PREMESSA
Generalmente, non utilizzo questo spazio, il vostro spazio, per esprimere le mie idee personali, le mie riflessioni politiche, le mie considerazioni.
Generalmente, in questo spazio, non faccio politica. Perché non mi sembra corretto, perché lo trovo fuorviante, perché Bambinopoli non nasce con questo intento.
Ma quando l’arroganza, la presunzione, la volgarità raggiungono il limite, beh, ecco, diciamo che allora tutto è lecito, e se questo è il mio megafono, per una volta, questa volta, ho intenzione di usarlo.
Pubblico qui la mia lettera aperta a Maria(Super)Star Gelmini. Io che non sono madre e che trovo aberrante che possa essere rivolta alle madri in questi termini durante un’intervista rilasciata il 1 maggio, festa dei lavoratori, al Corriere della Sera:
<<Il congedo di maternità è “un privilegio”…. Una donna normale deve certo dotarsi di una buona dose di ottimismo, per lei è più difficile, lo so; so che è complicato conciliare il lavoro con la maternità, ma penso che siano poche quelle che possono davvero permettersi di stare a casa per mesi. Bisogna accettare di fare sacrifici>>
Cara Mary(Super)Star Gelmini,
come si permette lei, dall’alto del suo lauto stipendio pagato con i nostri soldi, dalla vetta del suo mondo dorato fatto di macchine blu, cene pagate, viaggi gratis, asili aziendali, tate e donne delle pulizie…, come si permette LEI di dare alle donne italiane, alle madri italiane, delle privilegiate?
Lei che non dovrà preoccuparsi di trovare qualcuno che si occupi della piccola Emma mentre lei è impegnata “a fare la donna in carriera”, lei che ha già il conto corrente aperto per consentire alla sua bambina di frequentare le migliori scuole, le migliori università, i migliori centri sportivi.
Lei che probabilmente non torna a casa la sera e davanti alla fiction Tv stira centinaia di panni, lava per terra, organizza i pasti per la settimana per pargoli e marito.
Lei, che vive in una grande casa dove la piccola Emma ha la sua stanza e il suo nido. Che non deve preoccuparsi di tirare fuori i soldi per l’affitto dallo scarso stipendio suo e di suo marito.
Lei che da vera privilegiata ha potuto scegliere di avere un figlio senza vivere questa condizione come un lusso, LEI COME SI PERMETTE DI FARE LA MORALE ALLE MADRI ITALIANE?
Le madri italiane si svegliano alle sei, quando va bene, fanno i salti mortali per organizzare i loro impegni con quelli della famiglia. In una società maschilista qual è quella italiana, combattono in famiglia perché tutto funzioni, combattono sul lavoro perché non vengano calpestati i loro diritti, combattono nel pubblico perché sanno che quando i politici parlano di famiglia, non hanno la benché minima idea di cosa sia la famiglia. Perché per capire gli altri, bisogna mettersi nei panni degli altri.
É vero. Molte donne non potrebbero permettersi di rimanere a casa dal lavoro. E per fortuna che i cinque mesi di congedo di maternità sono pagati al 100%. Purtroppo, però, molte di loro sono costrette nei mesi successivi a prolungare il congedo, perché a conti fatti costa meno rinunciare al proprio stipendio che iscrivere un figlio al nido, che se poi è malato (come spesso accade) come “la pago la baby sitter che me lo tiene mentre sono al lavoro?”
Questo Paese è all’avanguardia per quello che riguarda i permessi di maternità (si tratta, infatti, di vecchie leggi… Tranquilla, non se ne senta coinvolta. Nel merito il suo governo non c’entra).
É il fanalino di coda, però, per tutto ciò che riguarda il post maternità. Una volta che la madre torna al lavoro, lo Stato l’abbandona. Non ci sono strutture (quelle pubbliche sono poche e quelle private costano un occhio della testa), non ci sono servizi… O paghi o sei rovinato.
Molte si affidano ai nonni (e ringraziamo i nonni che intervengono quando i figli allargano la famiglia. Che ci sono quando i figli perdono la casa. O quando perdono il lavoro…). Insomma, molte si affidano ai nonni. Ma non tutti hanno i nonni a cui affidarsi. E della vita di costoro, di queste donne coraggiose, cara la mia Maria(Super)Star Gelmini, lei non sa assolutamente nulla.
L’arroganza, la presunzione, la volgarità delle sue affermazioni sono ancora più terribili. Perché arrivano da parte di chi davvero ha alle spalle una situazione di privilegi. Privilegi che noi paghiamo.
E che lei non si merita.
Le madri italiane, che lei chiama in causa con tanta superficialità, dovrebbero smettere di darle fiducia. E quando capiranno che non è con politici come lei che questo paese potrà crescere, solo allora, forse, potranno vivere serenamente il loro essere madri.
Cara Maria(Super)Star Gelmini, è ora di finirla di pontificare di situazioni che non si conoscono.
Le consiglio, quindi, per il primo anno della sua bambina, di vivere come vivono le madri italiane. Rinunci ai suoi privilegi (cominci lei a dare il buon esempio). Rinunci al suo stipendio. Rinunci alle tate e al nido aziendale. Rinunci a tutto ciò che ha, si trasferisca in una piccola casa di periferia, combatta per iscrivere sua figlia al nido, si svegli alle sei del mattino e cominci a lottare, e allora, solo allora potrà dire la sua sulle madri italiane.
Poi non credo che riuscirà ancora a dire che il congedo di maternità è un privilegio.
A presto, cara la mia privilegiata
Alessia Altavilla

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Oggi alla Radio ho sentito questo detto indiano: “Prima di giudicare gli altri fai 10 miglia con le sue scarpe”. Bene Signora Gelmini sono mamma di 2 bimbi (2 e 4 anni)e le dico chiaramente che se non ci fossero i miei genitori non saprei dove sbattere la testa. E non per controbattere questo eloquente e giusto articolo, ma la maternità obbligatoria è pagata all’80%. Le ricordo inoltre che all’estero i nonni possono godersi la pensione viaggiando, qui le assicuro che per permettere ai miei genitori 1 settimana di ferie (meritata) IO ho dovuto fare salti mortali….. Pensateci cari politici e mettetevi nelle scarpe di quelle madri lavoratrici che dite tanto di difendere….
@ Lisaruozzi. Sì, scusa. Pagata all’80%… Rettifico.
Cara signora-volutamente in minuscolo perchè di signorile in questa persona c’è ben poco-sottoscrivo i commenti precedenti, e mi permetto di aggiungere che dovrebbe pubblicamente scusarsi per quanto detto, senza addurre sconcissime parole del tipo, “mi hanno fraintesa” perchè la gente non è stupida. Stupido è chi lo stupido fa…e non l’ho scritto io! La maternità è un momento bellissimo, ma anche difficile, come donne, come lavoratrici, se uno solo è lo stipendio in famiglia, se c’è il nido da pagare perchè manca l’appoggio dei nonni, ecc…e allora che fare? Decidere di non avere figli? Quanto vecchio è il nostro paese? Sbagliano le famiglie normali ad accettare la sfida della genitorialità o sbagliano le leggi a far mancare l’appoggio delle istituzioni? In ogni caso, il suo commento è un insulto. Per tutti, uomini, donne, e figli. Guardi sua figlia e guardi dentro se stessa, prima di “sputare sentenze”
La signora se così si può chiamare, ma non penso si deve vergognare di quello che ha detto. lei che non sà che cosa vuol dire una vita di sacrifici, che ha tutti i privilegi della casta che noi paghiamo profumatamente. si dovrebbe vergognare di dire che le mamme godone di privilegi perchè stanno a ca nel momento che mettono al mondo un figlio. guardi sua figlia negli occhi e faccia un esame di coscienza. si vergogli e chieda perdono a tutte le mamme del mondo
Sono queste affermazioni che avallano il pensiero maschilista: o fai la manager o fai la mamma. Quindi se hai parecchi soldi e te ne freghi di vedere tuo figlio fai la manager e se invece hai pochi soldi e vuoi viverti questo PRIVILEGIO di goderti un po’ tuo figlio sei una sfigata sfaticata e allora stai a casa tua a fare la calzetta con buona pace dei maschilisti e di chi fa per loro.
Invece cara signora ministra LEI dovrebbe difendere le madri lavoratrici prendendosi il giusto tempo di distacco dal lavoro per dedicarsi alla sua creatura e poi tornare ala lavoro più agguerrita che mai!!! La parola mobbing lei la conosce?
Altrimenti lasci perdere la maternità e continui solo a fare carriera, suo figlio non le ha chiesto di venire al mondo!!!!
così lei fa il gioco dei PRIVILEGI MASCHILI!
Ho letto i vostri commenti e, naturalmente, mi trovo assolutamente d’accordo. Quello che io trovo allucinante, oltre alle cose che ho scritto nel post, è il fatto che in questo Paese si scelga sempre la strada sbagliata per fare polemiche o riforme.
É vero che il periodo di maternità obbligatoria è uno dei più lunghi d’Europa. Ed è anche vero che la mamma italiana ha un po’ questa fama da “mamma chioccia”.
Ma io credo che il vero problema non sia tanto nel numero di mesi in cui la donna sta a casa a prendersi cura di suo figlio. Perché a fronte di 4 mesi di cura (uno o due, infatti, sono pre-parto) c’è tutta una vita davanti e di cui farsi carico.
Sono convinta che se le mamme italiane potessero scegliere tra un numero ridotto di mesi di maternità e un numero maggiore di servizi e opportunità nel proseguio della vita dei figli, sceglierebbero senz’altro questa seconda strada.
Per servizi e opportunità intendo:
- asili nido pubblici a costi contenuti e accessibili per tutti senza liste d’attesa infinite
- Sgravi fiscali per le spese che riguardano i figli (visite mediche, libri, corsi sportivi, laboratori linguistici, baby sitter…). Naturalmente il tutto in base al reddito.
- Posti di lavoro in cui non vengono tallonate dai colleghi maschi e dove, se una riunione è fissata alle due, inizia alle due e finisce secondo orari stabiliti in partenza.
- Orari flessibili con possibilità di lavorare da casa (naturalmente non è possibile per tutte le professioni. Ma sicuramente, sono parecchie quelle in cui questa strada sarebbe praticabile e, invece, non viene nemmeno messa in discussione.
- Asili nido aziendali (sempre laddove possibile)
- Una vera parità tra uomo e donna. Per cui in caso di malattia del figlio, non è scontato che sia la madre e sempre la madre a chiedere il permesso e in cui i padri hanno le stesse responsabilità e gli stessi impegni nella gestione del tempo dei figli.
A fronte di tutto ciò io credo che nessuna donna che ha scelto (o si è trovata costretta) di lavorare avrebbe problemi a rinunciare a uno o due mesi di maternità obbligatoria pagata sapendo che per tutta l’infanzia dei figli c’è uno Stato (e una società) che se ne fanno carico.
Non essendoci tutto questo, la Gelmini e chi come lei si permette di pontificare, dovrebbe lasciare stare quelli che non sono affatto privilegi, ma tutele minime di categorie per lo più svantaggiate.
cara alessia
sfondi una porta aperta
e se l’Italia è agli ultimi posti per l’occupazione femminile è proprio a causa di un mondo del lavoro ritagliato sulle esigenze maschili
la legge sulla tutela della maternità è un sacrosanto diritto ad una pausa per la salute di madre e bambino
poi, a seconda delle possibilità che la propria famiglia può avere piuttosto che delle possibilità che la legge dovrebbe offrire, ogni donna dovrebbe aver diritto a rientrare quando può e non per evitare che un uomo prenda il suo posto piuttosto che una donna giovane e senza figli…..
le donne potrebbero anche rientrare prima qualora fosse concesso PER LEGGE loro un part time fino ad una certa età dei bimbi e aiuti familiari (nidi, albi comunali di baby sitter ecc…)
oggi se non hai uno stipendio medio alto o dei nonni a disposizione non hai scelta, ti licenzi e stai a casa
in ogni caso se torni sei spesso mobbizzata e/o relegata a ruoli di secondo piano
oppure ti scordi di avere messo al mondo un figlio e continui a giocare alla manager
si può essere efficienti e attive anche part time basta lavorare con impegno e passione e tagliare le pause caffè
le riunioni in Italia comiciano sempre alle 17….
invece no sei bravo se stai in ufficio fino alle 20 il più delle volte a far PR nei corridoi
e la felicità e l’equilibrio dei nostri bambini, delle future generazioni sta ancora a cuore a qualcuno?
scusate lo sfogo
“gentilissima” signora ministro,
sono mamma di un bambino di 4 anni.
Sia mio marito che io lavoriamo in due dalla mattina alla sera, luglio compreso, senza le ferie pagate, e dobbiamo farci aiutare dai nostri genitori a tirare alla fine del mese !!!
quando dobbiamo pagare l’affitto, ci mettiamo le mani nei capelli e per quel mese dobbiamo tirare la cinghia.
Mi dica lei come dobbiamo andare avanti….
ho condiviso la tua lettera su fb, spero che in molti la leggano.
Silvia
Ciao “syl”, anche tu su fb ?
ci sono anch’io !!!! che nick hai ?
ecco, questa è la lettera che avrei potuto benissimo scrivere io! io mi sento si una privilegiata, ma non per i motivi che ha elencato la “nostra carissima ministra” (sò che non si dice al femminile, ma è un modo per disprezzare!), mi sento privilegiata perchè ho la mia mamma che può occuparsi della mia bimba di 7 mesi perchè, come tante altre mamme, sono stata costretta dal 30% del mio stipendio a tornare al lavoro…il 30% del mio stipendio non corrisponde nemmeno al canone mensile d’affitto ma di certo lei queste situazioni non sa nemmeno che esistono…
@elena: silvia carbotti
@syl: ma è quella con la foto assieme alla bimba ?
E non le basta: leggete quest’articolofresco fresco di oggi: http://www3.lastampa.it/scuola/sezioni/news/articolo/lstp/225042/
VI riporto la frase clou: “Posticipare al 30 settembre l’apertura dell’anno scolastico – ha spiegato – potrebbe aiutare molte famiglie e dare anche un aiuto al settore turistico”
Non servono commenti, credo!
Sono pienamente d’accordo e non mi sento affatto una mamma privilegiata … anzi .. io devo fare pure i conti con una separazione (certo una scelta personale !!! ma pur sempre separazione è !!!! . Non è facile … lotto tutti i mesi per far quadrare il bilancio … le leggi italiane sulla scuola .. non parliamone neanche … I miei bimbi frequentato l’asilo nel paese in cui abitano i nonni perchè sono gli unici su cui posso contare … ma essendo non residenti i miei bimbi sono considerati privilegiati e devo pagare al 100 per cento le rette di tutto … mensa compresa …. Ma io dico … sono mono reddito … mutuo, sps e bollette … dove andrò a finire ???