Articoli di luglio, 2009
Scritto da Mondopapy – Pensieri di un papà
Fra tutte le cose che esistono, quella che certamente mi piace fare meno è andare al mare….non mi piace il sole che picchia e mi fa certamente insorgere un eritema.
E non dimentichiamo la nutrita folla che riempie le spiagge e che con fatica mal sopporto. (continua…)
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Scritto da Patrizia Violi – Extramamma
Siamo tornati.
La mia lavatrice è diventata bulimica, il cesto della roba sporca erutta come un vulcano giapponese. Le borse sono state svuotate quasi del tutto.
Alcune cose utili sparite tra i bagagli e riappariranno chissà quando.
Cerco di non preoccuparmi e pensare positivo.
Ad esempio, un aspetto che si è molto evoluto negli anni, nei lunghi viaggi in auto con le bambine, è stato l’entertainment, vale a dire come contrastare allegramente “il quanto manca” continuo e implacabile. (continua…)
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Scritto da Rossana Manassero – In punta di piedi
Avevo pensato, quest’anno non mi fregano più. Non parto a fine estate quando le zanzare ormai se ne stanno andando e bisogna indossare il maglioncino. Organizzo una settimanella di ferie a fine giugno, quando l’estate esplode, e il caldo si appiccica alla schiena, tanto vado al mare. (continua…)
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Scritto da Antonio Desideri – Desian
La mattina la barca ti accompagna in un angolo di paradiso. Calette come ne hai viste poche.
Dove sguazzi dentro un’acqua che sembra non esserci tanto è trasparente.
Tutto ciò non basta. La mamma non è qui. La mamma è la mamma (e per fortuna!).
La donna grande crolla: la serata è finita in una disperazione sincera. Un pianto inconsolabile.
E cosa fa in babbo in questi casi? Chi è lui? Che spazio ha se neppure amore, coccole e rassicurazioni valgono a placare la disperazione?!
Eppure il babbo è lì, ti nuoterà accanto domattina in quel mare trasparente che ci culla e ci sostiene, galleggiando. Finché la mamma arriva e ci sostiene tutti, grandi e piccoli.
Perché la nostalgia non ha età. E nemmeno prezzo…
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Paolo Pedrazzini è un papà “tardivo” che ha deciso di lasciare traccia a suo figlio attraverso un blogromanzo.
Pubblico, di seguito, il primo capitolo.

Uno
Quando a tua madre si ruppero le acque
Quando a tua madre si ruppero le acque, come volgarmente si usa dire, si ruppero per davvero. Anzi, a voler essere precisi, esplosero.
Se ne stava sdraiata sul divano quando improvvisamente si udì distintamente un pop (o forse uno skiop, non ne sono sicuro) che non proveniva dalla tivù accesa sul circo come qualche ora prima, anche se avrebbe potuto essere il rumore di un palloncino pieno d’acqua scoppiato in faccia a un clown. Tua madre fece un salto, mentre il cuscino del divano s’inzuppava come un biscotto nel tè. Esclamò « occazzo! » e poi corse in bagno. (continua…)
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Scritto da Vorrei ma non posso

Le recenti vicissitudini di prominenti uomini politici hanno fatto aumentare la sensazione di spazzatura non smaltita intorno a me…e mi é venuto in mente questo giocattolo educativo: un recycling truck in plastica ecologica, di produzione non italiana naturalmente! (continua…)
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Scritto da Mammachefatica
Oggi ho parlato al telefono con Mamma Andrea che vive e lavora a Palermo, con la sua voce calda e cordiale mi ha raccontato alcuni trascorsi della sua vita. Mamma, Andrea, lo è diventata a soli 16 anni, è per questo che da sempre lei dice di chiamarsi Mamma Andrea e non solo Andrea perché le sembra di essere mamma da sempre. (continua…)
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