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Meningite: conoscere e curare

In Italia i casi di meningite sono circa 900 ogni anno. Di questi, il 14% è mortale.
La meningite è un’infiammazione, di origine batterica (la più pericolosa) o virale, delle membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale. Si tratta di una malattia grave ma, se presa in tempo, curabile. I soggetti più a rischio, come sempre, i neonati e i bambini molto piccoli, proprio per la difficoltà di effettuare una diagnosi tempestiva.

SINTOMI E MANIFESTAZIONI
All’inizio la meningite si presente con sintomi aspecifici simili a quelli di una comune influenza:

  • sonnolenza
  • cefalea
  • inappetenza

    Dopo due o tre giorni, però, il quadro clinico si complica e a questi sintomi se ne aggiungono altri più specifici:
  • nausea e vomito
  • febbre alta
  • pallore
  • intolleranza alla luce
  • rigidità della nuca
  • rigidità nell’estensione della gamba

    Nei neonati i sintomi sono più difficilmente riscontrabili. Ma possono essere accompagnati da:
  • pianto continuo
  • irritabilità
  • inappetenza
  • pallore
  • macchie rosse cutanee che non scompaiono con la pressione del tatto

    TERAPIA

  • Meningite batterica: per un intervento efficace la malattia deve essere presa in tempo e trattata immediatamente con una terapia antibiotica somministrata in ospedale per via endovenosa.
  • Meningite virale: la meningite virale è meno grave di quella batterica e tende a risolversi nel giro di una settimana senza alcun ricorso alla terapia antibiotica.

    COME SI TRASMETTE
    La malattia si trasmette da persona a persona per via respiratoria attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni nasali che possono essere disperse con la tosse, con gli starnuti o mentre si parla.
    A differenza di altri batteri, però, il meningococco è molto sensibile alle variazioni di temperatura e all’essiccamento e vive pochi minuti in ambiente esterno e al di fuori dell'organismo. La diffusione, quindi, non è così facile come in caso di altre malattie infettive e la chiusura dei locali comunitari in cui si sia manifestata la malattia non è necessaria.


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      2009-01-22
    Manuela Magri

     



     


        
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