Credo sia la prima volta in oltre 10 anni di Bambinopoli che scrivo in prima persona, ma l’argomento merita questa eccezione. Vi voglio parlare brevemente di Francesca Fiore, mamma, manager e donna, che ha appena ricevuto la Mela d’oro – Premio Marisa Bellisario nella categoria manager.
Quest’anno la motivazione dell’attribuzione del premio era Donne motore dell’economia.
Della mamma (anzi super mamma) e della manager parliamo ampiamente nell’articolo che potete leggere cliccando qui, io volevo soffermarmi, visto che ho il piacere di conoscerla personalmente, sull’aspetto donna, perchè in reltà è l’aspetto che comprende e rende possibile la coniugazione degli altri due.
Ho conosciuto Francesca per lavoro quasi 15 anni fa, l’amicizia è nata col
tempo, come logica conseguenza dell’incontro di due storie, di una reciproca stima, di percorsi di vita. L’ho conosciuta che ancora non era una super manager e ancora non era una mamma. Eppure era già quello che sarebbe diventata.
La volontà, la forza, le capacità, l’incredibile onestà intellettuale che ne
avrebbero fatto un’ottima manager erano già presenti, così come era già
presente la disponibilità, la voglia di aiutare, la solidarietà femminile, la flessibilità e la dolcezza che ne avrebbero fatto una splendida mamma.
Il percorso di Francesca non è stato facile, io lo so bene, eppure ecco
quattro splendide bambine in 5 anni, tanti amici e amiche, una seconda
laurea che è riuscita a prendere, non chiedetemi come, nonostante essere la prima donna italiana con il master a Harvard avrebbe ‘saziato’ chiunque..
Recentemente sono stata all’incontro Pari o dispare, sul tema delle
donne e della comunicazione. Si presentava una ricerca che dimostrava che nel 90% dei casi i media ci propongono modelli stereotipati di donne, siano esse veline, casalinghe più o meno disperate o fenomeni da cronaca nera.
Emma Bonino nel suo intervento diceva “Ok, ci sono anche quelle, ma dove sono rappresentate quelle donne che studiano, che lavorano, che sono mamme, in breve, dove siamo NOI?”.
Ecco perchè ci tenevo a scrivere queste righe, per dire grazie a Francesca, che testimonia la parte migliore dell’essere donna, che è una di noi.
Diana Vaturi

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Ti ccispao benissimo. Anche io purtroppo non ho passato momenti facili negli ultimi anni e a corrente alternata cucinavo e non cucinavo e odiavo la cucina.., ma è stato il posto che mi ha permesso di tornare ad essere me stessa e potermi esprimere. Ci vuole il suo tempo.. Adesso é così, non fattene un broccio quando avrai voglia troverà ad esser un posto magico tutto tuo e sarai ripagata con la gioia e la serenità. Ti auguro che presto tu possa essere di nuovo felice.. Ti abbraccio e ti auguro presto un mare di biscotti coccolosi e consolatori