Articoli di ottobre, 2009
Scritto da Marilde Trinchero – La Solitudine delle madri
In rete, si trovano parecchi post nei quali sono ampiamente narrati tutti i luoghi comuni e le frasi che in quanto genitori di gemelli bisogna “sopportare”. Li confermo tutti. C’è nella gemellarità qualcosa che attiva indiscutibilmente alcune domande.
Ma prima di ascoltarle c’è il passaggio in cui si scopre di essere incinta non di uno, ma di due bambini. (continua…)
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Scritto da Valewanda
Venerdì sera.
Come capita spesso, Mattia è dalla nonna a dormire, felice di essere coccolato per una sera “unico” nipote.
Valewanda solitamente mette a letto i gemelli e, in assenza del marito, che ha la sua serata con gli amici, naviga beatamente fino a tarda notte sgranocchiando patatine senza freni.
Alle nove squilla il telefono.
“Valentina, ci sei?”
“Mamma, che succede?” (continua…)
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Scritto da Terzofiglio
Che titolone, vero? Eppure di meglio non potevo trovare. Questo w.e., complice un viaggetto in macchina con la family e una nuova amica, ho avuto modo di riflettere su questo grande argomento.
Si può imparare ad amare? Ma soprattutto, visto che siamo genitori, si può “insegnare” ai propri figli cos’è l’amore e come lo si coltiva? (continua…)
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Scritto da Claudia – La casa nella prateria
Nel bel mezzo della primavera, con Chiara che sonnecchiava al sole, vi parlavo di un progetto iniziato da troppo tempo.
Sebbene tecnicamente non sia ancora finito, il nostro libro dell’alfabeto tattile è ufficialmente entrato in uso.
Probabilmente influenzata da Leonardo, Gloria inizia a manifestare un vivo interesse per le lettere dell’alfabeto. (continua…)
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Scritto da BStevens – Vita da Strega
In questa fase Pik è super mammone; B, del resto, da sempre è super Pikkaiola, in una corrispondenza d’amorosi sensi che lascia ‘fuori’ Darrin, Pop, e persino il terzo che risiede ancora in panza.
Inutile negarlo: Pik, da quando è nato, è il cocco di mammà – così come Pop è il cocco di papà, per una imperscrutabile alchimia di fattori. E’ una cosa viscerale e non razionalizzabile.
L’affetto che lega alla progenie è infinito, sarebbe sciocco misurarlo.
E tuttavia, forse, una cosa si può dire: che ai figli si vuol bene uguale, ma diverso. Come ai propri genitori.
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