| TRADIZIONI
PASQUALI
LA
PASQUA EBRAICA
La
Pasqua è molto sentita dagli Ebrei, che in questo modo
celebrano la liberazione dalla schiavitù dell'Egitto
dei Faraoni e l'inizio del cammino che attraverso un viaggio
di quarant'anni nel deserto li portò in Israele. Quella
ebraica è una grande festa familiare, forse più
della cristiana (ricordate il detto: "Natale con i tuoi,
Pasqua con chi vuoi"?), che coinvolge tutti i membri
della famiglia, dal più piccolo al più anziano,
durante la quale gli adulti, attraverso la lettura dell'Haggadà
(libro di leggenda), giochi e canti, raccontano ai bambini
le peripezie degli antichi Padri nella terra dei Faraoni.
Tutta la lettura del libro è fatta con domande, che
i bambini pongono attraverso simpatiche canzoncine, e risposte,
sempre cantate, degli adulti.
La storia ebraica racconta che Dio, come vuole la tradizione,
scelse Mosè per guidare il popolo ebraico fuori dall'Egitto.
Il Faraone, però, non voleva rinunciare ai suoi schiavi
e tentò in tutti i modi di ostacolare la loro fuga
fino a quando Dio non decise di intervenire in loro aiuto
e l'Egitto fu colpito dalle famose dieci piaghe; alla fine
il Faraone fu costretto a lasciar partire gli ebrei, che Mosè
guidò nel leggendario passaggio del Mar Rosso, le cui
acque si aprirono per farli passare. La tradizione vuole,
però, che la fuga fosse avvenuta in modo molto frettoloso
e che gli ebrei non avessero avuto il tempo di far lievitare
il pane. In ricordo di questo fatto, durante tutto il periodo
pasquale, viene abolito dalla cucina il lievito,e, al posto
del pane, si mangia per otto giorni il pane azzimo in cui
il lievito è del tutto assente.
Uno dei giochi preferiti dai bambini durante la cena di Pasqua
(che in ebraico si chiama Seder) è la ricerca di un
pezzetto di questo pane che gli adulti hanno sapientemente
nascosto. Oltre che attraverso la lettura e i canti, nel corso
della cena pasquale, si ripercorre l'avventura degli ebrei
in Egitto anche attraverso una serie di simboli, ad esempio
mangiando un'ottima marmellata di frutta secca e vino dolce,
il cui colore richiama quello dei mattoni che gli schiavi
Ebrei usavano per costruire le piramidi egiziane.
IL
RITO GRECO-ORTODOSSO
In
Grecia la Pasqua è sentita più del Natale. In
tutto il Paese e in tutte le isolette la sera prima della
mezzanotte si tengono processioni verso santuari e chiese,
recitando salmi. La Quaresima finisce con il suono delle campane
e la celebrazione dei riti di Resurrezione, nella notte di
Pasqua. Nelle chiese, al buio, vengono accese candele che
devono essere riportate a casa accese. I riti della Pasqua
continuano a tavola, con il pane pasquale, dolcetti, uova
colorate di rosso e la tipica "Maghiritsa", una
zuppa fatta con le interiore dell'agnello. Ovunque si organizzano
balli, processioni e manifestazioni folkloristiche. Alcune
molto belle e particolari sono quelle di Corfù, Mégara
(presso Atene), Aràchova e Livadia (presso Delfi).
Le tradizioni più antiche sono conservate nell'Epiro
e a Creta.
Una tradizione ateniese vuole che si preparino delle uova
sode rosse, una per ciascun commensale. Prima del pranzo,
inizia la 'battaglia delle uova' ovvero ogni ospite gioca
tenendo l'uovo stretto nella mano e colpendo la punta dell'uovo,
quello del vicino: vince l'ospite che dopo aver combattutto
con tutti avrà ancora l'uovo intero.
In
Russia Sagorsk diviene la capitale della Pasqua: è
la cittadina dove risiede il pope di Mosca e di tutta la Russia
(massima autorità della religione ortodossa). La celebrazione
del rito Pasquale comincia alla mezzanotte del sabato con
una processione attorno alla cattedrale. La mattina del giorno
di Pasqua le famiglie Russe si recano sulla tomba di un parente,
dove viene consumato un picnic. La sera di Pasqua si tiene
una cena con diversi tipi di carne, pesce e funghi, dove non
manca il "Pasxa", un piatto sostanzioso a base di
tvorag (ricotta): altre ricette tipiche della Pasqua ortodossa
sono il Kulich e il Kisel di frutta varia (trovi qui le ricette
di questi piatti).
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