Paolo Pedrazzini è un papà “tardivo” che ha deciso di lasciare traccia a suo figlio attraverso un blogromanzo.
Pubblico, di seguito, il primo capitolo.

Uno
Quando a tua madre si ruppero le acque
Quando a tua madre si ruppero le acque, come volgarmente si usa dire, si ruppero per davvero. Anzi, a voler essere precisi, esplosero.
Se ne stava sdraiata sul divano quando improvvisamente si udì distintamente un pop (o forse uno skiop, non ne sono sicuro) che non proveniva dalla tivù accesa sul circo come qualche ora prima, anche se avrebbe potuto essere il rumore di un palloncino pieno d’acqua scoppiato in faccia a un clown. Tua madre fece un salto, mentre il cuscino del divano s’inzuppava come un biscotto nel tè. Esclamò « occazzo! » e poi corse in bagno. Anch’io dissi qualcosa di simile e poi corsi a mettermi le scarpe. Il momento di andare in ospedale era arrivato. Che fossimo vicini all’inizio del gran finale lo si era capito da un po’. Prima di cena t’eri messa a dar di calci e pugni con particolare violenza, piazzando micidiali serie di colpi contro qualunque parete del tuo alloggio ti capitasse a tiro. Poi giù altre botte mentre cenavamo, tanto da costringere il tuo provato contenitore a gettare come la spugna il tovagliolo e ad andare a cercare un po’ di requie in posizione orizzontale. Ma invece della requie trovava le prime contrazioni, da manuale per frequenza, intensità e compagnia bella. Te lo posso dire con assoluta certezza perché l’addetto al cronometraggio ero io, per la prima volta in vita mia completamente calato nel personaggetto melenso del marito zelante formato per l’evento.
Nella scatola delle sacre reliquie si conserva il foglietto su cui annotavo diligentemente le scosse telluriche di cui tu eri l’epicentro. Eccolo qua. Incolonnati in modo via via sempre più sbilenco, a partire dalle 21.30, i minuti e secondi d’intervallo tra un’espressione normale e una decisamente meno sulla faccia di tua madre, con tanto di durata delle fitte tra parentesi: 3.10 (36″), 4.16 (51″), 1.58 (41″), 2.11 (36″) e via così fino all’esplosione di cui stavo dicendo, preceduta e agevolata da un bagno caldo rilassante come da manuale.

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