Dal blod di Anna – Piattini cinesi
Sapevo che sarebbe successo, prima o poi, ma non pensavo così presto.
In quinta elementare.
Ingenuamente, credevo che bisognasse aspettare almeno i 14, o al massimo i 13 anni, prima di cadere nella sfera d’influenza del mitico, inarrivabile, insindacabile e incoercibile (anche se non so cosa voglia dire) amicofaronellanotte. Per intenderci: quello che ha tutto quello che tu vorresti avere, sa tutto quello che tu vorresti sapere, e ovviamente può fare tutto quello che anche tu vorresti il permesso di fare, se non avessi due genitori rompicoglioni che te lo impediscono.
Le prime avvisaglie si sono avute prima di Natale, ma era poca roba e non ci ho fatto caso.
Errore.
Mai sottovalutare il potenziale di impatto di un amicofaronellanotte.
Il nostro amicofaronellanotte, per esempio, è un maestro di stile.
“puoi comprarmi gli anfibi, mamma?” mi ha chiesto Federico
“Anfibi?” ho chiesto incredula, ricordando con qualche nostalgia il mio periodo punk “com’è che ti viene in mente di comprare degli anfibi?”
“beh io…”
“non dirmi che….”
“amicofaronellanotte ce li ha!”
L’ha detto.
Amicofaronellanotte è anche un grande conoscitore delle meraviglie del web. Ci ha fatto appassionare a dei cartoni demenziali che girano su youtube. Si chiamano ASDF, che non vuol dire niente, e anche i cartoni non vogliono dire niente. Però fanno ridere mio figlio. Lo fanno ridere talmente di gusto che certe volte mi domando come abbia fatto a divertirsi fino a un mese fa.
Non pago, amicofaronellanotte ci ha anche aperto la strada verso i giochi online. Nel giro di una settimana tutta la classe declamava esaltata l’inno di Woroworcraft.
“Ma che è?” ho chiesto incuriosita cercando di decifrare quella sincope sillabica “un gioco sull’artigianato?”
“Ma mamma!” ha risposto inorridito il pargolo “World of warcraft, non world of artcraft. E’ un gioco di guerra!”
Rassicurata almeno sulla sua conoscenza dell’inglese, ho deciso di verificare. Quindi ho scaricato la demo, e appurato che la cosa più eccitante di questo World of warcraft è cambiare vestito ai personaggi.
“la mia conclusione è che per ora possiamo anche farne a meno”.
“ma io ci voglio giocare”
“ma tu hai dieci anni e da solo online non giochi a niente, e men che meno a un gioco a pagamento”
“ma amicofaronellanotte ci gioca”
“non me ne frega niente, TU non ci giochi”
Siamo andati avanti così per varie settimane, tra alti e bassi.
Finché un pomeriggio non mi sono trovata a tu per tu con la mamma di amicofaronellanotte.
“Ma figurati!” mi ha detto quando le ho chiesto se davvero suo figlio giocasse da solo online “il cavetto del computer lo tengo sempre in borsa io!”
“Ah ecco, meno male” ho pensato.
Stavo quasi per andarmene tranquilla quando lei inopportunamente ha spezzato l’incantesimo.
“Comunque mio figlio va agli scout tutte le domeniche, volendo potrebbe andarci il tuo”
“Il mio?”
Ho guardato Federico, che se ne stava appeso penzoloni alle labbra del suo amicofaronellanotte. Me lo sono visto, in calzoncini di fustagno, ballare intorno al fuoco cantando wantacciù, wantacciù, marascalitta wantacciù e d’un tratto, senza sapere come, mi sono convinta che tutto sommato l’idea di rifare il guardaroba all’intera popolazione gnoma di world of warcraft poteva non essere tanto male, in fondo.

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