Messaggi con Tag ‘fratelli’
Scritto da Beba – Semplicemente complicata
Sera.
Un occhio furtivo alla televisione e uno ai bambini seduti accanto a me sul divanoche stanno costruendo con i mattoncini.
Scene quotidiane.
Ci si contende lo stesso mattoncino. (continua…)
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Scritto da BStevens – Vita da Strega
In questa fase Pik è super mammone; B, del resto, da sempre è super Pikkaiola, in una corrispondenza d’amorosi sensi che lascia ‘fuori’ Darrin, Pop, e persino il terzo che risiede ancora in panza.
Inutile negarlo: Pik, da quando è nato, è il cocco di mammà – così come Pop è il cocco di papà, per una imperscrutabile alchimia di fattori. E’ una cosa viscerale e non razionalizzabile.
L’affetto che lega alla progenie è infinito, sarebbe sciocco misurarlo.
E tuttavia, forse, una cosa si può dire: che ai figli si vuol bene uguale, ma diverso. Come ai propri genitori.
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Scritto da Silvia Sacchetti – Mamma Imperfetta
In luglio ho lasciato al mare un bambino di 3 anni con il pannolino, il ciuccio per la notte, il biberon per la colazione e il seggiolino da attaccare al tavolo.
Ho ritrovato un bambino grande, che parla ormai bene, coniuga i verbi, sa il fatto suo; un bambino orgoglioso di fare la pipì nel water, in piedi come suo fratello, fiero di riuscire a fare la nanna senza ciuccio, felice di fare colazione nella tazza e di consumare i pasti seduto sulla sedia.
Ha fatto un grande lavoro per crescere, si è dovuto/voluto staccare dagli oggetti che più proriamente legano un bambino alla prima fase della vita. Io sono orgogliosa di lui, della sua risolutezza e delle sue piccole autonomie.
E con questo bambino “grande” stamattina ho varcato la soglia della scuola materna per un’altra tappa di crescita, sua e mia.
È entrato così, tenendo la mano di Matteo, con il sorriso stentato ma curioso che gli spunta davanti alle novità.
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Scritto da The Italian Mom
1 – Scordatevi di comportarvi allo stesso modo con tutti i figli che avete messo al mondo. Quello che avete fatto con il primogenito, difficilmente riuscirete a ripeterlo con il secondo, e assolutamente non ce la farete con i successivi.
2 – Non ascoltate chi vi dice: ‘fai subito un altro figlio così giocheranno insieme’. falsissimo, litigheranno sempre e comunque, sia che siano nati vicini, sia che abbiano molti anni di differenza. se lo mettete in conto, non avrete amare sorprese. caino e abele insegnano. (continua…)
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Scritto da Solita – Leggi.my
Caro Topo,
per quanto sia convinta, davvero, che tu capisca molto più di quel che crediamo, devo ammettere che penso proprio tu non abbia ancora capito una fava dell’arrivo del FratelSorellino.
Purtroppo io non sono la persona giusta per spiegartelo, perché un FratelSorellino non ce l’ho mai avuto.
Toccherà improvvisare. Tutti e due. (continua…)
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Scritto da Silvia Sacchetti – Mamma Imperfetta
Il primo figlio è più facile che fin dalla vita prenatale possa godere di attenzione e ascolto esclusivi.
La mamma giunge al parto del primo figlio più o meno risposata, con un carico di energia sufficiente a tenere ben salda la pazienza nelle notti insonni, la fatica delle 15 poppate quotidiane, l’impotenza davanti alle coliche.
Il primo figlio, dopo la nascita ha i genitori tutti per sè. Il primo figlio è la novità. Il miracolo che incarna la possibilità di compiersi.
Ma il primo figlio, soprattutto se il secondo arriva abbastanza velocemente, è anche costretto a crescere in fretta. Via il passeggino perché l’altro è nella carrozzina, via il ciuccio, via il pannolino perché c’è già l’altro da cambiare 10 volte al giorno. (continua…)
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Scritto da Cristina Fiore - Pezzetti di Cielo
Lei, quella grande, è un’anima blu profonda come il mare; con le sue immense profondità, con gli occhi liquidi di amore e malinconia. Capace di sentire sfumature dell’anima, poche parole, apparenza che dà impressioni veloci.
Ma, come un quadro di Manet, va vista nel suo insieme e nei suoi tratti. Rapidi e forti.
È lo sguardo della barista che vede le immagini a noi riflesse nel grande specchio alle sue spalle, è la bimba che sta alla ringhiera della stazione ferroviaria, curiosa e attenta.
È la forza e l’angoscia, la grinta e la paura.
L’altra, la piccola, è un’anima gialla di sole. Di immediato calore, di intemperanze e temporali.
È la luce di “raboteurs de parquet“, la neve dei tetti. È la simpatia del “pulcino ballerino” cantato a squarciagola. Lei è luce di agosto contro l’acqua del mare. Lei è il pieno, i girasoli, il pane caldo…
Loro sono la luna e il sole, sono la vita calda del nervoso alla sera, le liti e gli abbracci. Sono i gusti diversi, l’azzurro e il rosa, sinistro e destro…
Sono parti del mio pensiero e pensieri che volano da soli.
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::



