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QUATTRO sono i colori che, sempre secondo la tradizione, vengono associati alla notte di Halloween

L’arancione, che richiama il colore delle zucche e si contrappone al nero (la morte), rappresentando simbolicamente “la mietitura”, secondo quello che era l’antico significato della festa presso le popolazioni celtiche.
Il verde, ossia il colore dei mostri e delle creature terribili che, nella notte delle streghe e dei vampiri, escono dalle tombe per spaventare gli abitanti della Terra.
Il bianco, inteso non come simbolo di purezza, ma come il colore del lenzuolo dei fantasmi che nella notte di Halloween vagano senza meta e senza pace per le strade delle città addormentate.
Il nero, probabilmente il colore più rappresentativo, simbolo della morte, ma anche delle streghe, dei pipistrelli, del gatto nero, della notte cupa. Quando vi maschererete, cercate di truccarvi quanto più possibile con matita e kajal neri, soprattutto intorno agli occhi e sulle palpebre. .

 

 
Sebbene non necessariamente legate alla storia di Halloween, alcune superstizioni vengono associate alla ricorrenza come leiw-motiv nei film, nei racconti, nei simboli. Il numero 13, per esempio, che nei Paesi anglosassoni è foriero di disgrazie. Il 17 considerato nefasto nei paesi latini. Il gatto nero, che si dice porti sfrotuna se attraversa la strada da sinistra....
Ma come nascono queste superstizioni?


TREDICI, è per eccellenza il numero che nei Paesi anglosassoni e in America soprattutto, è sinonimo di disgrazia e sventura. Ecco perché 13 dovranno essere le porte alle quali i bambini busseranno per chiedere “dolcetto o scherzetto?”, spaventando a morte coloro che non apriranno la porta o si rifiuteranno di riempire il cestino. Quella del “Dolcetto o scherzetto” deriva dalla tradizione americana del Trick or treat, espressione tipica che i bambini travestiti pronunciano nel rituale giro per le case alla ricerca di dolci e piccoli doni. L’origine di questo rito è antica e deriva da un’antica usanza risalente al Nono secolo quando gli adulti vagavano di casa in casa il 1 Novembre chiedendo un po’ di “pane d’anima”.

DICIASETTE, un numero notoriamente sfortunato secondo la tradizione europea. Ma qual è l’origine di questa triste fama? Pare che tutto risalga ai tempi dei Romani quando l’alfabeto numerico era completamente diverso da quello che utilizziamo oggi… 17 veniva, infatti, scritto così: XVII che anagrammato diventa VI-XI, ossia VIXI che tradotto significa “Vissi, ho vissuto”, quindi “sono morto”.
Un po’ poco, giusto, per pensare che davvero il 17 sia un numero malaugurato, non vi pare? Visto, però, che l’argomento in questione qui è Halloween, occorre sfruttare questa superstizione per creare un’atmosfera… di magia e mistero: invitate 17 bambini alla festa alle ore 17 e organizzate 17 giochi. Preparate 17 tipi diversi di dolce e date a ciascun bambino 17 caramelline. Insomma, fate del 17 il protagonista numerico della vostra giornata!