Secondo il metodo educativo montessoriano, i fattori coinvolti nell'educazione e nella crescita sana del bambino sono molteplici. Tra questi, non ultimo è l'arredamento che gioco un ruolo chiave nella costruzione dell'indipendenza e dell'autostima del piccolo, sin dai primi anni di vita.
Non è un caso, quindi, che nelle scuole che seguono il metodo
Montessori anche l'arredamento sia particolarmente curato e segua delle regole ben precise, atte a stimolare nel bimbo la voglia di conoscenza, il bisogno di impadronirsi dello spazio imparando a conoscerlo, l'esplorazione.
Arredare la stanzetta utilizzando magari qualcuno degli elementi montessoriani potrebbe essere, quindi, un modo diverso di approcciare la scelta dei mobili e la disposizione degli stessi in un ambiente destinato al bambino. Tenuto conto anche del fatto che, purtroppo, molto spesso, le camere dei bimbi sono arredate secondo schemi "adulti", limitandosi ad assemblare quello che propone il mercato, senza fantasia e creatività.
IL LETTINO MONTESSORIANO
Se nei primissimi mesi di vita del bambino, la maggior parte dei genitori sceglie la culla per la nanna del piccolo (spesso posizionata nella stanza di mamma e papà), per il primo lettino la scelta ricade molto spesso sul classico letto con sbarre, possibilmente trasformabile per quando il bimbo sarà più grande.
Il letto
Montessori, invece, è fatto in modo tale da essere fruibile direttamente dal piccolo senza l'intervento di mamma e papà. È un letto, generalmente, basso in modo che il bambino possa salire e scendere a piacimento e si connota, oltre che come luogo per la nanna, anche come spazio per il gioco.
L'idea è che il bimbo possa, da solo, partire alla conquista di uno spazio fondamentale della sua giornata e possa farlo in qualunque momento.
A questo proposito vale la pena ricordare che anche il classico
Abitacolo pensato da
Bruno Munari, destinato a bambini un po' più grandicelli, rientra nel filone dei letti montessoriani.
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