Acido folico non solo in gravidanza

Secondo una ricerca GfK Eurisko il 77% delle donne italiane non pianifica la gravidanza esponendo il nascituro a rischi di malformazioni. Solo il 3% sostiene che utilizzerà l'acido folico come forma di prevenzione. L’obiettivo è quello di estendere la finestra terapeutica a tutte le donne in età fertile.

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di Manuela Magri

Inserito dall’AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco nell’elenco dei farmaci a rimborsabilità totale (classe A) perché ritenuto fondamentale nella prevenzione delle malformazioni neurologiche fetali, l’acido folico riduce del 72% il rischio di difetti del tubo neurale, diminuendo il rischio di cardiopatie, labbro leporino, prematurità, autismo, ritardo del linguaggio.
Secondo un’indagine condotta da GfK Eurisko per conto di Effik e Italfarmaco, infatti, il 77% delle donne che desiderano avere un figlio non pianifica la gravidanza e solo il 3% di quelle che lo fanno dichiarano che utilizzerà l’acido folico a titolo preventivo.



In realtà, sull’argomento, gli esperti sono tutti abbastanza concordi: l’assunzione di acido folico e folati riduce notevolmente il rischio di malformazioni neonatali a carico del tubo neurale (spina bifida e anancefalia). Poiché, però, quest’ultimo si chiude entro 30 giorni dal concepimento (tra il 17esimo e il 29esimo giorno), quando la donna spesso non sa ancora di essere incinta, diventa fondamentale che la prevenzione abbia inizio almeno un mese prima della fecondazione e duri per tutto il primo trimestre di gestazione.
Ecco perché l’idea è quella di estendere la finestra terapeutica, facendo assumere acido folico a tutte le donne in età fertile e sessualmente attive o, quanto meno, che stiano programmando una gravidanza.

L’assunzione dovrebbe essere quotidiana nella misura di 400mg al giorno per ridurre del 72% il rischio di difetti del tubo neurale, prevenendo anche altre malformazioni come cardiopatie e labbro leporino.

ACIDO FOLICO E FOLATI: DI COSA STIAMO PARLANDO?
L’Acido folico è una vitamina del gruppo B necessaria per tutte le reazioni di sintesi. Negli alimenti è presente sottoforma di folato, in particolare nelle frattaglie, nel lievito di birra, nei fiocchi di cereali, nei vegetali a foglia larga (spinaci, broccoli, asparagi, lattuga) e, in generale, anche nella frutta, nel latte e nelle uova anche se il loro assorbimento, sia per questioni di composizione molecolare sia perché in parte viene disperso durante la cottura degli alimenti stessi, è decisamente inferiore rispetto all’assorbimento dell’acido folico ottenuto per sintesi.
La carenza di acido folico è assai diffusa e può dipendere da molteplici fattori quali malattie infettive, terapie farmacologiche, gravidanza, malassorbimento. Tutto ciò si traduce in problemi nella sintesi di DNA ed RNA.
Durante la gravidanza, come specificato sopra, carenze di acido folico possono provocare problemi nella differenziazione del tubo neurale e portare, così, allo sviluppo di una spina bifida o di anencefalia.
Come supplemento vitaminico, si consiglia l’assunzione di 200mg di acido folico per gli adulti, 50mg per i bambini e 400 durante la gravidanza, salvo diversa indicazione del pediatra, medico curante, ginecologo.

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