Articoli di agosto, 2009
Scritto da My – Leggimy
Il primo giorno son scesa in sala operatoria e già piangevo di paura.
Guardavo implorante il (numeroso) personale in sala, nessuno particolarmente empatico, e cercavo mani da stringere. Chiede di entrare un’infermiera, dice che è mia amica e vuole assistere. Io son già anestetizzata. Non la vedevo dalle scuole medie. Da 20 anni. (continua…)
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Scritto da BStevens – Vita da strega
A volte, durante la gravidanza, si formano interrogativi pesanti come macigni. La prima volta a B andò liscissima, e pure la seconda:
ma questa, tributo alle leggi della statistica, affronta delle grane.
Al primo mese il malefico “citomegalo-virus” s’attaccò all’ignara puerpera, senza preavviso e senza sintomi. Ancora oggi, 140 giorni dopo, i medici non hanno potuto capire se il fetente ha fatto danni in panza oppure no.
L’esame clou sarà settimana prossima e gli Stevens attendono il responso finale.
Ogni tanto cercano di rimuovere e di pensare solo al sesso del forse-nascituro.
‘ehi, vecchia roccia, speri che sia femmina, eh?’
‘.. o almeno un rasta in culla, da pettinargli le trecce..’
Altre volte si guardano fissi nelle palle degli occhi, spaventati dalla decisione che prenderebbero qualora l’esame dovesse dare un esito non rassicurante.
‘se il rischio di contagio fosse troppo alto, che dici ..?’
‘dico che non vorrei correrlo. però senti come si muove ..’
Altre volte ancora pensano a Pik e a come spiegargli, nel caso, che dalla panza della mamma non verrà fuori lo scricciolo calvo che lui aspetta.
‘Pik, qui dentro c’è un fratellino, una sorellina, oppure..’
‘…’
‘…oppure un regalone per te, grande come tutta la panza’
‘io preferisco la sorellina mamma’
‘già, già…’
Nella vita bisogna essere un po’ fatalisti, concentrarsi su quello che si ha e non a quello che si potrebbe avere.
Però, in casi come questo, è proprio difficile.
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Scritto da Caia Cocconi – A lezione di mammità
Mio piccolo momo,
il tuo primo mese di vita è volato via, così rapido che sembra irreale.
Faccio fatica a ripercorrerlo, così denso eppure impalpabile.
Ma faccio fatica soprattutto perché ogni giorno di questo mese, con tutte le scoperte che abbiamo fatto insieme, tutti progressi e le prime volte, ogni giorno di questo mese è una spina negli occhi che bruciando mi dice che stai crescendo, che sei sempre più altro da me. (continua…)
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Scritto da Mamma in 3D
Papà in 3D, dopo una decina di giorni insieme a noi al mare, è tornato a Milano a lavorare.
Alla mattina, quando apro una nuova giornata trangugiando il mio caffè tra latte al cioccolato, cereali e biberon, mi sento sola.
Quando mi trovo con le tazze della colazione da lavare, i letti da rifare, i bambini da vestire e la crema solare da spalmare, mi sento sola. (continua…)
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