5 motivi per smettere di comprare giocattoli

Il giocattolo è il pane quotidiano del bambino. La maggior parte degli esperti, però, sottolinea come i bimbi che ne hanno pochi crescano meglio e siano più sereni. Ecco come liberarsi del superfluo.

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di Alessia Altavilla

Il magico potere del riordino, libro scritto da Marie Kondo e uscito, ormai, qualche anno fa, spiega come, attraverso la selezione degli oggetti da buttare e il conseguente riordino degli spazi in casa, la vita di ciascuno di noi possa migliorare, non solo in ambito familiare e domestico, ma anche sul lavoro.
L'idea di fondo è che, in generale, ciascuno di noi è subissato da oggetti che, tendenzialmente, non usa o non servono e che questi oggetti, non soltanto occupano fisicamente uno spazio nelle nostre abitazioni, ma ingombrano la nostra psiche complicandoci l'esistenza. Senza che noi ne abbiamo la consapevolezza.



Se questo vale per gli adulti, a maggior ragione è vero per bambini. Sommersi da giocattoli e oggetti inutili, schiacciati dal peso del marketing che costringe ad acquistare molto più del superfluo presentandolo come indispensabile, spesso i bimbi abitano in stanze che sembrano la fotocopia delle ludoteche pubbliche, circondati da scatole, oggetti di scarso valore e poco gusto di tutte le forme e dimensioni, giocattoli abbandonati da tempo o, addirittura, mai utilizzati.
Hanno davvero bisogno di una vita così i piccoli?

O forse, per la loro sanità mentale, non sarebbe preferibile un'esistenza in cui viene dato importanza davvero a ciò a cui si tiene, lasciando andare quello che, invece, riempie soltanto inutilmente le giornate?

Insegnare ai bambini a liberarsi dei giocattoli inutili, vecchi e non utilizzati è un atto dovuto nei loro confronti per liberarli dalla schiavitù degli oggetti e semplificare il loro vissuto quotidiano creando spazi vuoti da riempire in modo differente.
La capacità di selezionare, catalogare e, quindi, eliminare è un'abilità che si apprende con il tempo e che aiuta, da adulti, a valutare meglio le situazioni, mettendo al centro (anche del vissuto emotivo) soltanto ciò che conta davvero.
Non si tratta, quindi, a dire di no a questa o a quella richiesta di acquisto. Si tratta di insegnare ai bambini a scegliere con cura ciò che realmente vogliono imparando ad averne cura e rispetto.

Aldilà dell'aspetto strettamente educativo, poi, è un fatto che una stanza semi vuota, non invasa da scatole, scatoloni e pupazzi, dove gli spazi siano ben ordinati e organizzati, risulta per loro più vivibile, semplificando la loro vita pratica (c'è più spazio per giocare, per invitare gli amici, per fantasticare e immaginare).

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