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Nido: educazione e formazione


La qualità organizzativa degli asili nido va valutata anche in base a quelli che sono gli obiettivi educativi, che devono essere finalizzati a sostenere e a aiutare i genitori nel primo progresso dei loro figli, attraverso esperienze educative e formative tese a soddisfare i bisogni dei bimbi, nel rispetto dei loro tempi e delle loro personali modalità di crescita.
Va, inoltre, valorizzata la funzione culturale del nido, capace di offrire modelli che, oltre a caratterizzarsi per l’erogazione di un servizio educativo, diventano il mezzo attraverso cui si promuove l’attenzione ai diritti dell'infanzia: il diritto alla salute, al gioco, all'educazione, alla serenità... sono i capisaldi del progetto formativo degli asili, e in questa direzione è importante che vada la scelta dei genitori.

Lo spazio dell’asilo nido rappresenta, poi, l’altro elemento che, oltre i tempi, caratterizza la qualità della scelta: a questo proposito si consiglia di optare per una struttura multi-colorata in grado di ospitare in modo allegro e creativo bambini molto piccoli, in cui questi possano esprimersi liberamente con il movimento motorio, cognitivo, affettivo.
I bambini in ampi spazi possono giocare in modo personale e relazionarsi con l'ambiente in modo libero senza restrizione che diverrebbero restrizione di spazio psicologico. La libertà di movimento in luoghi arieggiati e ampi favorisce nel piccolo la scoperta e l’osservazione che sono il primo mondo cognitivo da scoprire e agire. All'interno dello spazio, definito come spazio – gioco, l'area affettiva coadiuvata dalla presenza degli educatori è l'elemento che collega in modo reale il mondo emotivo del piccolo (fatto di “lontananza fisica” da casa, dalla mamma, dai suoi giochi, dai suoi ritmi domestici) con quello degli esperti di riferimento.
É fondamentale che la relazione empatica educatore/bambino sia pertanto ben sviluppata e premessa da uno o più incontri con i genitori, al fine di conoscere i primi aspetti della sua nascente personalità e fare in modo che essi crescano in modo positivo e affermativo.

Il nido rappresenta un ambiente progettuale non poco faticoso per gli educatori in quanto le fasce di età interessate, molto diversificate, richiedono una competenza ricca di modalità relazionali che vanno ben oltre il dialogo e il verbale.
Ecco perché il dialogo dell'educatore nell'asilo nido è un dialogo soprattutto tonico, fatto di contatto, di sguardi, di movimento, di ricerca di equilibrio continuo tra il bimbo, lo spazio e il tempo.
L'educatore matura a riguardo una formazione caratterizzata dalla capacità di mediare con i vissuti dei bambini, privilegiando il gioco come metodologia di osservazione, di relazione e di apprendimento. É la figura che promuove, in un lavoro di team, un inserimento graduale dei piccoli al nido, condividendo con le famiglie scelte e percorsi delle attività ludiche e soprattutto rendendo il distacco affettivo quanto più morbido possibile in relazione alla centralità della personalità di ogni bimbo che è diversa da quella di un altro.




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  2009-09-10
Maria Rita Esposito

 






Commenti su questo articolo (1)


Commento inserito da Isabella il 13 settembre 2009 alle ore 12:45

Gentile Si.ra Esposito, quanto ha scitto è molto VERO!
HO trasferito da poco il mio asilo nido, in una sede più grande, così da cercare di offrire alle famiglie quello che sono i presupposti, esposti da lei, nell'articolo, per un BUON ASILO NIDO, mi piacerebbe invitarla, così magari da scirvere per noi.
E' da molto che il nido e Bambinopoli sono in collegamente con diverse iniziative, se ha piacere...g.bimbo@libero.it
Cordialmente,Isabella
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