19th mar 2010, di Alessia, in PATERNAMENTE
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Via mail. Da Emanuela

Mi chiamo Emanuela e da 4 anni vivo felicemente con colui che quasi
due anni fa ha deciso di sposarmi e con il quale ho dato alla luce due
splendidi bimbi, Edoardo di 22mesi e Umberto di 5.
Mio marito è un militare, crede in ciò che fa e lo esegue con estrema disciplina, ma allo stesso tempo è un uomo che ha desiderato fortemente diventare papà, e per questo motivo aiutato dalle leggi cerca di essere il più vicino possibile ai suoi bimbi, e vi assicuro che è un buon papà e un ottimo marito.


Pur di starci vicino e di darmi una mano, dal momento che non abbiamo aiuti da nessuno, fa i salti mortali. Ma tutto questo è motivo di scontro sul
lavoro, sta diventando motivo di discussione quasi tutti i giorni, non
favorendo assolutamente il suo morale, tutto questo perché ,pare, che un
militare non può piegarsi a tale ruolo.
Ora mi chiedo e vi chiedo: trovate correto che quando finalmente troviamo un uomo che si sta impegnando in tutto e per tutto a fare il PAPA’ deve trovare simili forzature sul lavoro solo perché esiste ancora un’idea retrograda della famiglia?
Non sta facendo nulla di male, e non sta facendo mancare soprattutto la sua figura sul lavoro, quindi perché non può godersi tranquillamente la sua famiglia…
Vi ringrazio per avermi ascoltato. Un saluto a tutte le mamme e i loro bimbi e TANTI AUGURI A TUTTI I PAPA’ in particolare al nostro.

 AUGURI PAPA’ DANIELE
TI VOGLIAMO BENE
Emanuela Edoardo Umberto

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  1. Alessia
    19/03/2010

    Ho deciso di pubblicare questa mail perché, nel giorno della festa del papà, mi è sembrato giusto raccontare il ruolo di padre oggi, aldilà dei cliché e dei luoghi comuni.
    Se è vero, infatti, che la più penalizzata dal punto di vista del lavoro è sicuramente la madre, quante sono realmente le pressioni che i padri subiscono qualora decidano di dedicarsi ANCHE alla famiglia?
    E, soprattutto, in una società in cui la parola “famiglia” è sulla bocca di tutti, negli ambienti lavorativi, quanto sono tenute in considerazione le esigenze reali delle famiglie?
    La condizione di Daniele, infatti, è un po’ particolare, essendo lui un militare.
    Ma quanti uomini sono costretti a viaggiare, spostarsi, andare di qua e di là, sottraendo tempo e risorse alla cura dei figli e della moglie/compagna?
    Se da sempre le donne si sono trovate davanti alla necessità di scegliere tra lavoro e carriera, ultimamente, da quando perlomeno il ruolo dei padri è cambiato, anche per gli uomini certe scelte sono diventate obbligatorie.
    Personalmente (dove per personalmente intendo che da anni vivo la condizione di vedova bianca, single per 5 giorni su 7) ritengo che il lavoro sia importante. Ma che quando il lavoro invade la sfera privata impedendo alle persone di vivere la loro vita, allora c’è un problema. Un grande problema.

    TANTI AUGURI A TUTTI I PAPA’

    Alessia