Una mamma da URL

Intervista a Patrizia Violi, autrice del blog Extramma.net e del libro Una mamma da URL, in vendita dal 4 maggio.

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Silvia ha due bambini, Riccardo di 8 anni e Sofia di 13, un marito, Pietro, che da quando è stato promosso al rango di 'manager verde' dalla multinazionale dove è dirigente ha deciso di fare della battaglia ecologica la sua ragione di vita, e un cane, Bart, afflitto da gravi problemi comportamentali. Silvia vive in un quartiere 'in' alle porte di Milano. Un quartiere dove i vialetti profumano di erba tagliata, le ville trasudano denaro, gli abitanti sfoggiano un'invidiabile abbronzatura già a maggio e tutto sembra ruotare intorno al concetto di 'perfezione'. Silvia ha una vita normale, divisa tra impegni familiari, lavoro e obblighi sociali. Ma Silvia ha anche un segreto. Il suo segreto si chiama Ringhiando al mondo ed è il blog che da anni, ormai, tiene e che rappresenta per lei una valvola di sfogo, un cantuccio in cui rifugiarsi, un posto dove incontrare amiche, più amiche delle amiche in carne e ossa, che la capiscono, condividono i suoi pensieri, la stimolano e la confortano nelle giornate no.


Silvia, insomma, è una mamma blogger.

Una mamma da URL è, dunque, un romanzo autobiografico - le chiedo. Ricalca la tua esperienza come autrice del blog Extramma.net?


In parte sì - risponde Patrizia Violi, che al suo attivo, oltre al blog, ha anche un altro libro, scaricabile dalla rete, che si intitola Love.com - Per scriverlo mi sono ispirata alla mia esperienza sul blog e nella vita vera. Naturalmente, qui tutto è molto più enfatizzato e portato alle estreme conseguenze. Ma c'è molto della mia personale storia di mamma (Patrizia ha due bimbe: Anita di 12 anni ed Emma di nove, ndr) e di blogger. Naturalmente, i personaggi sono inventati. E anche il quartiere in cui vive Silvia, la protagonista, ricalca solo in parte la realtà del mio quartiere. Ma possiamo dire di sì. Mi piaceva l'idea di far convivere due piani narrativi: quello reale, in cui Silvia si muove nella quotidianità. E quello della rete, che all'inizio sembra un perfetto e incorruttibile, ma che, a guardare in profondità, nasconde diverse trappole: come nella vita, infatti, anche nel web ci sono i buoni e i cattivi. E Silvia lo imparerà sulla sua pelle.

Silvia è una mamma blogger. Affida a un diario on line i suoi pensieri più segreti e nascosti. Come nasce questo fenomeno delle mamme blogger?

Indubbiamente dalla voglia di condivisione. Dalla necessità di confronto e dal bisogno di conforto. La vita moderna, infatti, ci toglie spesso la possibilità di creare un'intimità con le persone che ci circondano. Ti capita di andare a prendere tuo figlio a scuola, vedere sempre le stesse mamme e renderti conto che della loro vita, dei loro pensieri, non sai assolutamente nulla. Ma tant'è. Nei blog le persone raccontano i loro vissuti più profondi, le loro storie, le loro paure, la loro gioia. Ti sembra di avere una maggiore intimità.

Dopodiché, però, non sottovaluterei il fattore 'vanità', la voglia di apparire. Apri la porta della tua 'casa' come in una sorta di Grande Fratello in cui l'anonimato è in bilico. E il fatto di avere un pubblico che ti legge e ti segue crea una sorta di compiacimento.


Credi, dunque, che nei blog le mamme raccontino una realtà un po' mistificata? Per compiacere al loro pubblico?

Beh, non proprio. Le mamme raccontano le loro esperienze. Non mentono. Eventualmente, rendono più saporite le loro storie con un pizzico di ironia. La 'sfiga' nei blog piace, strappa sorrisi e chiama commenti. Fa parte del gioco.

Come vivi il rapporto con le altre mamme blogger che ti seguono?

Beh, quella delle mamme blogger è una specie di comunità. Ci sentiamo. Ci leggiamo. Ci commentiamo. Mi ha, per esempio, stupito scoprire che, in seguito a un post che avevo pubblicato e che aveva attirato alcune critiche, tante mie lettrici fossero pronte a difendermi a spada tratta. Molte delle mamme che tengono diari on line le seguo da anni. Con alcune abbiamo stretto anche un'amicizia che va oltre la rete. Insomma, si possono creare dei legami forti. E poiché il blog è uno specchio della vita, quando ti ritrovi a incontrare queste persone realmente, capisci di avere con loro molto in comune ed è come se le conoscessi da sempre.

I famigliari di Silvia, la protagonista del tuo libro, ignorano il nome del suo blog. Per lei, quindi, quello è davvero uno spazio libero in cui dire e scrivere quello che le pare. È così anche per te?

No. Mio marito e le mie famiglie sanno che sono l'autrice di Extramma e capita che mi leggano. Questo, a volte, crea dei problemi, in particolare la più grande, ormai quasi adolescente, che è molto attenta a che io non violi la sua privacy. Questo mi limita molto. E tante cose non le scrivo proprio per rispettare le loro vite. Tornassi indietro, credo, scriverei in forma anonima, utilizzando uno pseudonimo, un nick. Come fanno tante altre. Così mi sentirei meno vincolata nella scelta degli argomenti.

Il tuo consiglio, quindi, per una futura mamma blogger?

.... Non usare mai il suo nome e cognome. Non usare il nome dei suoi figli. Scrivere nel più totale anonimato!

Una mamma da URL, B.C. Dalai editore, è in vendita in libreria al prezzo di 17,50€ dal 4 maggio, a ridosso della festa della mamma. Un ottimo dono per regalare alla mamma... un divertito sorriso.

  • Commento inserito da oscar il 12 maggio 2010 alle ore 09:55

    interessante l'articolo, vi segnalo che c'è un gioco PEDAGOGICO che insegna ai bambini ad usare l'iPhone:

    http://itunes.apple.com/it/app/baby-click/id367593538?mt=8

    http://www.youtube.com/watch?v=9UWuxErL3-Q

  • Commento inserito da Samanta il 6 maggio 2010 alle ore 11:41

    Credo che andrò in libreria a comprare il libro. Sono molto curiosa di leggerlo per capire cosa una moglie e mamma possa scrivere su un blog...

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