Messaggi con Tag ‘5 anni’
Scritto da Silvia Sacchetti – Mamma Imperfetta
Caro Matteo,
sono uscita di casa che ancora dormivi e ti vedrò stasera. Proprio io che ho scelto il part-time per stare più con voi,oggi mi ritrovo a passare tutta la giornata fuori.
Avrei preferito saperti a scuola, a soffiare le 5 candeline che tanto hai desiderato spegnere, invece questa varicella ha stravolto i programmi.
Scrivo a quest’ora, perché esattamente 5 anni fa alle 10.50 ho potuto stringerti, annusarti, guardarti negli occhi e toccare la tua pelle stropicciata. (continua…)
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Scritto da Rossana Manassero - In punta di piedi
Sono giorni particolarmente lunghi e pieni. Maggio è un mese costellato di compleanni. Il mio tempo sgattaiola via tra lavatrici e panni stesi al sole, feste di bambini, pulizie di primavera, preparazione di pranzi e cene sani per l’ennesimo tentativo di iniziare una dieta, ecc.
Intanto le ore che dedicavo ai miei passatempi si assottigliano, diventano minuti, diventano mele che mordo e finisco velocemente, e mi ritrovo la sera con le gambe da massaggiare, il caldo che invade ogni angolo di casa e mi costringe a cambiare colori, mi sprona a rinnovare pareti, a inseguire il cambiamento come una corrente a cui non voglio ribellarmi. (continua…)
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Scritto da Mondopapy – Pensieri di un papà
Una telefonata, ci siamo, è il momento.
Corro a casa, il tragitto al telefono con mamma che posa la cornetta tra una contrazione e l’altra…passano le ore, finalmente, non facilmente, eccoti spuntare…
Bella come il sole, con due occhi spalancati, pareva avessi un mese. 3.850 g per 51 cm.
Sono diventato papà di una dolce e tenera palla di ciccia…. (continua…)
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Scritto da Rossana Manassero – In Punta di Piedi
“Mamma, quando ero piccola dicevo sempre mi ‘acconti una to’ia? E invece ora dico mi racconti una storia?”
“Hai ragione, sì.”
“Poi…dicevo glancia la cintura e adesso dico sgancia la cintura.
Prima dicevo motto, ora dico mostro. Dicevo uattosa, ora dico qualcosa.
Dicevo finesta, ora finestrrra; libo e ora librrro; panduino e ora pannolino.
Mocca e ora mosca; gionna’e, e ora giorrrnale, e poi….”
Mi sono voltata.
L’ho guardata in piedi, con le dita volteggianti per la spiegazione.
Un anellino a impreziosire ogni suo gesto.
Gli occhi girati verso l’alto in cerca dell’ispirazione. I capelli che le accarezzavano
la linea delle labbra.
Le gambe lunghe in un paio di fuseaux ormai stretti.
I piedi nudi, vicino a una calza che non le entrava più,
lanciata a terra in un attimo di fastidio.
Le ho detto, ok basta così.
Mi sono accorta che sta diventando grande perché il mio cuore è diventato stretto di colpo.
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