 |
 |
| |
|
 |
| |
|
|
Home >>6-10 anni >> Nido: quello che c'è da sapere
Nido: quello che c'è da sapere
L’importanza dell’ambiente ludico per i bambini dai primissimi anni di età (0/3 anni) viene favorito anche dalla presenza sui territori locali dei nidi, strutture adeguatamente predisposte e strutturate per promuovere il benessere del piccolo fino al suo successivo ingresso nella scuola dell’infanzia. Innanzitutto, il nido viene valorizzato dall’intervento di operatori esperti: la formazione del personale educativo, la presenza del consulente pediatrico e del consulente pedagogico sono le premesse perché il nido abbia a essere realmente funzionale allo stato di salute psico – fisica dei bambini presi in carico.
Per la scelta del nido è fondamentale che i genitori e i tutori del piccolo conoscano, attraverso incontri e colloqui preventivi, il piano annuale dei servizi predisposti, esplorino gli spazi e sappiano come viene favorita l’organizzazione delle sezioni. In particolare, all’interno dei nidi è sempre più frequente la presenza di bambini con diverse abilità o di culture altre dalla nostra e questo va presentato ai genitori come elemento formativo di arricchimento relazionale per i propri figli, che si qualifica come piano pedagogico ed educativo atto a favorire nel gruppo di bambini piccoli il primo orientamento al rispetto e alla convivenza democratica.
Ovviamente la presenza di diversità di piccoli registra la necessità di pianificare interventi educativi personalizzati, che consentano cioè la reale integrazione del singolo nel gruppo e del gruppo con il singolo. Per esempio, la frequenza al nido di un bimbo di lingua straniera richiede agli educatori un’importante riflessione sulla progettazione di esperienze, dove si possa comunicare al piccolo (e alla sezione) in bilingue, al fine di mantenere forte l’identità culturale del bambino e di favorire un ampliamento dell’offerta educativa per gli altri (anche a questa età in cui il linguaggio verbale è fortemente accompagnato dal linguaggio motorio e non verbale).
Condividi
|
| |
2009-05-14 Maria Rita Esposito |
|
|
|
Commenti su questo articolo (3)
Commento inserito da lucia il 12 giugno 2009 alle ore 21:53
ciao vivo nel comune di albano s.slessandro in provincia di bergamo e ho un bimbo di quasi cinque mesi. a settembre devo ricominciare il lavoro e devo mandare il bimbo al nido perche' non ho nessuno che me lo tiene ma nel mio comune non c'e' posto fino a settembre del 2010 cosi lo devo iscrivere al nido di un altro comune. succede che il mio comune non mi passa alcun contributo nonostante io sia in una fascia ISEE molto bassa sentendomi dire che il nido non e' un bene primario! e se volessi un secondo figlio come potreI spendere 1100 euro per il nido di entrambi? MENO MALE CHE IL GOVERNO ITALIANO INCITA A FARE FIGLI!!!!
Commento inserito da SIMONA il 19 maggio 2009 alle ore 17:20
Sono Simona e scrivo da un paesino in provincia di Lecce. Per me la scelta del nido non è stata tanto semplice perchè nessun nido sia privato che comunale rispetta tutto quello descritto dalla dott.ssa Esposito. Mia figlia frequenta il nido comunale e sin dall'inizio non sono state mai considerate le abitudini ed attitudini ma anche il carattere di mia figlia che ha comunque iniziato a frequentare il nido a due anni e mezzo. Alla fine ho fatto la scelta sulle opinioni delle altre mamme-amiche e posso dire, ormai a fine anno scolastico, che da un lato mia figlia è serena quando va a scuola ma dall'altro non ho mai saputo le attività che svolgono, non ho mai avuto un programma scritto, i rapporti con le due educatrici sono sempre molto veloci ed occasionali e mi fanno sampre sentire in colpa per l'educazione, secondo loro, non tanto rigida che ha mia figlia solo perchè non sempre ascolta quello che gli viene "imposto" di fare, come ad esempio ha smesso di mangiare a mensa senza un motivo in particolare. Spero che per la scuola d'infanzia vada meglio, ma sinceramente ne dubito se le scuole non vengono seguite come si deve!!!
Grazie e un saluto
Simona
Commento inserito da SANDRA il 14 maggio 2009 alle ore 22:21
Finalmente ho trovato un nido a misura di bambino.... Mio figlio più piccolo ha 23 mesi e frequenta dallo scorso gennaio un nido privato veramente bello; sia a livello di struttura, con ampio giardino, sia a livello didattico e umano. Sono veramente soddisfatta per il programma che svolgono esposto settimanalmente, per come coinvolgono i genitori e i nonni organizzando laboratori, feste, gite ecc., per come hanno gestito l'inserimento con molta calma e tranquillità, per avermi chiesto tutte le abitudini di Matteo da far leggere alla educatrice....
Il nido si chiama "Gioca e Crea" ed io sono veramente soddisfatta. Ciao
1
|
|
 |

|
 |
| |
|
| |
Didattica a stampo ludico
La pedagogista Maria Rita Esposito ci parla di metodologie didattiche nei nidi e presso le scuole di infanzia.
|
| |
|
| |
A scuola per imparare a mangiare
La pedagogista Maria Rita Esposito ci spiega come prevenire nella prima infanzia eventuali problemi alimentari dell'adolescenza e dell'età adulta.
|
| |
|
| |
Gioco e scelta metodologica
Come organizzare un gioco nella scuola d'infanzia seguendo una ben precisa scelta metodologica. Ce ne parla la dottoressa Maria Rita Esposito.
|
| |
|
| |
Materne: sezione o gruppo?
Continuiamo a parlare con la dottoressa Maria Rita Esposito di metodologie per la scuola d'infanzia. Questa settimana ci occupiamo di gruppi e sezioni.
|
| |
|
| |
Metodologia della drammatizzazione
Come inserire all'interno della metodologia del gioco attività drammatico-teatrali per i bambini dai 2 agli 8 anni.
|
| |
|
| |
La scuola per l'infanzia sofferente
La scuola può essere un ottimo punto di osservazione e aiuto per i bimbi che in casa subiscono o hanno subito violenza (anche psicologica).
|
| |
|
| |
La metodologia scientifica nella scuola dell'infanzia
La Scuola di Infanzia diventa laboratorio per avviare il bimbo alla comprensione di complessi processi cognitivi.
|
| |
|
| |
Piani di studio personalizzati
I Piani di studio personalizzati sono davvero una novità della Riforma Moratti? Ce ne parla la dottoressa Maria Rita Esposito.
|
| |
|
| |
La "scuola" estiva
Al bando la routine, i quaderni, i compiti. L'apprendimento estivo deve seguire vie alternative. Ce ne parla la dottoressa Maria Rita Esposito.
|
| |
|
| |
Il bullismo
Fenomeno in esapnsione soprattutto tra adolescenti e preadolescenti. Ce ne parla la dottoressa Maria Rita Esposito.
|
| |
|
| |
Il disegno racconta
Cosa rappresenta il disegno per un bimbo? Qual è il compito dell'insegnante quando uno scolaro disegna? Ce ne parla la dottoressa Maria Rita Esposito.
|
| |
|
| |
Scuola di infanzia: laboratori di lettura
I bambini della scuola dell'infanzia e le competenze linguistiche e comunicative: l'avvio alla lettura.
|
| |
|
| |
Le sezioni primavera
Per soddisfare la richiesta di servizi educativi per bimbi al di sotto dei 3 anni, nasce all'interno degli asili nido la promozione di un'offerta integrativa e sperimentale.
|
| |
|
| |
Disagi scolastici. Che fare?
Cosa si nasconde dietro ai disagi scolastici dei bambini? Come vanno affrontati? Ce ne parla la dottoressa Maria Rita Esposito.
|
| |
|
| |
Scuola d'infanzia ed educazione motoria
La dottoressa Maria Rita Esposito ci parla dell'importanza dell'osservazione motoria nei bambini della scuola d'infanzia.
|
| |
|
| |
Bimbi, animali e pet therapy
La dottoressa Maria Rita Esposito ci spiega perché gli animali rivestano un ruolo tanto importante nella crescita del bambino e perché vengano utilizzati come strumenti terapeutici in alcune patologie.
|
| |
|
| |
Maestro unico. Parola all'esperta
La dottoressa Maria Rita Esposito ci spiega perché il ritorno al maestro unico nella scuola elementare debba essere effettuato in modo ragionato. Per non danneggiare i piccoli alunni.
|
| |
|
| |
Alunni in pigiama
Partendo dal metodo adottato dal medico Patch Adams per donare benessere ai pazienti in ospedale, nasce l'idea della scuola in corsia. Ce ne parla la dottoressa Maria Rita Esposito.
|
| |
|
| |
Disegno, dunque sono
Il disegno come espressione di sé e racconto del proprio vissuto e delle proprie esperienze. Dal punto di vista della psicopedagogista Maria Rita Esposito.
|
| |
|
| |
Gite scolastiche: aule decentrate
Primavera, tempo di gite scolastiche e uscite con la classe. Ce ne parla la dottoressa Maria Rita Esposito.
|
| |
|
| |
Estate: il tempo che non c'è
Nei mesi estivi cambiano i ritmi e cambia il concetto di tempo. Sia per i bambini che per gli adulti. Che possono utilizzare questo momento per imparare a giocare assieme e a creare tra loro nuovi spazi di comunicazione.
|
| |
|
| |
La scuola dei primini
L'importanza del gioco come metodo di apprendimento nella prima classe della scuola primaria. Ce ne parla la dottoressa Maria Rita Esposito.
|
| |
|
| |
Nido: educazione e formazione
Asilo nido: come scegliere la struttura più adatta valutando la proposta formativa ed educativa. Ce ne parla Maria Rita Esposito.
|
| |
|
| |
Al cinema: Cars 2
Maria Rita Esposito ci racconta Cars 2, al cinema in questi giorni, dal punto di vista del valore educativo e pedagogico. Per grandi e piccini.
|
| |
|
| |
Uno strumento multiculturale
Maria Rita Esposito ci spiega come la Giornata Mondiale della Gioventù possa diventare, religione a parte, un valido strumento per i giovani per testare sulla propria pelle esperienze di multiculturalità.
|
| |
|
|
|
 |
|
|