Come insegnare ai bambini a difendersi dagli abusi sessuali

Circa un bambino su 5 è vittima di varie forme di abuso o violenza sessuale. Il Consiglio d’Europa ha realizzato una campagna per spiegare ai genitori come insegnare ai bambini a difendersi in questi casi, proteggendo il proprio corpo e le proprie parti intime. Nell’ambito della campagna anche un libro destinato ai più piccini sull’argomento.

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di Alessia Altavilla

La Regola del Quinonsitocca è stata pensata per aiutare genitori e insegnanti ad affrontare con i bambini il discorso sulla violenza e gli abusi sessuali, insegnando loro a difendersi e a mettersi al riparo da eventuali molestatori.
Comprende, in sintesi, 5 aspetti considerati molto importanti che andrebbero spiegati ai piccoli utilizzando un linguaggio semplice, chiaro e di facile comprensione per un bimbo anche di pochi anni:


  1. IL CORPO È MIO E MI APPARTIENE
    È necessario insegnare al bambino che il corpo gli appartiene, è suo, e che non deve permettere a nessuno di violarlo o toccarlo senza permesso. Considerato tabu fino a qualche anno fa, un discorso sul concetto di parti intime, intimità, sessualità…. va affrontato sin dalla più tenera età, utilizzando la terminologia corretta e frasi adatte. Va spiegato al bambino che rifiutare di essere toccato, baciato, accarezzato…, anche da chi ama, è un suo diritto. E come tale deve essere esercitato. Fosse anche con la mamma o con il papà. Il bimbo deve imparare a dire di no. E deve imparare a raccontare eventuali contatti impropri o ritenuti tali. Insistendo fino a quando qualcuno non gli darà retta.
  2. MODO DI TOCCARE BUONO – MODO DI TOCCARE CATTIVO
    Spiegare a un bambino la differenza tra un contatto buono e un contatto cattivo è il compito più difficile per un educatore e per i genitori. Eppure, la differenza sta proprio nella comprensione, da parte del bimbo, di questo concetto. Per farlo, la Regola del Quinonsitocca utilizza un sistema semplice, facile e infallibile: la biancheria intima che diventa così una sorta di limite invalicabile sia per l’adulto che per il bambino. Le parti intime di una persona sono, appunto, parti intime. L’accesso deve essere regolamentato, in un certo senso, e bisogna chiedere il permesso prima di potervi accedere. Ai bambini va detto, in modo chiaro e tondo, che possono e devono dire di no.
  3. I SEGRETI BUONI – I SEGRETI CATTIVI

    Il tema del segreto è centrale in questo tipo di discorso. Coloro che abusano dei bambini, infatti, giocano proprio sulla difficoltà che questi hanno di spiegarsi, raccontare, denunciare. Insegnare la differenza tra segreti buoni e segreti cattivi aiuta a creare un clima di fiducia. Sono cattivi tutti quei segreti che creano disagio, paura, che rendono tristi…. Questi segreti devono essere svelati. Raccontandoli a qualcuno. Un adulto.
  4. LA RESPONSABILITÁ DELLA PREVENZIONE E DELLA PROTEZIONE SPETTA A UN ADULTO
    La violazione delle loro parti intime e del loro corpo è spesso vissuta dai bambini come un motivo di vergogna, come qualcosa da nascondere come una colpa personale. In realtà, sono gli adulti, i genitori, che devono insegnare ai piccoli a superare i tabu, avendo il coraggio di denunciare episodi che creano in loro tensione e ansia. Se i bambini hanno paura, i grandi non devono averne. E devono lavorare per creare intorno al piccolo un clima di fiducia totale all’interno del quale il bambino possa sentirsi libero di denunciare eventuali abusi.
  5. GLI STRUMENTI UTILI PER INSEGNARE AI BAMBINI A DIFENDERSI
    La maggior parte degli abusi sessuali sui bambini si verifica nell’ambito delle conoscenze, spesso strette, del piccolo. La famiglia è il luogo ideale in cui questo tipo di violenza si manifesta. In questi casi, il compito del genitore è spiegare al bimbo come riconoscere un abuso da un gesto di affetto, una violazione da una manifestazione di amore. Non tutti i baci, naturalmente, sono cattivi. Ma non tutti i baci, naturalmente, sono buoni.
    Se, invece, l’adescamento avviene fuori dall’ambito delle proprie conoscenze, è bene cercare di prevenirlo. Sia utilizzando sistemi di parental control per quanto riguarda internet, sia fornendo al bambino regole chiare di comportamento fuori casa: non si accettano passaggi e regali da sconosciuti, non si segue chi non si conosce, non si entra in luoghi appartati o intimi (bagni, camere da letto….), con persone che non si conoscono bene…


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LA REGOLA DEL QUINONSITOCCA: UN LIBRO DA LEGGERE E COMMENTARE ASSIEME
Kiko e la mano è lo strumento pensato per affrontare inizialmente l’argomento con i bambini utilizzando parole e messaggi chiari e una grafica accattivante. Scaricabile gratuitamente da internet, consente a mamma e papà e agli educatori di spiegare i cinque punti di cui sopra facendo esempi semplici, che i bimbi possano immediatamente comprendere. Partendo da qui, dalla storia raccontata, dalle immagini mostrate, è possibile ampliare il discorso astraendo i concetti principali per far sì che davvero vengano appresi e compresi.

Per maggiori informazioni sulla campagna Quinonsitocca, cliccate qui.

  • Commento inserito da daniela r. il 7 agosto 2014 alle ore 23:25

    Ho letto il libro ma è rivolto a bambini molto piccoli. Servirebbero spunti per i più grandicelli

  • Commento inserito da Alessia (redazione) il 24 gennaio 2014 alle ore 09:06

    Ciao Francesca,

    l'iniziativa è stata realizzata dal Consiglio Europeo nell'ambito di un progetto più grosso che si chiama One in Five che si pone come finalità proprio quella di prevenire la violenza e gli abusi sessuali minorili.

    Non so dirti che organizzino corsi sull'argomento. Ma penso che per farlo, possiate rivolgervi a uno studio psicologico locale invitando psicologi e pedagoghi a parlare dell'argomento, decidendo insieme come trattarlo e in che modo proporlo ai bambini. Purtroppo non sono in grado di aiutarti maggiormente.

    Se riesci a organizzare qualcosa, però, facci sapere

    Alessia Altavilla

  • Commento inserito da francesca il 23 gennaio 2014 alle ore 14:01

    questa inziativa è molto bella e importante! esistono dei riferimenti per organizzare corsi sull'argomento? (io abito in Veneto) grazie

  • Commento inserito da Cristina il 23 gennaio 2014 alle ore 08:44

    Ho tre bambine di 9, 7 e 3 anni. Con le più grandi abbiamo iniziato a parlare di abusi e violenze alla materna. Nella scuola delle mie figlie avevano organizzato un corso per i genitori sull'argomento e avevamo fatto insieme un percorso, genitori e insegnanti, con i bambini. Anche noi utilizzavamo i video e tantissimo le bambole. La più grande ogni tanto mi fa domande ed è molto curiosa. Con la piccola speriamo di organizzare nuovamente una cosa del genere. Trovo che sia molto utile. Non solo per loro. Ma anche per noi.

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