Back to school (con la divisa)

Si torna a scuola. E il Ministro Mariastella Gelmini ha proposto, tra le altre cose, anche il ritorno tra gli studenti del grembiule o della divisa come elemento di ordine.

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di Alessia Altavilla

Primo giorno di scuola. Tempo di promesse, buoni propositi, suggerimenti, polemiche. Come ogni anno. Perché di scuola si parla (poco e male) a settembre e quando la cronaca ci racconta storie di bullismo, vandalismo, razzismo e tutti gli 'ismi' che possano venire in mente. Poi la scuola italiana scompare, spinta nell'ombra, né lodevole né spregevole, offuscata dalla sua mediocrità.
A cambiare il volto della scuola in Italia ci hanno provato tutti, da Gentile fino ai giorni nostri. Sempre con i fondi ridotti all'osso, sempre con il tentativo di ribaltare (ma questa è una peculiarità tutta nostrana che non vale solo per la scuola) quanto fatto dai governi precedenti. E a prima vista, la scuola italiana è notevolemte peggiorata.


La colpa non è degli insegnanti. Forse non è neppure dei ministri che si sono succeduti che, a modo loro, hanno anche creduto nei progetti che hanno sostenuto e portato avanti durante il loro mandato.

La colpa è della mancanza di una progettualità a lungo termine. Nell'incapacità da parte di chi governa di capire che la voce 'Scuola' dovrebbe essere messa al primo posto, prima ancora delle strade e, forse, anche degli ospedali, nelle spese pubbliche da sostenere. Perchè è nelle aule delle scuole, nelle palestre, nelle sale di informatica (per lo più inesistenti) che si sta formando e si formerà la futura classe dirigente.

Ma questo concetto non passa. Ancora non siamo riusciti, dopo anni di chiacchiere a vanvera, a trovare un modo per insegnare l'inglese (per non parlare di una terza lingua) ai nostri studenti, in modo che all'estero sappiano dire qualcosa in più e più utile che a-p-p-l-e i-s o-n t-h-e t-a-b-l-e!
 

E così, non avendo nulla di nuovo da raccontare, in attesa di quello che accadrà il prossimo anno, in attesa della prossima notizia sbattuta in prima pagina per un secondo sugli ennesimi stupidi ragazzini che danno fuoco ai banchi, dell'ennesima sterile polemica sull'utilità o meno di avere un crocefisso in classe, in attesa dei prossimi scioperi degli insegnanti che protestano, a ragione, per gli stipendi più bassi d'Europa ma, d'altra parte, non sono in grado di gestire classi di poco più di 20 alunni..., in attesa di tutto questo, ci poniamo un interrogativo:

nei prossimi anni, per le strade delle città italiane, come in Giappone, come in Cina, come in Inghilterra, per sentirci cittadini del mondo anche noi, vedremo i ragazzini indossare zaini e cartelle all'ultima moda su linde divise tutte uguali? Oppure gli stilisti penseranno a grembiuli con i fiocchi, tipo quelli indossati dal saggio Enrico Bottini (a proposito, i vostri figli sapranno mai chi è Enrico Bottini?) che probabilmente al momento si sta ribaltando nella tomba nel vedere quello che tutti siamo riusciti a fare della scuola italiana?

Ah, per dovere di cronaca, Enrico Bottini è il protagonista del libro Cuore, 'melenso e sdolcinato libro' di ottocentesca fattura scritto da 'un certo De Amicis'!

  • Commento inserito da francesco il 24 febbraio 2012 alle ore 07:52

    Il problema del grmbiule è sempre attuale, è si una divisa può servire a non sporcarsi ma è sempre una divisa utile. Ai miei tempi si usava ed era obligatorio per tutti, era bello perchè eravamo tutti uguali. Mi sembrava normale perchè era la divisa adella scuola io e il mio amico ci sentivamo grandi guai a non indossare il gembiule della scuola. Poi a casa indossavo il grembiule a quadretti per non sporcarmi, mi ricordo fino alla quinta elementare, alle medie solo d'inverno.

  • Commento inserito da carlo il 11 settembre 2008 alle ore 15:24

    E' PIU' PRATICO ED ELEGANTE L'UNIFORME SCOLASTICA,TIPO INGLESE.QUINDI RITENGO GIUSTA LA SCELTA DELLA POLO UNISEX GIA' SPERIMENTATA NELLE SCUOLE lOMBARDE.IN AGGIUNTA ADOTTEREI UN COLORE SCELTO DALLA SCUOLA E IL ELATIVO LOGO CHE DISTINGUE IL PLESSO SCOLASTICO,E LO ESTENDEREI ANCHE PER LE SCUOLE MEDIE INFERIORI. GONNE PER LE RAGAZZE E PANTALONI PER I RAGAZZI.QUEST'ULTIMI NEI PERIODI CALDI SCELTI DALLA DIREZIONE SCOLASTICA,POSSONO INDOSSARE PANTALONCINI CORTI DELLA STEGGIA FOGGIA E COLORE CHE CONTRADDISTINGUE LA PROPRIA SCUOLA.ANCH'IO DA BAMBINO IN UNA SCUOLA INGLESE INDOSSAVO L'UNIFORME SCOLASTICA.AI MIEI TEMPI PORTAVO I CALZONI CORTI ANCHE IN INVERNO. MI RIPARAVA DAL FREDDO I SOLO CALZETTONI,PORTAVO IL CLASSICO BERRETTO,CAMICIA,CRAVATTA E GIACCA,SI ERA ELEGANTI PIU' DEL GREMBIULE,MA VESTITI TUTTI UGUALI.

  • Commento inserito da stefania il 9 settembre 2008 alle ore 22:20

    giusto e interessante quello che ho appena letto. Vorrei aggiungere alcune considerazioni.
    I cambiamenti radicali che scaturiranno dall'involuzione del ritorno dell'insegnante unico si faranno sentire fra qualche anno. Quando il futuro ministro dell'istruzione denuncierà la scadente qualità dell'istruzione elementare. Perchè l'introduzione dell'insegnamento modulare, nella storia della scuola italiana, ha rappresentato lo spartiacque tra un modello di scuola unilaterale, centralistico e classista. Con il team di insegnanti è entarata nella scuola la pluralità di più punti diversi, la pluralità di più pensieri, la democrazia e la possibilità del confronto. Vogliamo rinunciare a tutto questo? Al valore educativo, oltre che familiare, del tempo pieno?
    La questione più scottante non sono i grembiulini si o no, ma il fatto che la nuova riforma priverà i nostri figli di un modello di scuola, quella elementare, che tra tutti i gradi di scuola è quella che funziona meglio. E parlo di scuola statale, perchè il nuovo governo vuole boicottarla a favore di quella privata, tornando così al tempo della riforma Gentile, che colui che aveva soldi poteva studiare. Altrimenti no.
    Eccoci ritornate al 1923.
    Evviva questa è l'italia, quel paese che cambia le cose che vanno bene sostituendole con quelle che vanno male.
    Arrivati a questi punti dovremmo tutti noi, genitori, insegnanti, bidelli e dirigenti fare fronte comune e dire NO a coloro che vogliono toglierci il diritto di far studiare i nostri figli!!!

  • Commento inserito da Anna il 9 settembre 2008 alle ore 00:47

    Grande Michy. Sono d'accordo con te! Anche sui genitori (e mi ci metto dentro) avrei qualcosa da dire... Avete mai fatto due chiacchiere fuori dalla scuola con alcune mamme e con alcuni papà? A me è capitato (poco perché lavoro). Ma a volte mi metterei le mani nei capelli. Se i figli vanno male a scuola la colpa, a quanto pare, è: degli insegnanti che non capiscono i ragazzi; se i genitori sono separati, dei genitori separati; se è in arrivo un fratellino, del fratellino in arrivo; se la mamma lavora, della mamma che lavora; se cade una briciola di pane, della briciola di pane...
    A volte a queste mamme vorrei chiedere: ma non è che magari la colpa è del fatto che tuo figlio non studia, non si applica, non si impegna e comunque le ha sempre tutte vinte? A scuola di mio figlio piccolo a 7 anni ci sono bambini con telefonini da centinaia di euro. Vi pare educativo? Parliamone per favore!

  • Commento inserito da MICHY il 7 settembre 2008 alle ore 13:18

    ciao a tutte...ho appena letto i vostri commenti e mi sembra che più o meno, tutte, abbiate toccato tanti punti veramente sAlienti della situazione attuale nella nostra scuola.
    Il problema è che nelle scuole, per poterne parlare, bisogna prima viverci e capire i tanti e troppi problemi.
    I Ministri, lasciateli perdere, non sanno nulla della scuola e dei ragazzi di oggi. Appena eletti devono fare "rumore"con qualche strano decreto.
    la scuola è in rovina perchè nessuno sa più qual è il proprio ruolo:dai genitori agli insegnanti!
    Esistono bravi insegnanti, motivati, ma ci sono anche quelli che la voglia di insegnare gliel'hanno fatta passare i tanti e troppi problemi affrontati dentro e fuori dalla scuola.
    I genitori...ce ne sono di bravi e sensati, ma tanti altri sono ignoranti e presuntuosi e quelli si che hanno rovinato la scuola, anche perchè poi gli stessi dirigenti non sono riusciti a metterli al loro posto.
    Dovremmo farci tutti un bel esame di coscienza, riprendere i nostri posti, credere nella gerarchia, nell'educazione, nelle specializzazioni e nella serietà delle persone, non certo nella "simpatia"che questo o quell'insegnante, alunno o genitore...mi fa.
    BUON INIZIO D'ANNO A TUTTI

  • Commento inserito da dionisia il 6 settembre 2008 alle ore 17:54

    Bene per i grembiuli, anche perchè la firma su di essi sarà sicuramente meno plateale di quella sui vestiti, dovranno rispettare degli standard (spero); e bene per l'insegnante unica o due (materie scientifiche e letterarie) i bambini, soprattutto i più piccoli hanno bisogno di una figura di riferimento difficile da trovarsi quando hai più insegnati della scuola media. Lo scandalo è nella mancanza di fondi per le esigenze più banali o che ad insegnare ginnastica non è un diplomato I.S.E.F., ma un insegnate qualunque che magari non ha mai fatto sport in vita sua e che può facilmente proporre esercizi che fanno più male che bene ad un corpo in crescita

  • Commento inserito da caterina il 6 settembre 2008 alle ore 00:20

    Senza voler fare troppa polemica, ma volevo rispondere ad Erminia che i grembiuli andrebbero sì a coprire i vestiti griffati, ma è sicuro che le grandi case di moda produrrebbero grembiuli griffati, quindi le differenze di ceto sarebbero in ogni caso evidenti.
    caterina

  • Commento inserito da Anna il 5 settembre 2008 alle ore 15:27

    Ho un bambino che quest'anno andrà in seconda elementare. Personalmente, non ho nulla contro i grembiuli e le divise che, effettivamente, come ha scritto Erminia, eliminano le differenze sociali in classe. Dopodiché, però, penso che la scuola italiana stia attraversando un periodo di grossa crisi che va un po' oltre i libri gratis e la presenza in classe di due o più insegnanti (noi eravamo in 35. Avevo una sola maestra che ci faceva lezione dalle 8.30 alle 12.30. Nel pomeriggio, chi si fermava a scuola, faceva i compiti, oppure prendeva parte ad attività extra. Io mi ricordo ancora quello che ho imparato durante i cinque anni delle elementari. Non credo, quindi, che sia una questione di quanti insegnanti ci sono in classe). E non solo perché i ragazzini di oggi, e parlo per esperienza personale visto che ho anche un figlio alle medie, sono assolutamente ingestibili e non riconoscono alcun tipo di autorità, ma perché i programmi sono scadenti (il mio più grande alle elementari non ha mai fatto geografia). Perché i genitori sono sempre e subito pronti a intervenire in difesa dei figli. Perché gli insegnanti non sono più capaci di motivare i loro studenti, di coinvolgerli. E spesso non sanno assolutamente comunicare e farsi rispettare da questi ragazzini ribelli. Forse è il caso che tutti ci sia dia una regolata. E forse è davvero il caso di cominciare a prevedere qualche fondo in più per l'istruzione. Perché la situazione delle scuole è piotosa. Ma vogliamo parlare delle università?

  • Commento inserito da Erminia Ottone il 5 settembre 2008 alle ore 13:36

    Salve, io sono mamma di due bambini e volevo sono dire che sono daccordo con le modifiche che sta apportando il Ministro Gelmini: io ho 34 anni e ho avuto due maestre a scuola, una per le materie letterarie e una per le materie scientifiche frequentando il tempo pieno già allora, eppure ho ottenuto grandi soddisfazioni con la scuola. Per quanto riguarda il grembiule o divisa sono anche daccordo così la finiremo con le sfilate di moda già alla scuola elementare (o primaria). Inoltre volevo anche sottolineare il fatto che è stata fatta una riforma cosicchè i libri possano durare tutto il periodo delle elementari, risparmiando notevolmente, e non mi sembra poco...

  • Commento inserito da caterina il 4 settembre 2008 alle ore 22:54

    E' proprio un brutto momento,come tutti i momenti di cambiamento. Come al solito si pensa di migliorare la scuola partendo dalla facciata(grembiuli,divisa...), o decurtando il corpo docenti;, ci dimentichiamo che una buona istruzione è diritto di TUTTI e non di pochi che se lo possono permettere.E soffermarci sui fannulloni non fa bene ai tanti professionisti che credono ancora che la scuola sia un valore da proteggere.Sono un'isegnante della scuola primaria da 30 anni e credo profondamente che le teste del domani si formino sui banchi di scuola, insegnando la tolleranza,il rispetto dell'altro e la capacità di credere in se stessi , imparando a superare i propri limiti.Non è un buon paese in cui vivere se mette all'ultimo posto l'istruzione. Come dicevo: è proprio un brutto momento questo. caterina

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