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IL
GIOCO DI ARLECCHINO
Pantalone era un ricco mercante di Venezia che aveva
molti servi fra i quali anche Arlecchino che gliene combinava
di tutti i colori. Il gioco prende spunto da questo fatto
perché Pantalone vuole vendicarsi e picchiare Arlecchino.
Questo gioco si fa così:
tutti i bambini si mettono in cerchio; due stanno nel centro
e fanno Arlecchino e Pantalone, uno fa l'arbitro.
Pantalone deve avere un foglio di giornale in mano e gli occhi
bendati.
Arlecchino invece non è bendato, ma ha dei campanelli
intorno al collo che suonano quando si muove.
I due bambini devono correre dentro il cerchio e Pantalone
deve colpire Arlecchino tre volte nel tempo stabilito.
Se ci riesce ha vinto, se non ci riesce ha vinto Arlecchino.
A turno tutti i bambini faranno la parte di Pantalone e Arlecchino.
CARA
VECCHIA MUMMIA
Un altro gioco famosissimo. Si dividono i bambini in due
squadre, ogni squadra sceglie un poveretto che verrà
"mummificato" arrotolandogli intorno la carta
igienica. Vince chi, allo scadere del tempo, ha fatto la
mummia migliore.
LA
SCOSSA
Si dividono i bambini in due squadre, che si dispongono
in due file una di fronte all'altra a semicerchio. Tutti
i membri della squadra si tengono per mano. I due capofila
danno la mano alla maestra, che fa partire le "scosse"
cioè forti strette di mano. I capofila devono trasmettere
la scossa al vicino e così via, finché la
scossa non arriva all'ultimo della fila, che deve alzare
la mano. Vince un punto chi indovina per primo quante scosse
sono state passate. È una sorta di "telefono
senza fili" che però mette sempre in difficoltà
i bambini!
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GIOCHI
TRADIZONALI
Il volo del Turco
A Venezia il giovedì grasso si svolgeva un gioco :
un funambolo travestito da orientale, lungo una corda alla
quale era legato con un sistema di pulegge partiva dal campanile
di piazza S.Marco e si distendeva fino al centro della loggia
del palazzo ducale, dalla parte della piazzetta, dove si affacciava
il doge con la sua corte.
Al termine del suo volo offriva al principe un mazzo di fiori
e una poesia di elogio. Si trattava di un divertimento molto
amato dal popolo attratto soprattutto dalla pericolosità
dell'impresa. Nell'odierno recupero del carnevale veneziano,
è stato tramutato nel volo di una grande colombina
posticcia che, a metà della sua corsa, si apre lasciando
cadere i coriandoli colorati di cui è ripiena, come
buon augurio per l'incipiente inizio della bella stagione. |
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