Messaggi con Tag ‘Amore materno’
Lei si chiama Mila ed è una bellissima bambina di pochi mesi. La sua mamma, Adele, copywriter e copy designer, nel tentativo di catturare i suoi sogni (o di sognare con lei) le costruisce intorno delle scene da favola mentre fa la nanna.
Il risultato è di una tenerezza disarmante, molto glam, ma senza quel senso di artefatto che contraddistingue, secondo me, le foto, molto simili, di Anne Gaddes.Così, possiamo vedere Mila mentre “sogna di guidare un elefante”, o Mila “al circo”. O ancora Mila che con una bacchetta magica dà vita a un pupazzo di neve. C’è poi Mila “topo di biblioteca”, Mila astronauta, Mila bisognosa d’affetto. (continua…)
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Arriva dal Giappone, il Paese con il tasso di natalità più basso del mondo. Si chiama Yotaro ed è il primo neonato robot in grado di reagire e interagire con il mondo esterno proprio come un bebè.
Yotaro, infatti, dorme, piange, sorride, si lamenta… proprio come un bambino vero. Salvo che, anziché essere fatto in carne e ossa, è collegato a un computer che miscela le emozioni e le rende simili a quelle di un essere umano.
(continua…)
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Dal blog Leggi.My
É stato spannolinato contro la sua volontà, con scarsissimi risultati, nonostante il largo uso di caramelline di zucchero.
Abbiamo dato ordine permanente alla banca di girocontare l’equivalente di due pacchi di pannolini/settimana su un fondo a favore del nostro dentista.
(continua…)
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Scritto da Mamma in 3D
La sensazione l’ho provata netta per la prima volta quando, poco dopo la nascita della Piccolina, i primi due figli si sono ammalati contemporaneamente: una da allattare, due a cui misurare la temperatura, contare gocce e somministrare sciroppo e coccole di consolazione… quanti sono! e io una sola… (continua…)
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Scritto da My – Leggi.my
Bando alle ciance.
La verità triste è che per quanto ci si setti in modalità GODERE on, come io credo di aver fatto, questi bambini sfuggono, sono troppo belli e troppo veloci e li vivo nel quotidiano già con la malinconia di quel che non saranno più dopodomani.
Irene ride sempre, ma ogni sorriso mi manca già, nel momento in cui lo godo.
Ma è Il Topo che mi è già sfuggito.
Ero qui, presente e a completa disposizione, ma non so dove me lo sono perso. (continua…)
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Scritto da Beba – Semplicemente complicata
Sera.
Un occhio furtivo alla televisione e uno ai bambini seduti accanto a me sul divanoche stanno costruendo con i mattoncini.
Scene quotidiane.
Ci si contende lo stesso mattoncino. (continua…)
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Scritto da Valewanda
Venerdì sera.
Come capita spesso, Mattia è dalla nonna a dormire, felice di essere coccolato per una sera “unico” nipote.
Valewanda solitamente mette a letto i gemelli e, in assenza del marito, che ha la sua serata con gli amici, naviga beatamente fino a tarda notte sgranocchiando patatine senza freni.
Alle nove squilla il telefono.
“Valentina, ci sei?”
“Mamma, che succede?” (continua…)
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Scritto da BStevens – Vita da Strega
In questa fase Pik è super mammone; B, del resto, da sempre è super Pikkaiola, in una corrispondenza d’amorosi sensi che lascia ‘fuori’ Darrin, Pop, e persino il terzo che risiede ancora in panza.
Inutile negarlo: Pik, da quando è nato, è il cocco di mammà – così come Pop è il cocco di papà, per una imperscrutabile alchimia di fattori. E’ una cosa viscerale e non razionalizzabile.
L’affetto che lega alla progenie è infinito, sarebbe sciocco misurarlo.
E tuttavia, forse, una cosa si può dire: che ai figli si vuol bene uguale, ma diverso. Come ai propri genitori.
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Scritto da Caia Cocconi – A lezione di mammità
Mio piccolo momo,
il tuo primo mese di vita è volato via, così rapido che sembra irreale.
Faccio fatica a ripercorrerlo, così denso eppure impalpabile.
Ma faccio fatica soprattutto perché ogni giorno di questo mese, con tutte le scoperte che abbiamo fatto insieme, tutti progressi e le prime volte, ogni giorno di questo mese è una spina negli occhi che bruciando mi dice che stai crescendo, che sei sempre più altro da me. (continua…)
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Scritto da Paola – La margherita e il Lappio
Dal momento in cui un figlio non abita più la tua pancia, prende la sua valigia di ricordi sottomarini, battiti ovattati, speranze fotografate da ecografi, voglie di cioccolata e mandarini, dolori portati dall’ impetuosa forza della vita che sta arrivando, e si trasferisce nel tuo cuore. Qui rimane nelle ore che seguono il parto, quando la mente non può ancora ragionare perchè l’ unica memoria che conserva è quella di un bambino bagnato, rugoso, STUPENDO appoggiato sul petto. (continua…)
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