Cellulari: no sotto ai 12 anni

Così si sono espressi i 20 scienziati impegnati nella lotta contro i tumori che proprio nei giorni scorsi hanno pubblicato un “codice di condotta” sull’uso del cellulare.

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di Manuela Magri

Di cellulari si è parlato, si parla e si continuerà a parlare ancora a lungo. Ma per il momento, dei fiumi di parole spese per stabilirne la pericolosità o meno, l’unica certezza è l’incertezza sui danni che potrebbero arrecare alla salute.
Sul fatto che a lungo andare l’esposizione prolungata alle onde elettromagnetiche dei telefonini possa favorire la comparsa di tumori, infatti, gli scienziati sono divisi: c’è chi considera questa possibilità molto remota e chi pronostica, invece, per i decenni a venire un raddoppiamento dei casi di tumore al tessuto nervoso centrale.


La verità è che, come per tutto ciò che riguarda le nuove tecnologia, i dati e i casi in mano agli esperti sono pochi e prevedere cosa succederà tra venti o trenta anni non è semplice.
Quello che è certo è che i bambini e gli adolescenti di oggi sono i primi esseri umani venuti a contatto sin dal nascita con apparecchi e onde elettromagnetiche di qualunque tipo e che, qualora queste dovessero risultare dannose per la salute, loro sarebbero i più esposti al pericolo.

Ecco, dunque, che per non correre rischi, gli scienziati internazionali specializzati nella lotta ai tumori riunitisi a Parigi nei giorni scorsi, hanno stilato un Codice di comportamento che riguarda sia gli adulti che i bambini per regolamentare l’uso dei cellulari. Una sorta di vademecum in attesa di risposte più certe. Come a dire: fino a quando non si sa, meglio non rischiare.


Delle regole fissate (limitare al minimo il tempo trascorso parlando al cellulare, preferire l’uso di sms e mail alle chiamate vocali, laddove possibile utilizzare un telefono fisso al posto del cellulare, cercare di tenere il cellulare a oltre un metro di distanza dal corpo per ridurre l’impatto delle onde elettromagnetiche…) quella che ha messo d’accordo tutti riguarda proprio i più piccoli.
Tutti i presenti, infatti, sono stati concordi nel vietare l’uso del telefonino per bambini al di sotto dei 12 anni, dal momento che gli organi più sensibili alle onde elettromagnetiche sono proprio quelli in via di sviluppo.

I ragazzini che usano il cellulare (il dato si riferisce agli studenti delle scuole medie) sono uno su cinque. Al liceo il rapporto cresce ulteriormente (quattro su cinque). Senza demonizzare l’uso del telefonino, è chiaro che per la maggior parte degli adolescenti esso è poco più che un accessorio, un gadget da sfoderare in mezzo agli amici. Certo, può avere la sua utilità (i genitori, per esempio, possono rintracciare ed essere rintracciai dai propri figli in qualsiasi momento). Ma di fatto non è altro che un giocattolo tecnologico il cui uso andrebbe controllato maggiormente e limitato quando eccessivo.
Tra i bambini più piccoli la percentuale, per fortuna, scende. Ma fino a quando i genitori riusciranno a non cedere alla richiesta di un cellulare da parte di bimbi di 7/8 anni?
Sull’argomento tempo fa abbiamo pubblicato un sondaggio. Chiedevamo ai nostri lettori di esprimersi in merito al possesso del cellulare da parte di bambini sotto ai 10 anni: l’84% dei genitori ha risposto che non era d’accordo. Il 12% che era disposto a dare il telefonino al bambino solo quando questi era lontano da casa. Il 4% si è dichiarato favorevole.
 

Ora riapriamo il dibattito. E chiediamo a chiunque lo desideri di intervenire sul forum, esprimendo la propria opinione, la propria esperienza, l’esperienza di amici e parenti.

  • Commento inserito da Ale il 14 marzo 2017 alle ore 18:47

    Io ho 12 anni ma il cell. L'ho avuto a 11

    Ma ho avuto subito delle limitazioni

  • Commento inserito da salvo il 3 settembre 2010 alle ore 09:33

    sono daccordissimo a dare il telefonino sotto i 12 anni ma solo quando i bambini vanno in gita o in vacanza da soli.-

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