L'ipertensione nei bambini

Ipertensione infantile. Un problema sottovalutato e che, invece, preoccupa gli esperti e i professionisti del settore tanto da essere stato oggetto di congressi e focus . Ecco come prevenirla fin dalla più tenera età.

di Manuela Magri

Nel corso del recente Congresso Europeo dell’Ipertensione e della Prevenzione Cardiovascolare tenutosi a Milano il mese scorso, si è discusso anche della malattia nei bambini e negli adolescenti ponendo l’attenzione su prevenzione, cause, diagnosi e cura dell’ipertensione infantile e adolescenziale. Le radici dell’ipertensione nell’età adulta, infatti, affondano nell’infanzia tanto che si è riscontrato che la pressione arteriosa (PA) durante l’infanzia permane invariata anche nell’età adulta. Ciò significa che i bambini con una PA elevata hanno più probabilità di diventare degli adulti ipertesi.



 
DIAGNOSI E VALUTAZIONE

I criteri di diagnosi dell’elevata PA nei bambini si basano sul concetto per cui questa aumenta con età e la curva di crescita corporea, rendendo impossibile definire l’ipertensione secondo un unico livello come succede per gli adulti.


Per verificare lo stato ipertensivo ed escludere la presenza di cause secondarie è necessario, quindi, seguire diversi step. Una volta confermato lo stato ipertensivo, la valutazione del danno d’organo deve includere cuore e reni ed è utile non solo per stimare il rischio cardiovascolare, ma anche come punto finale per monitorare il trattamento.
L’ipertrofia ventricolare sinistra rimane ad oggi la forma maggiormente documentata di danno al cuore causata dall’ipertensione nei bambini e negli adolescenti.

 

 
CAUSE E MISURE PREVENTIVE

Poiché a oggi si è scoperto che la maggior parte dei casi di PA alta/normale e di ipertensione nei bambini è ipertensione secondaria da diagnosticare e trattare in modo specifico, si dovrebbe tentare di comprendere le condizioni necessarie per riportarla in un range normale o di impedire che si trasformi in una piena ipertensione nell’età adulta.
Il sovrappeso è probabilmente la condizione più significativa associata all’elevata PA nell’infanzia ed è responsabile per oltre il 50% del rischio di sviluppare l’ipertensione. I bambini in sovrappeso tendono molto probabilmente a rimanere tali, e l’adiposità è il più alto fattore di rischio dell’elevata PA.
Oltre al parametro della massa corporea, è stato provato che la circonferenza della vita (obesità addominale) gioca un ruolo nello sviluppo della malattia. Di recente si è scoperto che anche le dimensioni alla nascita e la crescita postnatale sono connesse allo sviluppo dell’alta PA e delle malattie cardiovascolari in età adulta.
Infine, alcune abitudini alimentari nei primi anni di vita e in particolare l’assunzione di alti quantitativi di sale, si sono dimostrate essere dei fattori che favoriscono valori elevati di PA.

Qualunque intervento che associa l’aumento dell’attività fisica a un ridotto apporto calorico nei bambini ipertesi, sembra essere auspicabile per ridurre e contrastare il problema. In generale, questi interventi dovrebbero essere una politica globale nelle scuole e dovrebbero assumere la forma di suggerimento ai genitori, non solo di consiglio diretto ai singoli bambini.

 

 
TERAPIA

Nei bambini, proprio come negli adulti, la decisione di iniziare una terapia antipertensiva non dovrebbe essere presa solo sulla base dei livelli di PA. Occorre sottolineare, in questo contesto, l’importanza di una misura corretta della pressione nei bambini, che deve basarsi sull’utilizzo di bracciali di dimensioni adeguate e, in caso di misuratori elettronici, di strumenti validati per questa fascia di età.
Nei bambini con ipertensione secondaria, dal momento della diagnosi, va iniziato subito un trattamento specifico della patologia sottostante. Nei bambini con ipertensione primaria comprovata, la terapia antipertensiva deve concentrarsi prima di tutto sui fattori di rischio che possono causare l’innalzamento della PA. Anche nel corso della terapia farmacologica è assolutamente necessario mantenere un corretto stile di vita, dal momento che può migliorare l’intero profilo di rischio cardiovascolare nei bambini ipertesi.

 

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