Se, d’altra parte, quasi la metà delle intervistate (46%) controlla che gli elettrodomestici siano spenti quando esce di casa o li disattiva in caso di temporale (41%),
sono ancora poche coloro che ricoprono le prese di corrente con delle protezioni in presenza di bambini (15%) o dispongono di rilevatori di gas (13%) o isolano i materiali infiammabili in armadietti metallici (11%). Un altro problema è rappresentato dagli elettrodomestici usurati ai quali solo poche riescono a rinunciare, rimandando il ricambio a data da destinarsi. Solo il 32%, infatti, si adopera per effettuare la sostituzione.
Veronica Albanese, direttore di ricerca GfK Eurisko, ha commentato così i risultati dell’indagine: “Quando una donna diventa madre l’esigenza di una casa senza pericoli diviene prioritaria e il controllo della sicurezza domestica si configura come un ambito ampiamente valorizzato. Le conoscenze, tuttavia, sono scarse e annacquate e l’atteggiamento è delegante. Mettere chiarezza e garantire un grado di affidabilità superiore diviene un compito socialmente rilevante, da realizzare nell’immediato. Ancor più oggi, in situazione di stagnazione e incertezza economica, quando la gente alza il livello complessivo di attese verso le aziende e le grandi marche, e molti hanno già dimostrato di essere disponibili a pagare di più per maggiori standard di sicurezza”.
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