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15th mar 2010, di Alessia, in Intimi racconti, MATERNAMENTE
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É stato spannolinato contro la sua volontà, con scarsissimi risultati, nonostante il largo uso di caramelline di zucchero.
Abbiamo dato ordine permanente alla banca di girocontare l’equivalente di due pacchi di pannolini/settimana su un fondo a favore del nostro dentista.
Frequenta l’asilo con profitto e mostra una particolare predilezione per le macchine rosse e i bulli.
Le maestre, per sentirne la voce, lo pedinano nei giochi con i coetanei, perchè a loro risponde solo con impercettibili cenni del capo.

Nel tragitto asilo-casa afferma di vedere dal finestrino leoni e pinguini.

Vuole sapere perchè il dito medio non è uguale all’indice.

Si mangia le unghie facendosi male, si tira le pellicine facendole sanguinare e si morde il labbro fino a infiammarlo.
Tutti dicono che è un bambino sereno.

In farmacia (per curare i danni di cui sopra) il dottore è preciso, attento e molto empatico:
My: “Siamo stati fortunati a trovare questo dottore gentile”
Lui: “Sembrava un papà”

Il suo papà: accudente, 0nnipotente, onnisciente e ultrapresente.
E’ ormai storia la volta in cui spezzai una pagnotta di pane,
lui disse “nooooooo” e poi “va bhè, papà (ag)giusta!”

Ama la fiaba di Biancaneve nel passaggio “aveva labbra rosse come sangue”.

Ride di cuore quando vede qualcuno piangere.

Dice
“patta al petto (pasta al pesto)”
“tittà o nontittà? (ci sta o non ci sta)”
“sono casso (sono scalzo)”

e molte altre cose, solo perchè io rida.
In realtà le sa dire correttamente.

Ha una sorella.
Inizialmente denominata con il calzante neologismo “mammarene”, è passata solo in tempi molto recenti a “rene”.
A lei, fino a un paio di settimane fa, non aveva ancora rivolto uno sguardo o un sorriso di tenerezza, solo diversi finti sorrisi a denti digrignati e quotidiani crash test (tenuta della cassa toracica, max apertura inguinale, etc).
Ma qualcosa si muove.

Asserisce che la suddetta sorella non possa aver fame in quanto sprovvista di denti.

Intrattiene difficoltose relazioni con soggetti della sua stessa specie.
I suoi migliori amici hanno minimo 34 anni.
Per loro, e solo per loro, ha inventato il “campionato internazionale di “palla morbida”" e li accoglie in casa con entusiasmo incontenibile:
“Giochi? giochi? io sono Diego e tu Bacca”.

Chiunque avesse notizie di questo Bacca non esiti a segnalarmele.

Soffre le aspettative.
Ha un sensore tarato malissimo sulle aspettative.
Le capta (a volte anche dove non ci sono) e istantaneamente fa il contrario di ciò che ci si aspetta.

Dannata genetica.

Alla domanda: “Topo (porcaccia la miseria) perchè non saluti nessuno nemmeno implorandoti?”
risponde con un sorriso agghiacciante “Perchè sono timido“.

Ha acquisito l’intercalare “OK?” e ne fa eccessivo uso.

L’altro giorno a colazione ha dichiarato “Sono (s)tanco, adesso vado a dormire all’asilo”, poi si è alzato e ha raggiunto il bagno canticchiando un testo senza senso sull’aria di “bevilo bevilo bevilo”.

Topo, oggi festeggiamo tre anni da quando sei uscito dalla pancia della mamma, hai capito bene?
“Sì! poi io vado su su su su e cado e mi (r)ompo tutta la (s)chiena”

OK?

Auguri Topastro, sei uno spasso.
Ti voglio benissimo, ti stritolo e ti mangio di baci.
Con il cuore
mamma

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