Dopo due anni di attesa, finalmente la classe terza, quella di mio figlio, è pronta a partire per una settimana di “scuola natura”. Insieme alle maestre, andranno a trascorrere 6 giorni al mare e, oltre a respirare un’aria più sana, impareranno tante cose nuove.
Alla notizia dell’imminente partenza, però, non tutti i bambini erano contenti: alcuni di loro, più che altro, sembravano spaventati all’idea di rimanere lontani da casa per così tanto tempo.
Anche mio figlio appartiene a questo gruppo di bimbi esitanti, perché :”Mamma, io non ce la faccio a stare lontano da voi cosi tanto tempo!”
Non mi aspettavo questa reazione, soprattutto se penso alla sua delusione quando, l’anno scorso, il Comune aveva negato loro la possibilità di partire, sia per carenza di posti disponibili, sia per l’età, considerata troppo “acerba”.
Per questo motivo, sto cercando di tranquillizzarlo spiegandogli quante cose belle farà insieme ai suoi compagni di classe e agli educatori che incontrerà sul posto. Per non parlare delle insegnanti, così premurose e materne, che saranno sempre disposte a rassicurarli.
Si tratta di una tappa importante, e divertente, che servirà alla sua crescita e lo aiuterà a essere più indipendente.
Dovrà imparare a curare le sue cose, piegare i suoi vestiti e riordinarli, nonché a prendersi cura di sé senza le raccomandazioni di mamma e papà.
Fortunatamente è un bambino autonomo e maturo, ma in questo periodo che precede la vacanza ho intenzione di fare delle “prove tecniche”, a cominciare dalla scelta della valigia da portare via, che dovrà essere piccola, leggera e semplice da aprire e chiudere. Io e lui insieme abbiamo optato per un piccolo trolley con alcune tasche interne, che lo potranno agevolare nella divisione dei vestiti sporchi da quelli puliti, biancheria intima e pigiama e poi avrà il suo beauty-case con spazzolino, dentifricio e spazzola.
Questi piccoli gesti lo stanno aiutando molto e sta cominciando a capire che “crescere è bello” perché significa non solo avere più doveri, ma anche più opportunità di essere libero e sperimentare nuove esperienze, che, da piccolo, gli sarebbero state negate. E poi, è molto orgoglioso del suo personale bagaglio, e contento di avere qualcosa di “solo suo” da non dover condividere con i suoi fratelli.
Credo che questa settimana fuori casa servirà ad agevolare un distaccamento da noi genitori, fisiologico, in modo più naturale e graduale, che lo porterà a diventare un “ometto” del quale essere fieri.
Perciò, buon viaggio 3A, e soprattutto, buona crescita.
Mamma Vera
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