Scuola: palestra di vita

Scuola come spazio eterotopico, secondo la definizione di Michel Foucault, dove crescere, imparare e diventare grandi. Ce ne parla la dottoressa Chiara Corte Rappis.

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di Dottoressa Chiara Corte Rappis

Si è giunti, come tutti gli anni, al termine del lungo e faticoso anno scolastico; impegnativo sia per i giovani che per i loro stessi genitori. Ora, finalmente, si entra nel tanto atteso tempo di riposo e di spensieratezza per i ragazzi; c’è già chi da mesi ha programmato le vacanze estive in luoghi lontani e avventurosi o chi fa semplicemente ritorno ai luoghi dove da sempre è abituato a trascorrere i mesi estivi, lidi conosciuti, ma tanto cari al cuore, perché densi di ricordi della propria storia.
C’è anche chi dovrà compiere un ultimo sforzo, prima di avventurarsi in un altro periodo estivo: portatore di sempre nuove esperienze, amicizie e incontri e sono gli studenti che nei prossimi giorni dovranno affrontare e superare gli esami di grado e livello differente a seconda dell’età.



Ma come ragazzi o come genitori non si può non correre con il pensiero a quell’Istituto Superiore di Brindisi, al terribile fatto accaduto quel 19 maggio di quest’anno. L’attentato che ha causato la morte dell’adolescente Melissa Bassi e le gravi ustioni e ferite fisiche e morali, riportate dalle altre ragazze, lasciano una traccia indelebile nelle nostri menti e nei nostri cuori. Soprattutto perché quest’attentato è accaduto davanti a una scuola, simbolo ed emblema di massima sicurezza; luogo sacro e privilegiato: attraversato, abitato e frequentato dai ragazzi in crescita.
In questo luogo di massima sicurezza i giovani non dovrebbero vivere e assistere a esperienze drammatiche e irreversibili, ma dovrebbero poter fare esperienze costruttive di sviluppo per divenire uomini e donne forti, coraggiosi, liberi, onesti e responsabili.


Michel Foucault dice che nella nostra società ci sono luoghi reali dove trascorre la nostra frenetica vita quotidiana e anche luoghi reali che sono una sorta di contro-luoghi o spazi altri. Questi spazi altri, denominati da Michel Foucault spazi eterotopici, sono spazi privilegiati, sacri nei quali i luoghi reali vengono contemporaneamente rappresentati, contestati, sovvertiti. La scuola rappresenta e dovrebbe rappresentare uno di questi spazi altri o spazi eterotopici che i giovani hanno a loro disposizione per poter fare “esperienze protette”, fatte di studio, di impegno, di fatica, di incontri, di amicizie: tutti elementi attraverso i quali provare a vivere “l’avventura della vita” e dove vi sia sempre un margine di possibilità di errore, di sbaglio, di caduta.
A scuola si va per imparare a vivere e proprio in questo luogo si dovrebbe incontrare la possibilità di “fare scuola di vita”; attraverso un’educazione fatta di mutamenti di pensieri, di sguardi, di sentimenti, di desideri e di progetti. Nella scuola i ragazzi dovrebbero poter sperimentare, poter sbagliare e rimediare agli errori compiuti, dovrebbero poter fare le prove generali per vivere e spendere in pienezza la propria esistenza e per potersi immettere nella società adulta cambiati, trasformati in donne e uomini responsabili, maturi, coscienti delle proprie capacità e dei propri limiti e soprattutto fiduciosi nel futuro che si apre davanti a loro.



Per scrivere o contattare la dottoressa Chiara Corte Rappis è possibile scrivere all'indirizzo chiara.corterappisATyahoo.it oppure telefonare al numero 349-7898300. Per maggiori informazioni, è possibile anche consultare il sito www.spazioeterotopico.it

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