Gite scolastiche: aule decentrate

Primavera, tempo di gite scolastiche e uscite con la classe. Ce ne parla la dottoressa Maria Rita Esposito.

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di Maria Rita Esposito

La scuola, ormai da anni, si caratterizza per essere in rete con diverse agenzie del territorio per promuovere un’offerta formativa sempre più ricca di stimoli e di apprendimenti significativi per i bambini e gli adolescenti.
Spesso, infatti, il territorio diventa un'aula decentrata, ossia un vero e proprio spazio dove gli alunni, guidati dalla didattica proposta dagli insegnanti, riescono a scoprire e a interiorizzare aspetti della storia, della geografia, delle scienze che l’aula scolastica non riesce del tutto a trasmettere.



Le uscite didattiche sul territorio, che in genere sono programmate dalle istituzioni scolastiche in primavera, rappresentano momenti culturali e sociali preziosi per i bambini, in quanto motivano l’alunno e il gruppo ad apprendere in modo diverso. L’importanza di progettare uscite didattiche, all’interno dei piani di lavoro scolastici annuali, sta nel dare l’opportunità agli alunni di fare esperienze nuove, all’aperto, che valorizzano la formazione e la crescita dando la possibilità al bambino di imparare ad “autoregolare” atteggiamenti e comportamenti in contesti diversi.

L’aula decentrata ha il privilegio di favorire nell’alunno la scoperta del nuovo in un laboratorio “naturale”, attraverso una strategia caratterizzata dall’alternarsi di:

 
  • momenti dove viene maggiormente richiesta un’attenzione e una concentrazione (la spiegazione del docente o della guida sui contenuti del percorso), in cui i bambini sono invitati a osservare, a raccogliere dati, ad ascoltare e a favorire scambi di informazioni...
  • Momenti qualificati da una fase maggiormente dinamica: si prevedono tempi di pausa in parchi e spazi aperti dove fare merenda e relazionarsi con libertà.

    Può essere buona abitudine dotare i propri alunni (dai 6 anni in su) di:

     
  • Un taccuino, dove svolgere un semplice “story board” della gita scolastica su cui raccogliere emozioni, osservazioni e riflessioni...
  • Una macchina fotografica (può essere utile servirsi di macchine fotografiche monouso): in tal modo si arricchisce nei piccoli l’idea della scoperta e della ricerca di dettagli su cui poter poi, ritornati in classe, discutere e confrontarsi dando continuità all’esperienza.

    In ciò i genitori hanno bisogno di essere orientati sui fattori di crescita sottesi alle esperienze nelle aule didattiche decentrate: per il proprio figlio l’autoefficacia, la autostima di 'sentirsi grande', il confronto con i compagni e i docenti in uno spazio diverso da quello scolastico e in un tempo diverso (pensiamo alle gite di più giorni) sono aspetti da valorizzare nella presa in carico dell’ansia dei genitori verso l’autorizzazione a esperienze di tale tipo.
    Ogni genitore riconoscerà un cambiamento e un entusiasmo nel proprio bambino derivante dalla nuova esperienza che vorrà raccontare e ripetere quanto prima!

     


  • Commento inserito da giorgia il 25 luglio 2009 alle ore 11:52

    Sono un insegnante e ho la fortuna di lavorare in una scuola dove le uscite didattiche sono alla base della programmazione annuale, infatti le uscite vengono effettuate non solo in primavera ma tutto l'anno anche per i bambini della prima classe. E' vero che costituiscono un costo non indifferente per le famiglie soprattutto per chi ha più di un figlio, ma ci sono tante iniziative gratuite per le scuole, certo, questo avvantaggia i bambini di città rispetto a coloro che vivono nei piccoli centri, però può essere molto interessante portare i bambini a visitare e conoscere il territorio circostante che quasi sempre è sconosciuto ai bambini a causa di genitori distratti o troppo "occupati".Infatti mi capita sempre più spesso di conoscere bambini che non si ricordano il luogo delle vacanze estive, il nome del paese che visitano il fine settimana o addirittura il nome delle vie del loro quartiere e quello che c'è di interessante nel luogo in cui abitano o frequentano abitualmente. Io insegno a Roma e più di un alunno,non aveva mai visto il colosseo o piazza s.pietro che sono gratuiti.per fortuna c'è la scuola che fa conoscere queste bellezze! non aggiungo altro.

  • Commento inserito da elisa bersani il 11 aprile 2009 alle ore 01:32

    Complimenti per l'articolo, è meraviglioso proporre un apprendimento cooperativo in un'aula decentrata.

  • Commento inserito da Cherin il 10 aprile 2009 alle ore 09:33

    Le gite a parer mio sono una spesa economica enorme che per la stragrande magioranza sono inutili.

  • Commento inserito da MONICA De Maddi il 4 aprile 2009 alle ore 09:43

    Questo articolo è stato molto utile per noi tutti. Molto interessante. Monica

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