Un libro per tornare a sorridere

Tu non ci sei più e io mi sento giù, di Anna Rita Verardo e Rita Russo, è un libro utile per aiutare i bimbi che hanno subito traumi o lutti in famiglia.

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di Manuela Magri

Aiutare un bambino ad affrontare e a superare un trauma - ossia qualsiasi esperienza che possa avergli provocato senso di oppressione e impotenza, dolore, paura, disagio – non è semplice e spesso gli adulti, genitori o insegnanti che siano, si trovano impreparati di fronte a questa eventualità. Come comportarsi, infatti, con un bimbo che ha perso la mamma o il papà? Cosa dirgli? E cosa, invece, non dirgli? Come comprendere la sua sofferenza e il suo dolore, soprattutto quando questi non vengono esplicitati?
La capacità di comunicare con i bambini nelle situazioni tragiche della loro vita è fondamentale dal momento che, avendo i piccoli una totale fiducia verso i grandi e verso i genitori in particolare, una parola sbagliata, di troppo, fuori luogo da parte di questi ultimi, potrebbero provocare gravi sensi di colpa per qualcosa che il bimbo attribuisce a se stesso e non alle circostanze esterne.


I bambini, infatti, provano le stesse sensazioni ed emozioni provate dagli adulti in situazioni di dolore. Ciò che, però, li distingue, è la minor capacità di prendere le distanze dai fatti riuscendo a guardarli con distacco ed equilibrio e le reazioni che, spesso, seguono a episodi traumatici.
 

Tu non ci sei più e io mi sento giù, scritto a 4 mani da Anna Rita Verardo e da Rita Russo, entrambe psicologhe, e arricchito con i disegni di Paolo Samarelli, è un libro un po’ particolare, un progetto più che altro, dedicato ai quei bambini che subiscono un trauma grave quale la perdita di un familiare o di un parente stretto.


Non si tratta, infatti, di un romanzo da leggere o di fiabe da raccontare. O meglio. Non si tratta solo di questo. È, invece, uno strumento utilissimo per aiutare i più piccoli a comprendere i loro stati d’animo man mano che questi si manifestano, prendendo atto di sentimenti quali rabbia, paura, dolore, senso di colpa…
La struttura è pensata in modo tale che a una pagina scritta ne segua una completamente bianca dove il bambino possa esprimere se stesso come meglio crede, parlare della persona morta, ricordarla attraverso foto e disegni.
Una sezione, poi, è dedicata ai genitori e agli insegnanti con consigli e suggerimenti su come comportarsi, cosa dire e cosa non dire, quale strada seguire…

Tu non ci sei più e io mi sento giù non è in vendita nelle librerie, ma può essere acquistato on line con un contributo minimo di 20€ collegandosi al sito www.emdritalia.it.
Il ricavato sarà utilizzato dall’associazione EMDR - Eye Movement Desensitization and Reprocessing - come contributo per il sostegno delle sue attività. EMDR, infatti, utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra, per ristabilire l’equilibrio eccitatorio/inibitorio, provocando così una migliore comunicazione tra gli emisferi cerebrali e contribuendo a risolvere, in questo modo, traumi e disagi psicofisici.
Per quanto, infatti, questo approccio possa sembrare strano e desueto, in effetti il metodo è stato nel corso degli ultimi anni ampiamente studiato e ritenuto valido nel superamento, soprattutto da parte di minori, di situazioni traumatiche.

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