Dal logopedista

Se dopo i 5 anni il bambino continua a storpiare alcune parole la causa potrebbe essere un movimento sbagliato della lingua. Alcune sedute dal logopedista risolveranno il problema.

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di Alessia Altavilla
IL LINGUAGGIO: I PRIMI MESI

Il linguaggio è per un bambino molto piccolo un universo misterioso fatto di suoni articolati secondo regole ben precise del quale deve imparare ad appropriarsi. Già a partire dal 3° mese, infatti, subito dopo aver intuito come servirsi del pianto per richiedere attenzione e comunicare con coloro che si prendono cura di lui, il neonato inizia a imitare i suoni della mamma e del papà dando vita ai cosiddetti gorgoglii che possono essere considerati primi accenni di “parole”, tentativi di impadronirsi della lingua attraverso il processo dell’imitazione.
Nonostante la cosa vari da bambino a bambino, è generalmente verso il sesto mese che i piccoli mettono a punto questo processo e scoprono le consonanti (B, P, D e M sembrano essere le preferite) che in associazione con le vocali (la A la preferita dai bebè) danno avvio al fenomeno della lallazione durante il quale il bambino, senza alcuna finalità comunicativa, si diverte a giocare con il suono balbettando all’infinito le medesime sillabe “ba-ba-ba-ba”…


Man mano che passano i mesi, sempre per imitazione e grazie alle stimolazioni di mamma e papà, questo gioco divertente si perfeziona sempre più: il piccolo impara nuove consonanti e vocali, capisce che a ciascun suono corrisponde un significato preciso, comincia a chiamare per nome le persone che gli stanno intorno e gli oggetti con i quali ha a che fare tutti i giorni, si diletta articolando frasi e ripetendole all’infinito, spesso senza alcuno scopo preciso. È così che impara a parlare.
IL LINGUAGGIO: LA FASE PRESCOLARE

Ma l’apprendimento di una lingua, anche della propria lingua materna, è un processo lento, se vogliamo senza fine poiché innumerevoli sono le parole da imparare e alle quali associare un significato e ancora verso i 5 anni potrebbe capitare che un bambino sbagli la pronuncia di una parola, non sia in grado di articolare perfettamente un suono e così via.
Se prima questi errori di “dizione” facevano sorridere mamma e papà (pensate che buffo un pargoletto che chiama “femaforo” il semaforo o “talolo” il tavolo…!), con l’avvicinarsi della scuola gli stessi errori iniziano a preoccupare gli adulti: come è possibile che a 6 anni ancora non sappia parlare correttamente? Che sia dislessico? Non avrà poi dei problemi quando dovrà imparare a leggere e scrivere?…


In realtà, spesso si tratta di storpiature dovute a un movimento sbagliato della lingua che col tempo spariscono da sole senza conseguenze per il piccolo.
DAL LOGOPEDISTA

A ogni modo, dopo i 5 anni se questi fenomeni persistono, per escludere qualsiasi disturbo del linguaggio e per evitare che il problema possa determinare complicazioni a scuola, una visita dal logopedista è comunque consigliata.
Quella del logopedista è una figura lasciata generalmente in secondo piano rispetto alle altre di specialisti che si occupano di problemi dell’infanzia. In effetti, però, svolge un ruolo fondamentale nell’insegnare al bimbo a parlare correttamente, senza errori di pronuncia e dislalie (ossia incapacità di pronunciare alcune consonanti più difficili), e per arricchire il vocabolario del piccolo quando questo è eccessivamente ridotto e non consente al bambino di organizzare frasi complesse. Nel giro di un paio di mesi, con solo una seduta settimanale, sarà in grado di risolvere qualunque problema legato al linguaggio nella prima infanzia e ad aiutare il bimbo a ritrovare sicurezza in se stesso e, quindi, negli altri.

 

Se il piccolo fa fatica a parlare, comunque, è necessario in casa non sgridarlo, attaccarlo o trasmettergli le proprie ansie: come dicevamo sopra, spesso si tratta di problemi temporanei che tendono a risolversi da soli man mano che il bambino cresce. È fondamentale, in questi casi, aldilà del fatto che possa seguire o meno una terapia, stimolarlo chiacchierando spesso con lui, insegnandogli, quasi si trattasse di un gioco, sempre nuove parole ed espressioni, spingerlo a raccontare senza forzarlo e senza interromperlo in continuazione quando sbaglia o pronuncia male una parola. In questo modo, diventerà in breve tempo padrone della sua lingua e sarà pronto per qualunque sfida legata al linguaggio.

  • Commento inserito da Anna il 25 ottobre 2016 alle ore 19:20

    Salve volevo sapere un consiglio... mio figlio ha 5anni compiuti e quando parla non pronuncia bne le parole tipo "rana" dice Lana colori coloi parla troppo velocemente però quando parla piano riesce a dirlo bene ma parla troppo veloce... poi pure frizzante frissante diciamo la zeppola😂 però ripeto quando parla piano riesce a dirlo bene... cosa consigliate? Ha bisogno di qualche seduta?? Grazie mille

  • Commento inserito da angela il 14 febbraio 2013 alle ore 08:25

    mio figlio in maggio 2012 ha iniziato il percorso logopedico con 2 sedute che sono servie per conoscere le sue difficoltà.
    Poi 2 volte a settimana fino ad oggi e sono entusiasta della professionalita' che ho incontrato ,lo faccio seguire privatamnete solo per non tralasciare niente ,ogni seduta dura 1 h ...e viene affrontato non solo il livello del linguaggio ma tutto l'aspetto altresì psico-motorio.

  • Commento inserito da Giulia il 22 gennaio 2012 alle ore 14:18

    Salve, io ho un bambino di 3 anni, Riccardo, ed una bambina di 5, Benedetta.
    Riccardo da sempre ha avuto maggiori problemi nel linguaggio, tanto che mi sono rivolta al logopedista della usl nostra competenza usl nr2 di Perugia, a novembre ed ancora non mi hanno chiamato per un colloquio. Il bimbo da quando ha iniziato la scuola materna ha migliorato, ma ancora ha difficoltà, ed inoltre mi inverte dei suoni, la grande che invece non ha mai avuto un problema... un aiuto, grazie

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