Messaggi con Tag ‘Amore materno’
Scritto da Mamma in 3D
La sensazione l’ho provata netta per la prima volta quando, poco dopo la nascita della Piccolina, i primi due figli si sono ammalati contemporaneamente: una da allattare, due a cui misurare la temperatura, contare gocce e somministrare sciroppo e coccole di consolazione… quanti sono! e io una sola… (continua…)
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Scritto da My – Leggi.my
Bando alle ciance.
La verità triste è che per quanto ci si setti in modalità GODERE on, come io credo di aver fatto, questi bambini sfuggono, sono troppo belli e troppo veloci e li vivo nel quotidiano già con la malinconia di quel che non saranno più dopodomani.
Irene ride sempre, ma ogni sorriso mi manca già, nel momento in cui lo godo.
Ma è Il Topo che mi è già sfuggito.
Ero qui, presente e a completa disposizione, ma non so dove me lo sono perso. (continua…)
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Scritto da Beba – Semplicemente complicata
Sera.
Un occhio furtivo alla televisione e uno ai bambini seduti accanto a me sul divanoche stanno costruendo con i mattoncini.
Scene quotidiane.
Ci si contende lo stesso mattoncino. (continua…)
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Scritto da Valewanda
Venerdì sera.
Come capita spesso, Mattia è dalla nonna a dormire, felice di essere coccolato per una sera “unico” nipote.
Valewanda solitamente mette a letto i gemelli e, in assenza del marito, che ha la sua serata con gli amici, naviga beatamente fino a tarda notte sgranocchiando patatine senza freni.
Alle nove squilla il telefono.
“Valentina, ci sei?”
“Mamma, che succede?” (continua…)
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Scritto da BStevens – Vita da Strega
In questa fase Pik è super mammone; B, del resto, da sempre è super Pikkaiola, in una corrispondenza d’amorosi sensi che lascia ‘fuori’ Darrin, Pop, e persino il terzo che risiede ancora in panza.
Inutile negarlo: Pik, da quando è nato, è il cocco di mammà – così come Pop è il cocco di papà, per una imperscrutabile alchimia di fattori. E’ una cosa viscerale e non razionalizzabile.
L’affetto che lega alla progenie è infinito, sarebbe sciocco misurarlo.
E tuttavia, forse, una cosa si può dire: che ai figli si vuol bene uguale, ma diverso. Come ai propri genitori.
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Scritto da Caia Cocconi – A lezione di mammità
Mio piccolo momo,
il tuo primo mese di vita è volato via, così rapido che sembra irreale.
Faccio fatica a ripercorrerlo, così denso eppure impalpabile.
Ma faccio fatica soprattutto perché ogni giorno di questo mese, con tutte le scoperte che abbiamo fatto insieme, tutti progressi e le prime volte, ogni giorno di questo mese è una spina negli occhi che bruciando mi dice che stai crescendo, che sei sempre più altro da me. (continua…)
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Scritto da Paola – La margherita e il Lappio
Dal momento in cui un figlio non abita più la tua pancia, prende la sua valigia di ricordi sottomarini, battiti ovattati, speranze fotografate da ecografi, voglie di cioccolata e mandarini, dolori portati dall’ impetuosa forza della vita che sta arrivando, e si trasferisce nel tuo cuore. Qui rimane nelle ore che seguono il parto, quando la mente non può ancora ragionare perchè l’ unica memoria che conserva è quella di un bambino bagnato, rugoso, STUPENDO appoggiato sul petto. (continua…)
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Scritto da Monica
Fiocca, fuori. Ma anche in casa si respira un aria ovattata.
Il papá di Samuel ha lavorato di notte, deve dormire.
Ma per Samuel, é la prima volta, fino a due giorni fa, la vita scorreva con ritmi standard.
E cosí stamattina, tante raccomandazioni: gioca ma senza fare rumore, non saltare e non gridare, mi raccomando. Noi abbiamo dormito stanotte, il tuo papá invece lavorava.
E cosí, a mezza mattinata, Samuel corre verso il bagno ma si ferma prima nella stanza dove mi trovo: “mamma devo fare la pipí, mi scappa la pipí!”.
“Vai tesoro, vai”.
“Grazie mamma”.
Ancora non é uscito dalla porta che fa di nuovo capolino: ” ti voglio tanto bene mamma”.
Sorrido e dentro gorgoglio di gioia.
Adesso va davvero. E quando ha finito, torna, con i pantaloni ancora abbassati mi chiede sottovoce “mamma, posso tirare l’acqua?”.
“Ma certo amore”.
Sottovoce “grazie mamma!”.
Eccolo di nuovo, per farsi vestire.
Questa volta non gli dico che può fare da solo. Gli accarezzo le gambe mentre lo vesto e me lo stringo forte addosso, baciandolo sui capelli.
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Scritto da Cristina Fiore – Pezzetti di Cielo
Questa mattina la preparavo per l’asilo, le ho messo la tutina grigia (quella coi 101).
Poi l’ho spazzolata e le ho messo la mollettina con la stella del cielo.
E non so… mi viene quel magone caldo. Quello della fortuna di essere madri. Quello che ti ripaga delle notti e del nervoso.
Poi le ho chiesto:
- Ti posso fare una foto ai capelli?
E lei:
- Ma certo mamma! Sono bellissima vero?
Sono davvero felice di inziare così la giornata!
Grazie Amore Mio!
E così mi è venuta in mente la canzone di De Gregori e sono qui che canticchio.
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