MATERNAMENTE
I genitori sono davvero una brutta razza, sfortunati gli insegnanti, che devono spesso averci a che fare!
Non fanno che lamentarsi, intromettersi nelle questioni che non li riguardano e, qualunque cosa accada, non sono mai contenti.
In fondo, cosa c’è di così tanto grave, che li rende così scontenti e brontoloni?
Non sarà il fatto che, ogni anno, il primo giorno di scuola, i loro figli trovano, in classe, una maestra sempre diversa e sono costretti ad abituarsi a volti, caratteri e metodi sempre diversi? Ma cosa ci sarà male, poi? Questa è una buona opportunità per conoscere persone sempre nuove, imparare a studiare in modi sempre diversi, non è meraviglioso tutto ciò?
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Dopo le quote, rosa, arriveranno le quote azzurre?
La domanda sorge spontanea dopo aver appreso, dalle pagine di Le Figaro, quotidiano di larga diffusione in Francia, che i bambini maschi hanno poche figure maschili di riferimento e questo potrebbe compromettere la loro giusta crescita.
Dalla televisione, piena di ballerine che danzano sorridenti e figure maschili che prevaricano, alla scuola, dove gli insegnanti uomini si contano sulle dita di una mano, mancano punti di riferimento positivi e “sani”.
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In questi giorni, il cancello che delimita la scuola si è trasformato in una enorme bacheca. Gli annunci sono tra i più svariati ma, come ogni anno in questo periodo, la maggior parte riguarda le attività extrascolastiche.
Si tratta di una questione che, da divertente, rischia di diventare spinosa.
I bambini hanno bisogno di muoversi e fare sport, lo dicono tutti, pediatri in testa. Ma, se il nuoto rappresenta l’attività sportiva per eccellenza, in grado di sviluppare tutti i muscoli del corpo, è anche vero che non è, questa, la disciplina più amata dai bambini. Loro vorrebbero fare calcio, o danza, o pallacanestro o ginnastica artistica, e di tuffarsi in una piscina quando fuori comincia a fare freddo e buio, proprio non ne hanno voglia.
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Ho letto il post di Alessia in merito al primo giorno di scuola e ho deciso di raccontare qui la mia esperienza.
Sono una mamma e, come tutte le mie “colleghe” ho vissuto questi giorni di inizio scuola intensamente e non senza un po’ di malinconia per le vacanze appena finite.
Allo stesso tempo, però, sono contenta che un altro anno sia cominciato, perché so che sarà pieno di sorprese, nuove esperienze e, perche no, di emozioni.
I miei figli mi sembrano contenti di questo inizio, sia perché hanno rivisto i loro compagni di classe, sia perché, ammettiamolo, a casa cominciavano a stancarsi…
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Oggi lasciamo da parte le nostre elucubrazione sulla società moderna, le teorie psico-pedagogiche, i confronti tra le mamme di ieri e le mamme di oggi, per darvi una notizia che riportiamo direttamente dal blog Quaderni Golosi della nostra amica Serena, autrice e ideatrice di tante meravigliose ricette e prelibatezze: l’arrivo di una trasmissione tutta nuova, dedicata i più piccoli, che andrà in onda su Gambero Rosso Channel a partire dal 17 settembre: Gamberetto!

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Il mio primo giorno di scuola me lo ricordo come se fosse ieri. E sono passati 21 anni. Avevo un grembiule bianco sopra a una gonna ancora estiva, i capelli pettinati con due mollette sui lati. Una leggerissima abbronzatura in faccia. Una cartella rossa nuova. E un sorriso enorme che non riuscivo a cancellare. Mio padre mi ha scattato due foto nel corridoio di casa. Mi ha salutato ed è andato al lavoro. Mia madre mi ha regalato un piccolo pupazzetto di pezza, un portafortuna che possiedo ancora e che ancora adesso guardo con un certo affetto.
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Una delle spese che si deve affrontare quando si comincia la scuola elementare è quella dello zaino.
Non si tratta, in questo caso, di un semplice quaderno o di una matita, perciò la scelta deve essere piuttosto oculata.
Nei negozi, le proposte sono tante e sembra dunque facile trovare quello giusto, che possa piacere a nostro figlio e che sia abbastanza resistente alle “turbolenze” dei bambini.
Nella mia esperienza ho imparato che, ahimè, risparmiare in questo caso è piuttosto difficile.
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In questo periodo di preparazione all’inizio dell’anno scolastico, mio figlio piccolo si sentiva un po’ messo da parte. Lui, ancora all’asilo, non aveva bisogno di quaderni, astucci, matite, penne, e non la considerava una fortuna. Anzi! Si sentiva escluso e questo proprio non gli piaceva!
Le maestre della scuola materna, però, hanno avuto un’idea brillante: a mio figlio e a tutti i suoi coetanei, che l’anno prossimo cominceranno la scuola elementare, hanno affidato un compito molto importante…
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Quando si arriva nel luogo delle vacanze, a meno che non si tratti di un posto che già si conosce, si vorrebbe visitare tutto ciò che il territorio mette a disposizione.
Io e mio marito eravamo abituati così, ma poi, con l’arrivo dei bambini, abbiamo dovuto cambiare le nostre abitudini.
Quest’anno, poiché desideravamo rendere le nostre ferie un po’ “itineranti”, siamo giunti a un compromesso con i nostri figli: al mattino decidevamo noi e al pomeriggio loro. In questo modo, la prima parte della giornata era dedicata alla scoperta di spiagge sempre nuove, la seconda metà al divertimento, fatto di partite a ping-pong e calciobalilla, nuotate in piscina e sfide a pallone.
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Dopo nove ore di viaggio, finalmente siamo arrivati a destinazione, il residence immerso negli ulivi ci ha accolto, oltre che con un gran sole, anche con il rumore, che per noi è diventato un suono, delle cicale, tanto da diventare la colonna sonora della nostra estate.
In genere, quando si giunge in un posto nuovo, le prime sensazioni sono piuttosto contraddittorie: da una parte la felicità e l’eccitazione sono alle stelle, dall’altro, invece, il nervosismo sembra prendere il sopravvento, unito al timore che qualcosa vada storto, o che non sia come sembrava “sulla carta”.
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