Inserimento materna

Primi giorni alla scuola d'infanzia. Consigli e suggerimenti per un inserimento non traumatico.

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È una tendenza relativamente recente, ma i bambini che non frequentano l'asilo nido nei primi anni della loro vita, soprattutto in certe realtà industrializzate (grandi centri del Nord, aree urbane…), sono sempre meno. Complici un mutato atteggiamento nei confronti di queste strutture considerate, fino a qualche decennio fa, tristi parcheggi per bimbi sfortunati, e gli impegni lavorativi dei genitori, in particolare delle mamme (sono sempre di più, infatti, le donne che tornano al lavoro al termine della maternità. Un po' per motivi economici, un po' per scelta personale, un po' perché convinte che la socializzazione del piccolo debba avere inizio già nei primi mesi della sua vita).
Per questi piccini, già abituati al distacco dalla famiglia, capaci di stare in mezzo ad altri bambini, affidati alle cure di un educatore/insegnante, l'ingresso alla materna è, sicuramente, meno traumatico di quanto possa esserlo per gli altri, quelli che fino ai 2/3 anni sono rimasti in casa, accuditi da mamma o papà, nonni, baby sitter…


In questi casi, per lo meno nel primo mese, è indispensabile effettuare un vero e proprio inserimento, per nulla diverso da quello che normalmente avviene con i bimbi più piccoli al nido.

Non tutti i bimbi reagiscono allo stesso modo. Per alcuni, la scuola è un'isola felice tutta da scoprire e vi si abbandonano senza rimpianti, in modo sereno e naturale. Per altri, però, il distacco dalla famiglia è un avvenimento inaspettato e traumatico che va affrontato nel modo giusto, senza fretta e senza ripensamenti.
È importante, quindi, che i genitori che fino a questo momento hanno preferito prendersi cura personalmente del loro piccolino siano convinti della loro scelta e si rendano conto, loro per primi, che la scuola d'infanzia rappresenta veramente per il bimbo una tappa fondamentale del suo processo di crescita. Alla materna, infatti, i bambini imparano a socializzare, a rispettare le esigenze degli altri, a lavorare (giocare) in gruppo, a rispettare le regole imposte dalle insegnanti. Il loro vocabolario si arricchisce di nuovi termini e nuove espressioni, il confronto con il mondo esterno li rende più autonomi e questo rafforza la loro autostima. I laboratori e i giochi che spesso scandiscono le giornate sono uno stimolo per la fantasia e la creatività. Il contatto con gli altri fortifica il sistema immunitario.


In altre parole, nessun dubbio per la decisione presa: l'esperienza della scuola d'infanzia non può che essere positiva per il piccino.

Una volta preso atto di questo, è fondamentale che mamma e papà trasmettano serenità al bimbo e gli facciano intravedere i lati positivi dell'esperienza cui sta andando incontro. Spesso, infatti, dietro ai timori dei bambini si nascondono le ansie dei genitori che in modo del tutto inconsapevole proiettano sul piccolo la loro apprensione e i loro sensi di colpa.
Dal punto di vista pratico, è importante che il momento della separazione sia caratterizzato da gesti concreti. Innanzitutto, spiegate chiaramente al piccino che per qualche ora andrete via, ma che tornerete a riprenderlo nel pomeriggio. Fate in modo che capisca che non lo state lasciando per sempre, ma solo per un periodo temporaneo durante il quale verrà affidato alle cure delle maestre e potrà giocare coi gli altri bambini. Quindi, effettuate il 'passaggio di consegna' alle educatrici e, infine, salutatelo con affetto dando tutta l'enfasi del caso a questo momento che dovrà trasformarsi in una sorta di rituale tra voi e il piccino. Infine, dopo un ultimo bacio, giratevi e andate via senza ripensamenti e strascichi anche qualora il bimbo dovesse scoppiare in un pianto disperato.
Esattamente come succede per il nido, poi, l'inserimento deve avvenire in modo graduale: rispettando i suoi tempi, cominciate nei primi giorni, lasciando il bambino a scuola solo per brevi periodi e aumentate via via il numero di ore in cui rimane da solo man mano che inizierà a prendere confidenza con i compagni e le insegnanti.

  • Commento inserito da Elena il 29 novembre 2011 alle ore 21:23

    Ciao vivo in Norvegia da 8 mesi e da 3 mesi mia figlia Petra (2 anni e 2 mesi) sta frequentando un barnehage (asilo nido) norvegese. L'inserimento non è stato facile, ci abbiamo messo circa tre settimane nelle quali, io ho vissuto tutto il giorno con lei all'asilo. Ho potuto vedere come veniva scandita la giornata, come vengono responsabilizzati ibambini, quante attività all'aperto e non vengono coinvolti a fare. Sono molto felice, anche se le Petra dopo i primi due giorni passati allegramente poi non mi ha lascito mai per tre settimane; ora le cose sono completamente cambiate, le sono stata vicina in ogni momento, ho giocato con lei le maestre e tutti i nove bimbi della sua classe. Ora ogni sera mi recita i nomi delle 4 maestre e dei suoi nuovi amici e ha già cominciato a parlare norvegese. Fantastico! Si diverte tantissimo, quando la accompagno mi saluta mi da un bacio e poi si immerge nei giochi. Quando torno a prenderla vuole farmi vedere tutti i giocattoli e per strada passeggiando di ritorno mi racconta di quello che ha fatto con gli amichetti. Ho faticato e mi sono sorrti mille dubbi all'inizio, dopo un trasloco e un cambiamento di paese così grande anche metterla in un nido dove non capisce la lingua, temevo fosse troppo, invece ha superato tutto alla grande e mi rende ogni giorno più orgogliosa di lei. Rifarei tutto.

  • Commento inserito da RAFFAELLA il 7 ottobre 2011 alle ore 08:38

    CIAO A TUTTI.MIA FIGLIA NON HA MAI DIMOSTRATO PROBLEMI DURANTE L'INSERIMENTO AL PRIMO ANNO DI MATERNA, MA DA POCHI GIORNI CHE HA INIZIATO IL PRE-SCUOLA, HA INIZIATO A PIANGERE, NON CAPISCO, NON LO HA MAI FATTO, PERò IMMAGINO CHE GIà PER LEI SIA STATA UNA NOVITA' ANDARE ALLA SCUOLA MATERNA, LEI HA TRASCORSO 3 ANNI CON I NONNI, MA PUR ESSENDO STATO COSì, RIPETO HA INIZIATO VOLENTIERI L'INSERIMENTO, NON VORREI CHE IL FATTO DI PIANGERE LASCIANDOLA AL PRE-SCUOLA, SIA PERCHè ORMAI LEI AVEVA GIà RICONOSCIUTO LA SUA CLASSE COME SUO NUOVO AMBIENTE E LE SUE MAESTRE E I SUOI COMPAGNI COME PUNTO DI RIFERIMENTO DELLA NOVITà, MENTRE ORA DOPO 1 MESE DI INSERIMENTO, PER FARE IL PRE-SCUOLA, SI RITROVA IN 1 AULA DIVERSA, CON DEI BIMBI CHE PER LA MAGGIORE, NON SONO I SUOI STESSI COMPAGNI DI CLASSE.LO Sò CHE IL PRESCUOLA DURA SOLO 1 ORA, MA PER ORA X LEI è DIFFICILE ACCETTARLO, ANCHE SE GLIEL'HO SPIEGATO IN TUTTI I MODI INSIEME ALLA MAESTRA CHE COMUNQUE MI SEMBRA GENTILISSIMA E AMOREVOLE. SPERIAMO SIA SOLO QUESTIONE DI TEMPO, PERCHè ANCHE SE SONO I PRIMI 3 GIORNI DI PRESCUOLA, NON Sò PIù DAVVERO COME SPIEGARGLIELO.BUONA GIORNATA A TUTTI

  • Commento inserito da Elena il 26 settembre 2011 alle ore 08:09

    Ciao a tutti. Ho tre bambini due femmine e un maschio. Con le femmine non ho avuto problemi quando hanno cominciato la materna invece con il maschio si, non ne vuole sapere. Nessuno dei miei bambini e andato al nido anche perché non sono tanto d'accordo che bambini cosi piccoli devano crescere con delle insegnanti( bravi o meno) e non con le persone più care. Le bambine non hanno mai pianto a scuola e sono molto indipendenti e sicuri e anche brave nel apprendimento. Penso che molto dipenda dei genitori di darli il tempo e la disciplina che i bambini richiedono. Salvo necessità penso che è più importante dedicare tempo per i figli che per il lavoro o per le ambizioni personali. Anch'io penso di lavorare più avanti piano piano. Ma la cosa più importante ora è crescere i miei figli e chi meglio k la mamma e le persone più a care attorno. Scusate per gli errori di scrittura, sono peruviana e mio marito e italiano e la pensa come me.

  • Commento inserito da samanha il 19 settembre 2011 alle ore 15:16

    buona sera maria grazia secondo me i bambini di oggi non sono indietro rispetto a venti anni fa.Ansi sono piu furbi ecco come riescono a farsi fare tutto grazie

  • Commento inserito da francesca 2010 il 23 novembre 2010 alle ore 10:52

    il mio bambino e' stato al nido ed e' andato sempre volentieri,anzi la mattina si e' sempre alzato da solo e vi giuro che non ha mai detto che non voleva restare,adesso ha iniziato la materna e non passa giorno che non mi dica che non vuole andare e allora?

  • Commento inserito da elisabetta il 20 novembre 2010 alle ore 00:03

    alice..tre anni un caRATTERE FORTE MA ALLO STESSO TEMPO FRAGILE COME UNA PIUMA..HO RIMANDATO L'ASILO A GENNAIO PERCHè NON ERA ANCORA PRONTA PER LO STACCO ..MILLE PESIERI ORA CHE SONO VICINA A GENNAIO..VOGLIO CHIDERE CONSIGLIO A CHI DI COMPETENZA..

  • Commento inserito da aurora il 18 novembre 2010 alle ore 00:57

    francesca ha quasi tre anni ,ho provato a fare l"inserimento,a casa si svegliava dal sonnellino gridando e non voleva che nessuno si avvicinasse a lei e di notte gli incubi per paura di essere abbandonata.ci è voluto un mese per farla tornare a essere tranquilla.

  • Commento inserito da elena il 6 ottobre 2010 alle ore 23:49

    sono una maestra dellascuola dell infanzia questanno ho tutti bambini di tre anni piangono tutti insieme non so più come consolarli anche io come i genitori provo tanta ansia so però che alla fine ibambini si adatteranno egestiscono meglio il loro distacco dalla famiglia ecosi sono già grande

  • Commento inserito da ANGELA il 4 ottobre 2010 alle ore 17:16

    CIAO SONO UNA RAGAZZA DI 28 ANNI E O DUE GEMELLI CHE IL 28 OTTOBRE FANNO 3 ANNI ...VI SCRIVO PERCHE SN DI SPERATA PERCHE STANNO ANDANDO ALL'ASILO E PER LORO E IL PRIMO ANNO MA ALLA MENSA DAL'ASILO NN MANGIANO NULLA EPER PRANZO PIANGONO VOLEVO SAPERE CM MI DEVO COMPORTARE ..SN DAVERO DISPERATA VOLEVO SAPERE SE E NORMALE ANCHE PERCHE DA QUNDO SN MNATI SN SEMPRE STATI CN ME

  • Commento inserito da Francesca il 23 giugno 2010 alle ore 16:16

    Il mio RIcky ha iniziato il nido a 9 mesi. CONTRO = le malattie, ma prima o poi si devono fare gli anticorpi. PRO = moltissimi!! Sono stupita da quante attività fanno (es. piscina e inglese) e quanto si diverte; non ha mai pianto (ora ha 3 anni) e si è fatto un sacco di amichetti. Rispetto a chi non ha ancora frequentato i bimbi che vanno all'asilo si esprimono meglio e capiscono prima i ruoli, le regole e che non esistono solo loro. Inoltre seguire un bimbo a tempo pieno è faticoso per i genitori, non posso immaginare per i nonni che dopo una vita (anche se lo fanno con piacere e amore) hanno anche bisogno di dedicarsi a ase stessi.

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