Intimi racconti
Quando Natale si avvicina, si riesumano dalla soffitta, o dal garage, festoni e palline colorate e si comincia a vestire a festa la casa. Qualcuno monta l’albero e decora ogni suo ramo, e la sua presenza, imponente e luminosa, fa sentire che Natale è vicino.
Anche noi, a casa, l’abbiamo fatto e ogni giorno accendiamo le lucine che lo circondano. A un certo punto, però, i miei figli mi hanno chiesto perché si allestisce l’albero e qual è il suo significato. E io, che pensavo di essere una grande esperta di tradizioni natalizie, mi sono accorta di non saperlo.
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La prima neve, i panettoni nei supermercati, il freddo che diventa più pungente e le vetrine dei negozi illuminate ci fanno capire che Natale sta arrivando.
A dir la verità, la pubblicità su giornali e televisione ha tentato di farci entrare in clima natalizio già un mese fa ma, nonostante questo sia un periodo allegro ed euforico, è sempre meglio non affrettare gli eventi e viverli quando è il momento giusto.
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Proprio ieri, mio figlio grande mi ha fatto quella che definirei “la domanda delle domande”.
Mi ha chiesto se Babbo Natale esiste. In teoria ero preparata a questa eventualità e mi ero anche immaginata la risposta. Avevo sempre sostenuto che, arrivata a questo punto, a domanda, avrei risposto con sincerità. Non avrei dovuto, quindi, esitare, ma sono stata bloccata.
Erano presenti anche i suoi fratelli a questa discussione ed, essendo più piccoli di lui, non avevo intenzione di svelare loro il segreto, anche perché non si sono ancora posti il problema. Per loro Babbo Natale esiste, senza alcun dubbio. E poi, gli occhioni di mio figlio grande erano così fiduciosi e speranzosi, che non ce l’avrei fatta nemmeno se fossimo stati soli.
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Ho già parlato di come organizzo le feste di compleanno dei miei figli, ma quest’anno ho deciso di tenere da parte un regalo e consegnarlo in un momento speciale. Non durante la festa, con lo schiamazzo e le grida divertite dei partecipanti, ma in un momento più raccolto, quando non ci sarà folla intorno a noi.
Ci siederemo in cerchio tutti insieme, famiglia al gran completo, e avverrà la consegna di questo dono speciale, così grande da non poter essere incartato in nessun pacco e talmente importante da non avere bisogno di nessun biglietto che l’accompagni.
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Inizia il primo “ponte” dell‘anno scolastico, quello che segna il passaggio dalla stagione mite alla stagione fredda. L’atmosfera diventa frizzante ma allietata dal calore dei camini, delle castagne e degli avvolgenti colori dell’autunno.
In molti si preparano a partire per trascorrere qualche giorno fuori città, ma la meta, questa volta, non sono solo le località turistiche ma anche, e soprattutto, i paesi d’origine di molti che, ormai trasferitisi nelle grandi città, vi ritornano per salutare i propri cari. Generalmente, si approfitta di queste festività, che rievocano coloro che abbiamo perduto, per andare a portare un fiore al cimitero.
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Dal blog: riflessidimamma
Lo guardi e nel suo viso rivedi le stesse guanciotte paffute che avevi tu a quell’età, lo stesso profilo, lo stesso taglio delle labbra tue e di tuo padre, gli stessi capelli dritti e sottili, lo stesso identico arco sopracciliare; gli occhi e lo sguardo no, quelli sono diversi dai tuoi e assomigliano a papà: più acuti e tanto profondi da perdersi.
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Dal blog Leggi.My
É stato spannolinato contro la sua volontà, con scarsissimi risultati, nonostante il largo uso di caramelline di zucchero.
Abbiamo dato ordine permanente alla banca di girocontare l’equivalente di due pacchi di pannolini/settimana su un fondo a favore del nostro dentista.
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Scritto da La margherita e il lappio
Ora che son stata in India, ho l’ impressione che tutto debba girare intorno a questo.
Se mio figlio fosse stato più grande e non fosse un posto dove la cosa migliore che tu possa prendere è il colera, sarei già partita alla volta di Calcutta. Ma questa volta per viverci. Lo so, il pensiero anche lontano di portarci mio figlio può farmi passare per pazza. Però c’ è un lato positivo: si farebbe degli anticorpi che nemmeno salendo sulla metropolitana in Duomo alle sei di una sera di Dicembre, potrebbe beccare qualcosa.
Il Moschettiere ha promesso di seguirmi in capo al mondo, quindi su questo nemmeno discuto.
Non so, è come se dentro di me qualcosa fosse cambiato. (continua…)
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Scritto da My – Leggi.my
Bando alle ciance.
La verità triste è che per quanto ci si setti in modalità GODERE on, come io credo di aver fatto, questi bambini sfuggono, sono troppo belli e troppo veloci e li vivo nel quotidiano già con la malinconia di quel che non saranno più dopodomani.
Irene ride sempre, ma ogni sorriso mi manca già, nel momento in cui lo godo.
Ma è Il Topo che mi è già sfuggito.
Ero qui, presente e a completa disposizione, ma non so dove me lo sono perso. (continua…)
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Scritto da Marlene – Tra Rock e Ninna Nanne
Gli occhi gonfi e rossi, lucidi, pesanti, vorrei addormentarmi adesso qui e sparire in un sonno profondo.
Il naso rosso, le labbra scarlatte gonfie, umide, il viso stravolto a chiazze bianche e rosse.
Siamo a pranzo dai suoi oggi, è il 1° gennaio oggi, il trucco non aiuta.
Il cappotto, lo sciarpone lungo nero arrotolato mille volte intorno al collo mi copre il viso fin sotto gli occhi, cerchiamo di camuffare. (continua…)
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