10th apr 2009, di Silvia, in MATERNAMENTE
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Scritto da Silvia sacchetti – Mamma Imperfetta

I miei genitori si trovano proprio lì.
Stamattina un sms alle 8 di mio marito mi dice: “i tuoi sono vivi. Tutto bene”.
Beh, io non sapevo ancora nulla, per una mattina ho saltato il TGR delle 7.30 ed ecco qui.

Appurato che stanno bene davvero, è sgorgato il rivolo di telefonate: io in Abruzzo ho l’80% dei parenti e qualche amico carissimo.
Diciamo che è la regione delle mie origini, quella che ha dato i natali a mamma e papà, che sono qui da 40 anni, dai tempi dell’Università.
È la terra della mia infanzia, dove ho passato per 15 anni estati interminabili al mare, quelle estati di una volta, tanto diverse dalle estati dei preadolescenti di oggi.
In Abruzzo viveva la mia nonna, una parte di me se n’è andata con lei nel 1998.

Il terremoto smuove paure ataviche, ingestibili e incontrollabili. Tutti hanno paura quando la terra trema. Nessuno escluso. È la paura dei topi in trappola, quella che ti prende le viscere.

Da quando sono madre è triplicata. Non devo più pensare solo a me stessa. Le ultime scosse qui si sono sentite qualche mese fa. Ho passato la notte accanto ai miei figli, con piani di fuga e di salvataggio ben saldi nell’immaginazione.
Eh si, essere madri è anche questo. Triplicare le paure.
“A S. Gregorio una bimba di 2 anni è stata estratta viva, mentre la madre è morta facendole da scudo con il suo corpo”: quella bambina è la bambina di tutte le mamme del mondo.

Oggi, mi sento particolarmente vicina a questa gente e a questa regione che D’Annunzio definiva “forte e gentile”.
Non ho mai particolarmente amato questa citazione, la trovo poco moderna. Ora l’Abruzzo non è più terra di pastori forti e gentili, è terra di laureati, è terra vivace e movimentata.

Ma oggi…si, oggi voglio ancora chiamarlo così: Abruzzo “forte e gentile”.
È una speranza. E un augurio.

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