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Home >>2-5 anni >> Bimbi, animali e pet therapy
Bimbi, animali e pet therapy
L’approccio del bambino agli animali caratterizza, sin dalla primissima infanzia, i contenuti dei suoi disegni: l’uccellino, il gatto, l’elefante... sono rappresentazioni quasi sempre presenti negli elaborati grafici dei piccoli della scuola dell’infanzia e della scuola primaria. La capacità di osservazione e la curiosità orientano, infatti, i bimbi verso ogni esperienza in movimento e verso la diversità dal sé: anche per questo gli animali rappresentano l’affascinante mondo fantastico dei bambini. L’animale per il bambino, come anche per molti adulti, è caricato di una grande valenza emotiva, strettamente connessa alla sua forma, al suo habitat, al suo linguaggio. E sempre più spesso, negli ultimi anni, l’importanza della relazione del bambino con gli animali sviluppa ricerche e sperimentazioni sociologiche e psico – pedagogiche, finalizzate all’aspetto terapeutico sotteso.
In medicina si parla di pet-therapy, definizione coniata nel 1953 dal neuropsichiatra infantile Boris Levinson che per caso si trovò a fare una scoperta interessante. Il medico, infatti, aveva in cura un bambino con tratti autistici; questi cominciò a manifestare una maggiore e positiva disponibilità all'interazione dopo aver avuto un contatto con il cane di proprietà di Levinson. Pet in inglese significa "animale domestico" o "da compagnia" da accarezzare e coccolare. Le azioni di accarezzare e coccolare, specie nei bambini, originano un gradevole e sereno contatto fisico, che è per eccellenza uno dei principali fattori di comunicazione interpersonale, in quanto orienta alla stimolazione della creatività, del desiderio di conoscere e della capacità d'osservazione.
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2008-05-08 Maria Rita Esposito |
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