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Home >>6-10 anni >> L'angoscia dell'estraneo
L'angoscia dell'estraneo
Fino al terzo mese di vita, il bambino, che non si distingue né percepisce come un’entità autonoma ma come una sorta di appendice della madre, vive con quest’ultima in uno stato quasi simbiotico. Inoltre, dal momento che il neonato non riconosce chiaramente forme e colori, tende a confondere i volti e le fisionomie di chi gli sta intorno in un tutt’uno indistinto. Dopo il 3° mese il senso della vista si affina. Il piccino impara a distinguere ciò che lo circonda e riconosce facilmente, oltre alla mamma, il papà, i nonni, gli zii e tutti coloro che si prendono cura di lui. Durante questo periodo il bimbo si dimostra anche molto “aperto” verso il mondo esterno e, non percependosi ancora come essere autonomo, non teme di allontanarsi dalla mamma che vede come una parte di sé. I problemi, semmai, insorgono dopo, generalmente intorno agli 8 mesi, quando il bambino comincia ad acquisire consapevolezza della sua autonomia e del suo essere un’entità separata dalla madre. Questa scoperta, di per sé importantissima perché fondamentale nel processo di crescita, lo rende, però, inquieto e gli provoca, al momento della separazione, ansia e paura. Ecco, dunque, che bimbi che erano apparsi estroversi, espansivi, socievoli, tendono a reagire in modo negativo se avvicinati da persone estranee, piangendo e urlando ogni qualvolta la mamma si allontani. Si tratta di una reazione assolutamente normale che tende a risolversi verso i 12 mesi, quando il bambino impara a essere più sicuro e il suo grado di consapevolezza aumenta. Inoltre, va ricordato che è solo dopo il 1° anno che il bambino impara a conservare dentro di sé il ricordo della mamma anche quando questa non è presente, capendo che la sua assenza non equivale a una scomparsa definitiva, ma semplicemente a un allontanamento che si concluderà, alla fine, con il suo ritorno.
COME COMPORTARSI
Evitare sempre di allontanarsi di nascosto, ma salutare il piccino che piange rassicurandolo del proprio ritorno. In questo modo non gli si trasmetteranno ulteriori angosce.
Fino al compimento del primo anno, se possibile, evitare separazioni prolungate.
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2009-09-03 Alessia Altavilla |
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Commenti su questo articolo (2)
Commento inserito da Li il 1 maggio 2012 alle ore 21:56
Ho una bambina di 7 anni . Spesso non vuol parlare aspetta che noi la capiamo. Come devo fare?
Commento inserito da nathalie il 3 settembre 2009 alle ore 14:38
sono pienamente daccordo e condivido tutto ma come la mettiamo se è la mamma a vivere il disagio delle braccia vuote..intendo dire abituata ad accudire e tenere a se stretto il pargolo da una parte la sua apertura al mondo la rende felice e dall'altra si sente un pò persa.
grazie
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