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Home >>2-5 anni >> L'angoscia dell'estraneo
L'angoscia dell'estraneo
Nel caso, però, in cui queste fossero inevitabili (per esempio, quando si torna al lavoro) non scaricare sul bambino le proprie paure e tensioni, ma cercare di infondergli fiducia e sicurezza.
Di fronte a un’inarrestabile crisi di pianto, rassicurare il piccino confortandolo con parole amorevoli, senza, però, rinunciare alla propria intenzione di allontanarsi. Un simile atteggiamento, infatti, potrebbe confondere il bebè che potrebbe arrivare a pensare che i suoi timori sono fondati. Il rischio, inoltre, è quello di abituarlo a usare il pianto come arma di ricatto in questa e in altre situazioni.
Al momento della separazione, dar vita a un vero e proprio rituale durante il quale si saluta il piccino, lo si conforta e rassicura, lo si affida nelle mani di colui/colei che se dovrà prendere cura e ci si allontana.
Abituare il neonato a una vita piena di persone sin dai primi mesi. Maggiore, infatti, sarà la vita sociale che mamma e papà riusciranno a creargli intorno, maggiori saranno le probabilità che il bambino diventi socievole, aperto, disposto a conoscere e a farsi conoscere. Sbagliato, invece, isolare il piccolo in una dimensione strettamente familiare in cui gli unici punti di riferimento sono mamma/papà/fratelli/nonni.
Fondamentale, soprattutto, dopo il compimento del primo anno, il ruolo svolto dal padre nel diventare per il bambino un’alternativa alla mamma. Il piccolo, infatti, non solo imparerà a distinguere la figura materna da quella paterna, ma potrà crescere in modo emotivamente equilibrato.
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2009-09-03 Alessia Altavilla |
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Commenti su questo articolo (2)
Commento inserito da Li il 1 maggio 2012 alle ore 21:56
Ho una bambina di 7 anni . Spesso non vuol parlare aspetta che noi la capiamo. Come devo fare?
Commento inserito da nathalie il 3 settembre 2009 alle ore 14:38
sono pienamente daccordo e condivido tutto ma come la mettiamo se è la mamma a vivere il disagio delle braccia vuote..intendo dire abituata ad accudire e tenere a se stretto il pargolo da una parte la sua apertura al mondo la rende felice e dall'altra si sente un pò persa.
grazie
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