Pidocchi: grattacapi per famiglie

Continua in moltissime scuole italiane, dalle materne alle elementari, l’emergenza pidocchi. Qualche consiglio per affrontare, senza panico, la situazione.

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di Alessia Altavilla

Continua in moltissime scuole italiane, dalle Materne alle Elementari, l’emergenza pidocchi che, giusto per restare in tema, tanti “grattacapi” provoca nelle famiglie dei bambini colpiti.
Il periodo di maggior contagio, infatti, va proprio da settembre a novembre, quando i bimbi tornano a scuola e iniziano a frequentare palestre e centri sportivi, ludoteche e laboratori e le occasioni di aggregazione tra i più piccoli aumentano notevolmente.


Tra le principali cause di diffusione della pediculosi che, per chiarire una volta per tutte, si trasmette per contatto diretto e non per “trasmigrazione aerea” del parassita da una testa all’altra, vi è proprio il maggior contatto tra le persone e l’aumento della promiscuità dei rapporti (teste che si sfiorano, cappelli e cappotti ammassati gli uni sugli altri…).
In altre parole, è sufficiente che un bambino, uno solo, abbia i pidocchi perché tutta la classe/gruppo/comunità che sia, possa correre il rischio di contrarli.

COME COMPORTARSI


I genitori:
Innanzitutto, è bene sfatare immediatamente una falsa leggenda popolare legata al fatto che il pidocchio trovi la sua dimora ideale nelle teste sporche. È assolutamente falso. Al contrario, il pidocchio è un parassita, tutto sommato, pulito che trova particolarmente gradevole soggiornare laddove ci sono folte e lunghe capigliature in cui annidarsi e deporre le uova (ecco perché, pare, che le bambine siano più a rischio dei maschietti).
Tolto di mezzo questo pregiudizio, quindi, che potrebbe provocare un imbarazzo da parte dei genitori del bimbo colpito,
  1. è bene che in presenza di pidocchi o uova i genitori avvisino immediatamente la scuola per dare a tutti la possibilità di aumentare i controlli sulle teste dei loro figli.
  2. Poi, è fondamentale iniziare quanto prima un trattamento adeguato con prodotti specifici a base di piretro naturale, pietrine sintetiche e malathion, mettendo da parte tutti quelli che sono i rimedi della “tradizione popolare”, inutili in caso di infestazione.

 

La scuola:
Per quanto riguarda le mosse che dovrebbero compiere le istituzioni scolastiche, queste possono essere ridotte sostanzialmente a tre:
 

  1. Avvisare i genitori che in classe è presente un caso di pidocchi chiedendo loro di aumentare i controlli sulle teste dei loro figli.
  2. Porre maggiore attenzione affinché i bambini non si scambino gli oggetti personali (pettini, nastri, cerchietti, fermagli…) insegnando loro a non ammucchiare i capi di abbigliamento sugli attaccapanni fuori dall’aula.
  3. Proporre una lezione informativa sul problema adatta all’età del bambino e alla sua capacità di comprensione dello stesso.

 

Per maggiori informazioni sull’argomento consultate lo Speciale on line sul nostro sito.

MA GLI ANTIPARASSITARI SONO NOCIVI?
La risposta a questa domanda è no. Tutti i prodotti presenti sul mercato presentano formulazioni assolutamente non tossiche anche per i bambini molto piccoli.
Qualche precauzione va presa con i bimbi sotto ai 2 anni e in caso di specifiche allergie. Altrimenti, gli antiparassitari possono essere somministrati già a partire dai 3 anni senza il pericolo che possano causare eventuali effetti collaterali.
Non esiste, infatti, alcuna letteratura di casi di bimbi rimasti intossicati per l’uso di prodotti contro la pediculosi. È importante, però, che tali prodotti vengano usati nel modo corretto per l’uso per il quale sono stati progettati.

Questo articolo è sponsorizzato.

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