Il nome scientifico della malattia è Patologia Adenotonsillare e indica l’infiammazionne del tessuto adenoideo e di quello tonsillare situati a livello delle vie aeree superiori. Questo tessuto, chiamato tesuto adenotonsillare, serve per creare una zona di difesa in cui le sostanze esterne al nostro organismo vengano riconosciute e rese innocue attraverso la creazione di anticorpi ed è, quindi, fondamentale, per l’immunogenesi durante i primi anni di vita: il fatto, poi, che l’infiammazione di questi tessuti riguardi soprattutto i bambini piccoli è forse una conseguenza del fatto che questi ultimi sono più portati a introdurre nel corpo qualunque sostanza a esso estranea (è risaputo, infatti, che i bambini, forse proprio come mezzo di conoscenza, mettono in bocca qualunque cosa capiti loro sotto mano). Quella che comunemente viene chiamata “tonsillite”, quindi, non è altro che una un’alterazione dell’equilibrio tra agente di aggressione e sistema di difesa all’attacco e può causare delle complicazioni patologiche di vario livello.
Si distinguono due tipi di patalogie: la prima, detta ipertrofia del tessuto adenoideo e tonsillare provoca disturbi respiratori, soprattutto nasali: i piccoli affetti da questo disturbo fanno fatica a respirare con il naso e, durante la notte, hanno un respiro russante che può provocare disturbi nella regolarità del sonno con conseguente stato di stanchezza durante il giorno; la seconda, invece, è una tonsillite recidivante ed è accompagnata da continui episodi febbrili, difficoltà nella deglutizione e dolore alla gola per la presenza di placche sulla superficie tonsillare.
La terapia che si consiglia generalemente in questi casi è quella antibiotica, con dosi e giorni di durata della medesima prescritti dal pediatra, o dal medico curante, a seconda dei casi; nel caso poi quest’ultima non dia risultati, si ricorre generalmente all’intervento chirurgico, anche di fronte a bimbi molto piccoli.
Si tratta di un’operazione, se così si può dire, di routine, che difficilmente porta delle complicazioni, e viene eseguito in anestesia totale con successiva degenza per qualche giorno in ospedale.
Condividi