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Litigi di bambino


L'intervento degli adulti nelle questioni dei bambini blocca, in un certo senso, questo meccanismo che è inevitabile e fa parte della fase evolutiva del piccolo, innanzitutto perché gli toglie la possibilità di imparare a cavarsela da solo (un bambino che è abituato a correre da mamma e papà quando gli succede qualcosa di spiacevole, come potrebbe essere il litigio con un compagno, è un bambino sostanzialmente insicuro, incapace, comunque, di farsi "giustizia" da solo); in secondo luogo, perché spesso l'ottica degli adulti su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato va contro quelle che sono le regole del gruppo, soprattutto se per gruppo intendiamo bambini della stessa età che stanno cercando di capire cosa significhi diventare grandi.

L'atteggiamento migliore da assumere, quindi, in questi casi è l'indifferenza. Potrà sembrare crudele e falso, ma è così. A casa, poi, lontano dai compagni o dall'amichetto col quale il piccolo ha litigato, gli si chiederanno spiegazioni sul suo operato (cercando, però, di non esprimere giudizi in merito a chi ha torto o ragione), condannando, eventualmente, l'eccessiva irruenza con la quale il bambino ha cercato di affermare le sue presunte motivazioni. Insegnare al bimbo a non essere violento, infatti, spiegargli che ci sono altri modi per esprimere il proprio parere, è una cosa, prendere apertamente le sue difese o sgridarlo per il litigio in sé, un'altra.




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  2007-08-03
Manuela Magri

 






Commenti su questo articolo (2)


Commento inserito da mariapaola il 30 giugno 2010 alle ore 11:21

va bene far finta di niente ma anche quando il proprio figlio prende pesantemente in giro l'amico? è educativo ?

Commento inserito da cherin il 29 giugno 2009 alle ore 09:21

la violenza e poco educativa perchè insegna che ogni senzazione vada collegata alla violenza

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