Articoli di gennaio, 2011
Per chi ha figli in età scolare e prescolare, è tempo di iscrizioni alla scuola materna ed elementare, o, come dicono adesso, scuola dell’infanzia e scuola primaria.
In qualunque modo si vogliano chiamare, entrambe rappresentano un grosso cambiamento nella vita dei bambini, ma anche delle famiglie, e si vorrebbe che questo periodo venisse vissuto serenamente, per ricordarlo tra qualche anno con emozione e felicità.
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Il 27 gennaio è la “Giornata della memoria”, giorno della commemorazione delle vittime dell’Olocausto e di coloro che hanno perso o rischiato la vita per proteggere i perseguitati. Noi adulti lo sappiamo e abbiamo avuto modo, nel corso degli anni, di apprendere, sia dai libri di storia sia dalle voci dei reduci dai campi di concentramento sia, soprattutto, da documentari e film, di capire l’entità di quella tragedia.
Non so quanti anni avevo quando mi è stato spiegato cos’era successo durante la seconda guerra mondiale, ma mi ricordo di esserne rimasta colpita e ho voluto approfondire personalmente, dapprima leggendo “Il diario di Anna Frank”, e poi continuando le mie ricerche con altri scritti, sempre più crudi e terribilmente reali.
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Crescere per un bambino è difficile, anche quando è sano, intelligente e circondato dall’affetto di una famiglia unita. Gli ostacoli che incontra lungo il suo cammino sono insidiosi e spesso i bimbi si trovano ad affrontarli da soli.
Sono loro, infatti, che si devono abituare a vivere in una comunità, come la scuola, la palestra o l’oratorio.
Le amicizie aiutano a superare i momenti brutti, e anche le insegnanti, se valide ed attente, possono supplire a noi genitori, però non sempre avviene.
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Ogni settimana i miei bambini trascorrono un pomeriggio con i nonni, che vanno a prenderli a scuola e li portano a casa, dove li aspettano una buona merenda e tanti giochi.
Per essere sicuri di non saltare l’appuntamento abbiamo stabilito un preciso giorno della settimana che permette, soprattutto nei mesi invernali, di sfuggire alla routine quotidiana. E, cosa ancora più importante, dò la possibilità ai nonni di godersi i nipotini senza la supervisione della mamma.
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Ormai la notizia potrebbe essere definita “vecchia” perché ne hanno parlato tutti i giornali e le televisioni, nelle notizie di cronaca e nelle rubriche di approfondimento. Io, però, non riesco a dimenticare quel bambino, nato da una giovane donna ucraina e comprato alla modica cifra di 25.000 euro da una coppia residente in un paese vicino a Frosinone.
Penso alla madre che, immigrata in un paese straniero, giovane e con poche possibilità, ha pensato che la scelta giusta fosse liberarsene. Avrebbe potuto farlo in tanti modi, non riconoscendolo in ospedale e renderlo così adottabile, oppure chiedendo assistenza in un consultorio durante la gravidanza. Ma la terza opzione, quella della vendita, non è contemplata dalle leggi e, inequivocabilmente, rende colpevoli.
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Ieri pomeriggio, i miei figli al loro rientro a casa, sono stati accolti da un profumo a loro molto familiare e gradito : la pizza! Il forno caldo emanava il suo buon odore e dava loro il benvenuto dopo una faticosa giornata a scuola.
Si sa, il lunedì è davvero dura alzarsi la mattina, uscire e sfidare il freddo e la nebbia, ed è ancora più difficile sopportare di rimanere seduti per molte ore e non poter decidere cosa fare.
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Il papà dei miei figli, nonché mio marito, viaggia molto per lavoro e, per due o tre notti alla settimana, non torna a casa a dormire.
Nonostante sia così fin dalla nascita del primogenito, ormai più di otto anni, non siamo ancora del tutto abituati a questa situazione e succede che, qualche mattina, al risveglio, se il papà non è con noi per colazione, ci scappi qualche lacrima sconsolata.
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Ieri sera ho perso le staffe e ho alzato la voce.
All’ennesima litigata dei bambini avevo tirato un lungo respiro ma poi, entrata in bagno e trovandomi davanti un inesorabile disastro di acqua e dentifricio, non ce l’ho fatta e sono esplosa.
Non mi ricordo cosa ho detto, ma certamente non dimentico i faccini dei miei bimbi e i loro occhi sgranati. Esterrefatti mi guardavano e annuivano, ma i loro occhi non vedevano me, la loro mamma. Non mi riconoscevano in quel momento, e nemmeno io.
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Ho letto un articolo su Repubblica, che mi ha incuriosito e affascinato.
A quanto pare, una famiglia formata da padre, madre e una figlia ha prodotto, in un anno intero, un solo sacchetto di spazzatura.
Sembra impossibile, ma è proprio così!
Tutto è cominciato due anni fa davanti alla televisione, durante un documentario che illustrava, con immagini molto eloquenti, le conseguenze di un mondo ormai soffocato dalla plastica. E da quel giorno tutti e tre, bimba compresa, hanno deciso di non usare più sacchetti di plastica per fare la spesa, ma borse di tela o in materiale riciclabile….
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É tempo di saldi anche per noi e ieri, la prima domenica di gennaio, l’abbiamo dedicata proprio a questo.
In una famiglia di cinque persone, di cui tre bambini che, quindi, con la loro rapida crescita hanno sempre bisogno di qualche nuovo indumento, qualsiasi forma di promozione, offerta o sconto è ben accetta!
In genere, siamo io e mio marito a “buttarci” nella mischia e uscire a fare spese, ma ormai i bimbi hanno un’età in cui è difficile azzeccare taglia e colore giusti, perciò abbiamo dovuto uscire tutti insieme.
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