Articoli di novembre, 2010
Nel 2008, la scrittrice francese Corinne Maier (madre di due figli) pubblica un libro dal titolo decisamente esplicativo: NO KID. Quaranta ragioni per non avere figli.
Il messaggio è chiaro, decisamente non politically correct e a mio parere, in parte, condivisibile: i bambini non sono il centro dell’universo. Le famiglie con bambini non sono sempre ben accette. I genitori devono capire che i loro figli tanto amati possono essere visti dall’esterno come creature insopportabili, fastidiose, da evitare.
Nasce così una corrente e un marchio - NO KID! – che gestori di alberghi, ristoranti, locali… espongono fieri sulle vetrine dei loro esercizi.
I bambini non possono entrare!
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Forse i Francesi pensano di essere arrivati prima di noi a questa conclusione, e invece, almeno per quanto riguarda la mia esperienza, sono in ritardo.
Mi riferisco a una notizia apparsa in settimana riguardante i voti numerici utilizzati nelle scuole elementari per giudicare il livello di apprendimento degli studenti.
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Ho letto una notizia che già immaginavo ma non mi è piaciuta. In Italia è avvenuto il sorpasso delle famiglie con un solo figlio su quelle, invece, con due bambini, che fino a ieri rappresentavano la norma.
Da mamma di tre figli, ovviamente, non posso che considerare questa una brutta notizia, specialmente se penso alle cause che hanno portato a questa inversione di tendenza.
Spesso, all’interno di una coppia, i figli arrivano tardi, dopo i trent’anni se va bene, altrimenti anche quasi a quaranta.
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Ho già parlato di come organizzo le feste di compleanno dei miei figli, ma quest’anno ho deciso di tenere da parte un regalo e consegnarlo in un momento speciale. Non durante la festa, con lo schiamazzo e le grida divertite dei partecipanti, ma in un momento più raccolto, quando non ci sarà folla intorno a noi.
Ci siederemo in cerchio tutti insieme, famiglia al gran completo, e avverrà la consegna di questo dono speciale, così grande da non poter essere incartato in nessun pacco e talmente importante da non avere bisogno di nessun biglietto che l’accompagni.
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Tempo fa avevamo messo on line un sondaggio. Argomento:
la maternità di Gianna Nannini.
La domanda era:
Gianna Nannini madre a 54 anni…
Risposta A: Perché no? Si può essere una buona madre anche dopo i 40
Risposta B: Assolutamente contro natura. Non dovrebbe essere permesso
Risposta C: Povero bambino: avrà una madre nonna
Quest’ultima risposta era stata la più cliccata con 187 voti contro i 62 della risposta B e i 156 della risposta A.
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Si avvicina il giorno del compleanno di mio figlio e sto pensando alla festa. Finora le ho sempre organizzate in casa, anche perché nessuno dei miei bambini ama situazioni eccessivamente caotiche.
Ammetto che è stancante, e forse neanche economico, dal momento che mi occupo di tutto io, giochi e rinfresco compreso.
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E così in questo lunedì di pioggia (tanto per cambiare) voglio augurare a tutti una buona settimana con una notiziola quasi fresca fresca di venerdì 12 novembre. Notiziola che mi ha lasciato personalmente abbastanza sbigottita.
So che non dovrei prendere posizione, che dovrei limitarmi a raccontare i fatti… ma tant’è. Rispetto a questa notizia… beh, racconto i fatti. Ma il mio pensiero è chiaro dietro l’esposizione.
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Qualche giorno fa sono stata al mercato e di fronte al banco dell’ortolano non ho resistito. Ho comprato tanta verdura e tanta frutta, ho riempito i miei sacchetti e, una volta a casa, ho esaminato soddisfatta la mia spesa. Quasi subito, però, il mio sorriso si è spento.
“Chi mangerà tutte queste cose buone e sane?”.
Purtroppo, i miei figli sono un po’ schizzinosi, soprattutto quando si tratta di ortaggi e affini, ma questa volta sono riuscita a spuntarla.
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Oggi ho avuto una discussione in merito al sistema scolastico più auspicabile per i propri figli. La persona con cui ho discusso riteneva che fosse giusto ritornare all’antico, con il maestro unico e il grembiulino. Anche io ho frequentato la scuola quando c’era una sola insegnante, ma ormai sono passati 30 anni e, si sa, in così tanti anni tante cose sono cambiate.
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Tutti sappiamo a chi ci si riferisce quando si parla di “bamboccioni” e su di loro si è detto molto. Ciò che, forse, ancora non si sa è che anche i bambini di oggi, quelli che saranno i giovani adulti del futuro, rischiano di diventarlo.
Ho letto ieri, infatti, una notizia che accusa noi genitori (sì, mi ci metto anch’io!) di coprire di attenzione i nostri figli a tal punto da non permettere loro di crescere e maturare nei modi e nei tempi giusti.
Li opprimiamo con la nostra costante presenza, in ogni momento della giornata. Li accompagniamo a scuola e li andiamo a prendere caricandoci sulle spalle i loro zaini. Li portiamo al parco giochi che, pur essendo sotto casa e in un luogo sicuro, noi consideriamo pieno di insidie e pericoli. Impediamo loro qualsiasi tipo di fatica o di sforzo. Insomma, l’elenco potrebbe continuare all’infinito.
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