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Furti di bambino

Si tratta di un momento molto importante e delicato della sua formazione: dopo aver imparato, infatti, a dire “io”, sta cominciando a capire cosa voglia dire “tu”, “noi”, “voi”; il concetto di proprietà è stato acquisito.

Intorno ai 5 anni i bambini sono perfettamente consapevoli del fatto che rubare sia sbagliato. Le favole, i film, i cartoni animati… hanno insegnato loro cosa significhi appropriarsi di oggetti non propri e quali conseguenze porti un simile atto. È solo a partire da questo momento che si può parlare di furto. L’educazione e le reazioni di mamma e papà, quindi, in simili situazioni, contano moltissimo. Diverse le situazioni a cui ci si po’ trovare di fronte:

  • il bambino ha trovato un oggetto non suo e l’ha preso. Probabilmente non si è reso conto che un simile comportamento è sbagliato dal momento che, nella sua ottica, manca un proprietario a cui restituirlo. In questo caso, spiegategli che la cosa che ha trovato non è sua e che, forse, qualche altro bambino la sta cercando. Meglio, quindi, consegnarlo alla maestra (o al responsabile della palestra, della ludoteca…) sperando che il legittimo proprietario venga a reclamarlo.
  • Il bambino ha visto qualcosa che vorrebbe tanto anche lui. Sa che non gli appartiene, ma nonostante questo non esita a infilarsela in tasca. In questo caso, sa perfettamente quello che sta facendo e sa che il suo gesto si chiama “rubare”. L’atteggiamento dei genitori in questi casi dovrà essere fermissimo. Il bambino deve capire che è una cosa che non deve fare e va convinto della necessità di restituire l’oggetto a chi è stato sottratto.
  • Il bambino ruba per abitudine, qualsiasi cosa gli capiti sotto mano. Anche cose che potrebbe tranquillamente chiedere (merendine, biscotti, monetine…) e abbandona, poi, gli oggetti presi senza minimamente curarsene. Generalmente, in questi casi, il piccolo spera di essere scoperto, è il suo modo di attirare su di sé l’attenzione di mamma e papà. Sgridarlo non serve a nulla. Occorre capire cosa gli passa per la testa e perché sta facendo tutto questo. Forse ha bisogno di più attenzioni da parte dei genitori, forse è geloso dell’arrivo di un nuovo fratellino, ha dei problemi a scuola… Insomma, tantissime potrebbero essere le cause e se il problema persiste il consiglio è quello di rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta.
  • Giocando, il bambino si diverte molto a interpretare il ruolo del ladro. Fatica, però, a distinguere la finzione dalla realtà e capita, talvolta, che si appropri di oggetti non suoi pensando si tratti ancora del gioco. È il caso di spiegargli che gioco e vita non sono la stessa cosa e che ciò che è possibile in uno non lo è nell’altra.




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      2009-06-04
    Alessia Altavilla

     



     


        
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