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Il disegno racconta

La comunicazione nella relazione nel contesto educativo è la trasmissione partecipata di un messaggio tra due o più alunni, tra alunno e insegnante, tra alunni e insegnante: essa si qualifica per l'uso di canali verbali e non verbali e di codici (simboli e regole) scambievolmente interpretati.
Attraverso la comunicazione si attiva una determinata reazione di comportamento negli interlocutori: in particolare la reazione dell'altro segnala non solo ciò che è stato detto (verbale) o fatto (non verbale) quanto piuttosto ciò che è stato percepito del messaggio.

É fondamentale il fatto che la percezione di un messaggio è il processo attraverso il quale vengono elaborati ed interpretati gli stimoli in modo congruente con la personale mappa di rappresentazione del mondo esterno: infatti, tale interpretazione tende a lasciare "passare" gli stimoli che confermano la mappa preesistente, escludendo ciò che invece viene ritenuto "destabilizzante", mettendo in atto meccanismi di difesa inconsapevoli, tra cui i più frequenti possono essere così sintetizzati:

  • generalizzazione, per cui il soggetto da un caso particolare tende a generalizzare
  • cancellazione, in cui la percezione si muove nella direzione voluta dall' "Io" portando a "non vedere" ciò che potrebbe turbare l'equilibrio interno
  • spostamento, si percepisce il comportamento dell'interlocutore operando una proiezione dei propri vissuti sull'altro.

    Con l'ingresso alla scuola dell'infanzia l'acquisizione dell'autonomia personale e la capacità di coordinare i movimenti del proprio corpo rappresentano gli elementi di accoglienza nella comunicazione di ogni bambino: l'acquisizione dell'io corporeo, la capacità di autocontrollo, la percezione del corpo nello spazio, sono alcuni indicatori degli obiettivi praticabili nella progettazione didattica, che hanno come meta il passaggio dal "vissuto " al "rappresentato".
    Dal correre, saltare, strisciare, assumere posture di animali, il bambino dai 2 anni e mezzo in poi passa alla percezione del sé nel tempo e nello spazio per giungere poi alla rappresentazione del corpo e del movimento.


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      2007-07-09
    Maria Rita Esposito

     



     


        
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