Quando la casa diventa Nido

Tra baby sitter introvabili, rette salatissime e mille altre difficoltà che le mamme incontrano nella vita quotidiana con il bebè, arriva anche nel Lazio la sperimentazione sui Nidi Famiglia.

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di Manuela Magri

In Trentino Alto Adige si chiamavano Tagesmütter quelle donne che, durante il giorno, si pendevano cura presso le loro case dei figli di amiche e vicine impegnate nei campi o in fabbrica. Un po’ seconde mamme e un po’ imprenditrici di sé stesse, insomma, dal momento che il “servizio” prevedeva un compenso a base di uova, latte, farina, frutta…
In tempi recenti quella della tagesmütter è diventata una figura professionale a tutti gli effetti, con tanto di percorso formativo alle spalle e riconoscimento da parte delle autorità locali e sulle tagesmütter e la loro esperienza è stato pubblicato un libro dal titolo Il modello Tagesmütter - una professione al femminile per l'infanzia, dalla formazione alla cooperazione sul territorio.


Duplice lo scopo di questo progetto, partito appunto dal Trentino Alto Adige e approdato, poi, anche in Lombardia e Veneto: da una parte si cerca di dare risposta alla carenza di strutture pubbliche (asili nido, soprattutto) che accomuna quasi tutte le realtà italiane e attanaglia i genitori che non sanno a chi lasciare i propri figli durante la loro assenza; dall’altra, permette il reinserimento nel mondo del lavoro di tutte quelle mamme e quelle donne che, amando i bambini e potendo utilizzare una casa privata, desiderano avviare un’attività autonoma, ben retribuita, con investimenti minimi e rischi inesistenti.

Il progetto, sostenuto dalla Cooperativa Sociale Girotondo Onlus di Velletri arriva, ora, anche nel Lazio, promosso da tre partner eccellenti: Vitattiva di Roma, Happy Child di Milano e il Comune di Zagarolo che, insieme, hanno organizzato un corso di formazione per 15 assistenti materne che saranno le pioniere della sperimentazione nel Lazio – Provincia di Roma Sud dei 'nidi famiglia'.

Aprire un nido famiglia è relativamente semplice. Non occorre, infatti, una casa enorme o locali molto ampi. È sufficiente effettuare uno studio accurato del proprio appartamento per individuare la stanza più adatta in cui accogliere i bambini. Le spese iniziali sono minime (qualche tappetino, materassini per il cambio dei pannolini, qualche giocattolo…) e ciò che davvero conta è la volontà di trascorrere con i bimbi il proprio tempo in modo creativo, trasmettendo loro la propria passione e condividendo con loro il proprio entusiasmo.


Un’attenzione particolare è riservata, infatti, alla pedagogia positiva in base alla quale le educatrici dovranno mettere in evidenza le capacità e le conquiste dei bimbi creando in questo modo un ambiente tranquillo e sereno in cui poco spazio è lasciato ai rimproveri e ai malumori.

Il corso di formazione promosso dalla Cooperativa Sociale Girotondo Onlus di Velletri si rivolge a 15 donne con un’età compresa tra 21 e i 50 anni, disoccupate e residenti presso i comuni di Zagarolo, Velletri, Frascati e Colleferro che dovranno rispondere al bando entro e non oltre il 9 giugno 2008 (per leggere il bando e compilare la domanda di ammissione www.girotondoonlus.com).
Il corso avrà la durata di 250 ore e si svolgerà presso la sede di Via San Biagio 6 – Velletri (RM).
Per informazioni è possibile anche telefonare allo 02-9640993.

  • Commento inserito da elisa il 19 ottobre 2011 alle ore 08:28

    salve sono una maestra precaria ligure e mi piacerebbe sapere come aprire un nido famiglia siccome sono da poco mamma di due gemelle

  • Commento inserito da Sara il 21 gennaio 2011 alle ore 23:13

    Salve sarei interessatissima ad informazioni su come fare il corso per diventare educatrice per nido famiglia, sono mamma da 7 mesi e sarebbe un buon modo per rientrare nel mondo del lavoro... grazie grazie

  • Commento inserito da franca il 30 settembre 2009 alle ore 18:48

    ho un locale con la destinazione d'uso e tutte le modifiche apportate da adibire ad asilo nido. i costi per avviare un'attività del genere sono troppo alti, vorrei avviare invece un baby parking o un nido familiare, è più conveniente? quali sono gli adempimenti burocratici?

  • Commento inserito da Rossella il 28 settembre 2009 alle ore 11:26

    Anch'io sarei interssata a sapere di più su come aprire un micronido, io sono di Torino e anche qui ancora non se ne sente parlare!!
    Bisogna fare dei corsi di assistenza all'infanzia e poi inoltrare la richiesta al comune? oppure?....

  • Commento inserito da Lisa De Giorgio il 23 agosto 2009 alle ore 14:41

    Come si apre un nido condominiale? A chi va rivolta la domanda e quali requisiti si devono avere? Nella mia zona (provincia di ancona) non ne ho sentito parlare.

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