In vacanza con la baby sitter

Tante le famiglie che decidono, durante le vacanze estive, di affidare i bambini a una baby sitter o di portarsela dietro come ulteriore aiuto nell’accudire i piccoli.

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di Manuela Magri

DA SOLI CON LA BABY SITTER
Scartata le soluzioni kinderheim, centri estivi in città, colonie, settimane verdi solo per bambini, campi vacanza…, sono sempre di più i genitori che decidono di affidare i piccoli alle cure di una baby sitter che rimanga con loro nella casa di villeggiatura (di proprietà o in affitto) nelle settimane o nei mesi in cui mamma e papà sono impegnati in città con il lavoro.


L’idea è buona perché consente alle famiglie di organizzare le vacanze dei bimbi togliendoli dall’afa cittadina e donando loro un prolungamento delle vacanze al mare o in montagna indipendentemente dalla presenza o meno dei genitori. L’importante, però, in questi casi, è che la persona incaricata di prendersi cura dei bambini sia davvero qualificata, che possa vantare una discreta esperienza sul campo, possibilmente accertata attraverso una serie di referenze, e disponibile a lavorare con i piccoli 24 ore su 24.
Data la totale assenza di mamma e papà, infatti, sarà lei ad avere la totale responsabilità dei bimbi e a doversene occupare durante tutto il giorno probabilmente per tutta la settimana (l’ideale sarebbe che almeno uno dei genitori avesse la possibilità di raggiungere i bambini in vacanza nel weekend per sostituire la baby sitter dandole due meritati giorni di riposo e tenere, in parte, sotto controllo la situazione).
Per quanto riguarda la scelta della persona, la cosa migliore sarebbe rivolgersi a una conoscenza di vecchia data, che già ha avuto a che fare con i bimbi e che sa come farsi rispettare e obbedire. Senza darle indicazioni troppo rigide, poi, su come organizzare la giornata dei fanciulli, dovrebbe, al contrario, essere ben istruita sul metodo educativo che vorreste adottasse, sul modo di prendere i piccoli nelle varie situazioni, su inclinazioni particolari dei bambini a voi solo conosciute (dormono con la luce accesa o spenta, non mangiano la verdura a pezzi ma solo passata, devono essere presi con le buone se si vuole ottenere da loro qualcosa…).

Rendersi conto della grossa responsabilità e della mole di lavoro di cui la possibile tata si sta sobbarcando è la prima cosa da fare per non avere assurde pretese nei suoi confronti e, nello stesso tempo, per poterle dare indicazioni precise e per lei utili, tenendo sempre a mente che una baby sitter non può e non deve prendere il posto della mamma o del papà.

Il consiglio:
 
  1. una soluzione del genere non è molto auspicabile se i bimbi sono ancora piccoli e bisognosi delle attenzioni e dell’affetto dei genitori
  2. Mantenere una persona che si occupi dei bambini 24 ore su 24 può risultare piuttosto oneroso dal punto di vista economico. Non è il caso, però, di lesinare sullo stipendio onde evitare episodi di malcontento che potrebbero ricadere sul buon andamento del rapporto tra baby sitter e bambini.

 

IN VACANZA CON LA TATA
È una soluzione comoda quando i bimbi sono più d’uno oppure molto piccoli, per garantire anche ai genitori un po’ di riposo.
La scelta della baby sitter può, in questo caso, ricadere anche su una ragazza con poca esperienza, giovane e alle prime armi. Il più delle volte si opta per una ragazza au pair, offrendole vitto e alloggio, un piccolo contributo spese e uno o due giorni di permesso alla settimana. È fondamentale, al momento del colloquio conoscitivo, stabilire sin da subito i ruoli, spiegarle con esattezza quali sono le esigenze e cosa ci si aspetta da lei per evitare inutili incomprensioni durante il periodo di villeggiatura. Se la scelta ricade su una ragazza straniera, informatevi con anticipo su quelle che sono le sue abitudini (alimentari, religiose…) e cercate, per quanto possibile, di venirle incontro tenendo conto del fatto che non è sempre semplice essere catapultati in un altro Paese, lontano dai propri affetti e dalle propria famiglia.

Il consiglio:
Poiché la baby sitter trascorrerà nella vostra casa la maggior parte del suo tempo, fate in modo di organizzare uno spazio che sia tutto suo, fornitela di chiavi e, sempre nei limiti del possibile e degli impegni presi, lasciate che si gestisca autonomamente le sue giornate senza interferire eccessivamente sulle sue abitudini.

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