondo. Devo però
aggiungere che va
volentieri all' asilo e mi
dice di divertirsi a giocare
quindi non é per lei ancora
un' esperienza negativa. La
porto a psicomotricità una
volta a settimana e le
piace saltare correre
disegnare. Ha qualche
problemino nel defecare
nel water , che sembrava
risolto un mese fa invece...
Ha una sorellina di 22
mesi e con lei non é certo
timida . Vorrei farla
diventare più forte e sicura
come devo aiutarla? Ciao
e grazie
Commento inserito da maylin il 25 febbraio 2011 alle ore 12:38
grazie mille, perche ho trovato le risposte con elocuenza e concretezza per quanto riguarda la autostima,ero molto preocupata per mia figlia di 8 anni, che penso abbia questo problema, e ne soffro. Non ero iscritta al forum, ma visto che le spiagazioni sono state esauriente , mi farebbe molto piacere, conttatargli per eventuale preocupazioni di mamma. Grazie mille.
Commento inserito da laura da Mattinata il 9 dicembre 2010 alle ore 17:18
ciao,ho un bimbo di 4 anni molto vivace ma al tempo stesso nel mondo della nuvole.All'asilo le maestre si lamentano che non sta mai attento che non ascolta,si vuole portare tutti i giorni un gioco da casa, una favola un animale. come faccio a farli capire che deve stare attento quando la maestra parla e non deve portare più giochini all'asilo?Grazie
Commento inserito da Tina il 25 novembre 2010 alle ore 07:15
Buongiorno, tre bimbe di 4 3 e 8 mesi. Ma ho un problema con la grande.
Sta iniziando a scrivere a scuola, ma non va molto bene.
Questa estate ha voluto per forza che io gli comprasi un libro tipo lavagna in cui lei scriveva.Poi quando è iniziata la scuola come se avesse perso interesse.
Poi è andata nella classe dei grandi, e lì ha iniziato ha scrivere.
Ogni 20 giorni il maestro ci chiama per dirci come và, e cosi abbiamo scoperto ch'è svogliata e non finisce le parole se non si mette lui vicino a lei non vuole fare gli esercizi, a voglia a spiegarglieli e come se perdesse interesse.Però il maestro mi ha detto che per quando riguarda la matematica è una specie di genieto.
Cioè lui dice ch'è molto difficile che una bambina di 4 anni, riesca a moltiplicare e addizionare e dividere, ma lei ci riesce e riesce a risolvere anche dei semplici problemini. Ma a leggere e scrivere lettere o parole non se ne parla. Forse è colpa mia l'ho stressata troppo non sò.E' come se si fosse richiusa in se stessa non vuole neanche più parlare con me, mi disubbidisce fa i dispetti a sua sorella,ceerco di parlarle ma è molto difficile è come ... non sò. Vi prego di rispondermi.
La mia email è testa_2010@libero.it
Grazie
Commento inserito da tizzi il 30 settembre 2010 alle ore 11:11
ho un bimbo di 4 anni stupendo ma con un problema di pelle evidente io e mio marito lo viviamo con la massima serenita anche il bimbo per ora ma se qualcuno lo guarda lui prima li fissa e poi viene da me ma senza dirmi niente come posso rafforzarlo caratterialmente?ANCHE SE IO LO TENGO SEMPRE TRA I BAMBINI NEL BENE E NEL MALE
Commento inserito da veronica il 17 aprile 2010 alle ore 18:55
ciao a tutti.....sono la sorella più grande di una bambina che frequenta la quinta elementare. giorni fa la maestra ha fatto fare un gioco a mio avviso mortificante per i bambini. il gioco consisteva nel scrivere su post-it da 1 lato il nome di ognuno dei compagni e dall'altro la caratteristica che secondo ognuno degli altri più gli si addice. oltre a caratteristiche positive sono state attribuite espressioni poco carine, a molte delle ragazzine della classe. questo gioco è stato presentato come un'attività volta alla conoscenza dei compagni. ma in realtà i rapporti che prima erano solidi si sono indeboliti, facendo nascere disagi e discordie all'interno del gruppo classe. leggendo il tema di mia sorella in un secondo momento assegnato alla classe, mi sono accorta dell'insicurezza, dei dubbi e della,in parte, perdità d autostima che questo gioco ha lasciato in lei. non so se la mia domanda è inerente a questo articolo, sul quale sto lasciando questo commento, ma volevo sapere da persone più competenti se questo gioco non possa essere considerato un "gioco" privo di alcun riscontro didattico e produttivo, e se possa essere considerato pedagogicamente scorretto. vi sarei grata di una risposta grazie
Commento inserito da STEFY X SIMONA il 24 febbraio 2010 alle ore 14:03
Salve, mi permetto di scriverLa per rassicurarLa in merito, ho un figlio poco più grande che ha attraversato la stessa fase. Io sono ricorsa al dialogo, gli ho fatto capire che non sempre questo atteggiamento veniva accettato e condiviso, e sinceramente lo ha capito ... adesso ha imparato che bisogna comportarsi di conseguenza al luogo e/o alle persone che gli stanno vicino. In bocca al lupo!!
Commento inserito da SIMONA il 21 febbraio 2010 alle ore 15:55
Salve ho un bambino di 5 anni, che è da sempre molto vivace specialmente in contesti dove c'è tanta gente.
Tende a mettersi in evidenza negativamente facendo di tutto a volte capita anche a scuola, menomale che la sua maestra è molto rigida e al tempo stesso dolce.
E' un bambino molto sensibile e coccolone molto attaccato a me.Potete darmi qualche consiglio su come poter gestire al meglio questi episodi di vivacità esagerata?
Commento inserito da Stefania il 9 febbraio 2010 alle ore 13:35
Salve, ho un bimbo di 6 anni e da un mese è cambiato molto: sembra annoiato, presta poca attenzione, è insicuro e restio a provare cose nuove dove sa di nn essere il migliore. Lo avevamo notato io e mio marito e iri me lo ha confermato anche la maestra. Quando gli chiedo cosa è successo mi dice nulla... cosa posso fare?? grazie x risposta. Saluti
Commento inserito da paola il 2 febbraio 2010 alle ore 17:40
ciao sono paola ho due bambini di 4 e 2 anni che nn vogliono dormire nella propia cameretta che consiglio mi date .grazie mille a pr
Commento inserito da mamma katia il 30 ottobre 2009 alle ore 12:50
sono mamma di due bimbi marta 9 anni e lorenzo 7 faccio parte delle mamme severissime soprattutto riguardo la scuola, ma anche in casa ,io lavoro part time sono molto esigente pretendo che loro mettano in ordine la loro stanza le tazze da colazione sparecchino la cena ecc... sono molto autonomi,sono severa anche con gli orari alle 20.30/21.00 a letto.certo nn sono solo regole e punizioni, andiamo in bici pattiniamo guardiamo film della famiglia,cuciniamo insieme ma a volte mi chiedo se nn sono troppo severa troppo tedeschen, la bimba e' molto controllata anche con le sue emozioni +forti e' una nn violenta e piuttosto passa dalla ragione al torto perche invece di difendersi fa la vipera (come la chiamo io), il bimbo mi crea qualche problema in quanto capita che nn riesca a gestirlo soprattuto in presenza o a casa di altre persone.a me sembrano socievoli ma quando sono nel branco nn legano
Commento inserito da vy il 23 ottobre 2009 alle ore 17:55
con gentile imposizione fai quello ke lei fà con te...
Commento inserito da giò il 22 ottobre 2009 alle ore 10:11
Ciao, ho una bimba di 5 anni che ultimamente ha costruito con una sua coetanea un rapporto morboso, come arriva in classe cerca questa bimba e la cosa più triste e che mia figlia aspetta da lei delle conferme, se sono positive è felice, se sono negative piange disperata. Secondo me, questa bimba ha capito la debolezza di mia figlia e per quanto sia piccola ne approfitta. Cosa posso fare per aiutarla a stare meglio? Ho provato a spiegarle che esistono altri bimbi, che lei è bella e intelligente come tutti gli altri. Può essere un problema di autostima? Grazie
Commento inserito da giulia 80 il 18 settembre 2009 alle ore 15:38
ciao ragazze, ho un bambino di 2 anni, vivacissimo,solare, allegro, ma sempre appiccicato a me. Il problema sta nel fatto che ai giardini non gioca se ci sono altri bambini, si pianta sullo scvolo e non scende, lo fa solo quando tutti sono ndati via!e'vergognoso con i bimbi della sua età che spesso lo spingono o gli strappano le cose di mano...e lui sta li come un pollo!Con i bimbi grandi sembra invece che sappia il fatto suo!pensate che sia un problema caratteriale o gli manca solo di farsi un po' di "guscio" all'asilo?Help!P.s un consiglio a Veronica, non giocare con tua figlia non ti aiuterà a far sparire i 1000 pensieri. Stai con lei e coinvolgila nella tua vita più possibile, vedrai quanto vi renderete felici a vicenda...ed i pensieri spariranno per un pò.Penso che noi mamme,mogli, donne e figlie abbiamo così tanti problemi che nel mentre ci pensiamo i ns figli crescono, poi sarà troppo tardi per voler stare con loro.
Commento inserito da veronica il 15 settembre 2009 alle ore 13:40
ho una bimba di 6 anni,e vorrei tanto un consiglio..mi chiede spesso di giocare con lei,ma io il più delle volte non ho voglia,perchè in verità sono assorta da 1000 pensieri,unlavoro che non ho, anche se lavora mio marito i soldi purtroppo non bastano mai...quini sono svogliata,ansiosaecc..cosa posso fare per mia figlia,per renderla felice anche se non gioco con lei?grazie..
Commento inserito da gianna il 5 settembre 2009 alle ore 22:24
ciao io sono mamma di una bimba di 3 anni, la mia piccola quando si trova al parco ceca sempre la compagnia di bambine più grandi a volte anche di 7/8 anni, ovviamente queste bimbe dopo un pò si stufano e vanno su giochi da grandi e lei che fa? le insegue e anche se io le dico di giocare con bimbe della sua età lei cerca sempre quelle più grandi. Non capisco il perchè.
Commento inserito da Massimo il 9 agosto 2009 alle ore 23:54
sono padre di un maschietto di 3 anni e mezzo, in genere sono sempre fuori casa per lavoro, ma nelle ultime due settimane sono tutti i giorni da solo con mio figlio e sto scoprendo che ció che mi racconta mia moglie non sono delle sue convinzioni ma la realtá, ovvero che mio figlio gioca diversamente dai suoi coetanei, quando lo porto in un giardinetto pubblico passano sempre alcuni minuti in cui lui osserva cosa fanno gli altri prima di decidersi a muovere un muscolo nella loro direzione, quando si arrampica sugli scivoli, o gli altri giochi del giardinetto in cui si necessitano equilibrio e coordinazione, lui si muove con moltissima prudenza e si gli propongo di provare un attrezzo un po´piú complicato lui mi risponde che non si fida perché gli sembra pericoloso, s´impunta che non lo vuole provare perché potrebbe farsi male. Mi chiedo se sia normale per un bambino della sua etá che non si é mai fatto male in vita sua.
Commento inserito da Silvia il 31 luglio 2009 alle ore 18:43
ciao sono mamma di una bambina di 3 anni e di una piccolina di 15 mesi. Non tanto la piccolina, quanto la grande mi sta dando un pò di pensieri: non riesce a giocare in modo equilibrato con le sue coetanee cioè si impone su di loro come fa con la sorellina o io con lei. Noto che lei mi imita i gesti e parole che utilizzo quando la sgrido. Temo di sbagliare perchè mi sono accorta che sta venendo su in modo "violento". Se è così, come posso correggerla e farle capire allo stesso tempo che determinate cose non si devono fare? Insomma!!!quando devo sgridarla (che ne fa proprio delle belle!!!!) come devo farlo? Grazie
Commento inserito da Lola il 18 luglio 2009 alle ore 17:15
Sono mamma di un bimbo di 3 anni figlio unico. Ho 36 anni aiuto il mio compagno nel suo lavoro ma in realta ne volevo uno mio, che non ho mai avuto perche non ce l' ho fatta, troppo insicura di me stessa, ho sempre saputo di averne le capacità ma ci sono dei momenti che mi prende un po di lieve depressione e quindi lavorare x gli altri è una responsabilità. Ho paura di trasmettere queste mie insicurezze a mio figlio e di farlo crescere insicuro di se. Cosa devo fare, come mi devo comportare. Mio figlio va a scuola e la maestra mi dice che vuole essere sempre coccolato, anche se noi a casa lo facciamo.
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Tappe di crescita
Le conquiste, graduali ma importantissime, del bambino dalla nascita fino agli anni della scuola.
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I primi pudori
Intorno ai 5 anni i bimbi diventano consapevoli del proprio corpo e, di conseguenza, pudici. Come comportarsi.
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Litigi di bambino
Normali e frequenti tra i bambini, i litigi servono per imparare a riconoscere e rispettare gli altri.
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Tra infanzia e adolescenza
A metà tra fanciullezza e adolescenza. Hanno tra gli 8 e i 10 anni e hanno fretta di essere trattati "da grandi".
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Ti presento il mio amico (immaginario)
Secondo uno studio effettuato dall’Università di Boston due terzi dei bambini in età prescolare hanno un amico immaginario. Gli psicologi tranquillizzano i genitori: è tutto normale.
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Il linguaggio segreto dei bambini
Non sempre le parole sono lo strumento utilizzato dai bambini per esprimere ciò che vogliono o pensano. Spesso si servono di un linguaggio “altro”. Che i genitori devono imparare a comprendere.
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L'angoscia dell'estraneo
È una fase che attraversano i bebè intorno all'ottavo mese caratterizzata da un attaccamento totale alla madre con conseguente rifiuto di qualsiasi altra persona.
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Le parolacce
Le impara a scuola e le usa senza conoscerne il significato. Come comportarsi quando il bimbo dice le parolacce.
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L'educazione dei bambini
Regole, divieti, cose da fare e da non fare. Come educare un bambino in modo sereno ed equilibrato.
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Parliamo di sesso
Come rispondere, senza imbarazzo, alle domande e alle curiosità dei bambini sul sesso?
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Diventare indipendenti
Sono i genitori a dover responsabilizzare i figli insegnando loro a essere persone indipendenti.
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Goal! Obiettivo raggiunto
Sette passi per aiutare i bambini a raggiungere i loro obiettivi (scolastici e non) e a realizzare i loro sogni. Senza ansie e stress di fallimento…
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Bambini che mordono
Se fino ai 12 mesi il morso rappresenta per i bambini uno strumento per conoscere il mondo, dopo l’anno è un modo per attirare l’attenzione dei genitori e richiedere affetto.
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Personal trainer per neogenitori
Si chiama Mamme in fasce, arriva dalla Finlandia ed è un servizio di coaching educativo che viene fornito ai genitori alle prime armi.
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Furti di bambino
Controllandogli lo zainetto o la tasca della giacca, avete trovato un oggetto non suo. Gli avete chiesto spiegazioni, ma non è stato in grado di darvi una risposta soddisfacente.
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Madri tigre e madri chiocce
Secondo un articolo pubblicato qualche giorno fa sul Wall Street Journal le madri orientali sarebbero migliori di quelle occidentali, troppo blande, chiocce e protettive.
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Domande imbarazzanti
Ci sono frasi che sarebbe meglio evitare perché possono creare nei bambini frustrazione e angoscia.
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Crescere: un allenamento quotidiano
La dottoressa Chiara Corte Rappis, psicopedagogista clinica, ci parla dell'importanza dell'esperienza diretta per la formazione del carattere in un mondo in cui tutto va verso il virtuale.
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Bambini avventurosi crescono
Bambini oberati di impegni a cui viene proibito il diritto all'"avventura". Un'infanzia rubata, spesso, proprio da parte dei genitori. Ce ne parla Chiara Corte Rappis
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Crescere attraverso il gruppo
Entrare a far parte di un gruppo qual è quello degli scout rappresenta per un bambino un'ottima occasione di crescita. Ce ne parla la dottoressa Chiara Corte Rappis.
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